San Francesco: ci ha insegnato come vivere. E con Sorella Morte, ci insegna a morire
Figlio di un ricco mercante, aveva tutto. Ha scelto di non avere niente. Non per disprezzo del mondo, ma per amore folle per il mondo. Ha spogliato se stesso per vestire gli altri
Francesco d’Assisi non è stato un santino. È stato un rivoluzionario.
Figlio di un ricco mercante, aveva tutto. Ha scelto di non avere niente. Non per disprezzo del mondo, ma per amore folle per il mondo. Ha spogliato se stesso per vestire gli altri.
Cosa ci insegna quanto al vivere?
1. Che la gioia non è possedere, è appartenere. Non chiamava le cose “mie”. Chiamava il sole fratello, l’acqua sorella, gli uccelli fratelli. Chi si sente fratello di tutto, non è mai solo e non è mai povero.
2. Che la pace si fa, non si aspetta. “Là dove c’è odio, ch’io porti l’amore”. Non è una preghiera sdolcinata, è un manuale di coraggio quotidiano.
3. Che la perfezione è abbracciare l’imperfezione. Ha amato i lebbrosi, i ladri, i lupi. Non ha giudicato. Ha abbracciato.
E poi, alla fine, il suo capolavoro.
Morente, cieco, dolorante sulla nuda terra della Porziuncola, non ha chiamato la morte “nemica”. L’ha chiamata Sora nostra Morte corporale.
Ha cantato:
> Laudato si’, mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
> da la quale nullu homo vivente po’ skappare.
Ci insegna che non si muore bene se non si è vissuto bene. Che la morte non è un muro, è una sorella che ti prende per mano e ti porta a casa. Se hai vissuto da fratello di tutti, non hai paura di incontrare la Sorella.
Francesco non ha avuto paura di vivere senza nulla. Per questo non ha avuto paura di morire.
Buona festa di San Francesco a tutti.
Oggi proviamo a vivere un po’ più leggeri. Per imparare, un giorno, a morire un po’ più sereni.







