Liste d’attesa, luci e ombre
I dati Agenas mostrano miglioramenti, ma anche ritardi pesanti e forti differenze tra Regioni. Crescono le prestazioni nei tempi, ma il divario territoriale resta un nodo irrisolto
Le liste d’attesa continuano ad allungarsi, spingendo molti verso il privato e penalizzando chi non può permetterselo. I dati Agenas mostrano un quadro critico: 2,8 milioni di prestazioni non rispettano i tempi clinici, soprattutto prime visite ed esami diagnostici. Alcune prestazioni restano particolarmente in ritardo: la colonscopia rientra nei tempi in meno del 30% dei casi, con effetti diretti sulla prevenzione. C’è però un segnale positivo: nel primo semestre dell’anno sono state garantite 1,6 milioni di prestazioni in più nei tempi previsti rispetto al 2025. La situazione regionale è molto disomogenea: solo Basilicata, Marche, Lazio e Veneto superano la soglia del 90%, mentre altrove si registra comunque un miglioramento. Il quadro resta doppio: progressi reali, ma ancora forti divari territoriali e un impatto crescente sulle fasce più fragili. Si procede nella direzione giusta, ma molto resta da fare, ben oltre ovviamente le polemiche e le strumentalizzazioni politiche.





