Renzi, il nodo del riformismo
Alla Leopolda il leader di Italia Viva rilancia l’appello ai moderati europeisti di Forza Italia. Ma resta aperta la questione della sua collocazione politica e delle alleanze più coerenti con il suo progetto
Alla Leopolda, la convention fiorentina che da anni è il centro identitario di Italia Viva, Matteo Renzi ha rilanciato con forza il tema del rapporto tra riformismo ed europeismo. Ha rivolto un invito all’area moderata del centrodestra, soprattutto a Forza Italia. Ha sostenuto che per chi crede nell’integrazione europea diventa difficile restare in un partito che mostra segnali di distanza dall’idea di Europa. Renzi non è nuovo a iniziative del genere. Resta aperta, però, la domanda su cosa lo spinga a muoversi dentro un campo largo che include forze con cui il suo riformismo si scontra. Le posizioni della sinistra di Fratoianni e Bonelli sono lontane dalle sue. Peggio il rapporto con i pentastellati, che è ancora più complicato: Conte continua a considerarlo un avversario politico diretto. Per questo, molti osservatori ritengono più logico il percorso inverso. Ovvero, non attrarre moderati dal centrodestra, ma lavorare per una federazione con Forza Italia e con le altre forze liberali e centriste, così da rafforzarne il peso complessivo dentro la coalizione. In ogni caso, l’impressione è che il destino delle forze centriste sia, al momento, quello del vaso di terra cotta costretto a viaggiare in compagnia dei vasi di ferro.





