L’Italia che integra e vince
I successi estivi degli azzurri mostrano un Paese capace di accogliere e valorizzare talenti diversi. Lo sport offre un modello di integrazione che la politica non riesce ancora a garantire
Questo agosto, mentre molti italiani erano in vacanza, gli azzurri hanno brillato nell’atletica e nel nuoto. I risultati sono stati straordinari: primi nel medagliere agli Europei di atletica di Birmingham e secondi agli Europei di nuoto di Parigi. C’è però un dato ancora più significativo: lo sport italiano continua a mostrare una forte capacità di attrazione e integrazione, in netto contrasto con una politica che spesso divide. Nel medagliere compaiono infatti molti campioni figli di seconde generazioni, altri arrivati da piccoli nel nostro Paese o giunti da adulti e che hanno scelto l’Italia, trovando accoglienza e riconoscimento. Resta la complessità della gestione dell’immigrazione clandestina e l’incapacità della politica, da destra a sinistra, di affrontare con serietà una questione delicata. Ma l’integrazione che lo sport realizza è quella che ci piace e che dovrebbe diventare il modello per il futuro del Paese.





