Torino, il festino dell’orrore
Quattro giorni di droghe e alcol portano all’omicidio di un uomo di 39 anni. Il cadavere viene smembrato e disperso tra un bagno e le sponde della Dora
Un festino di quattro giorni a base di droghe e alcol in un appartamento di Torino sfocia nell’omicidio di un trentanovenne. Nel gruppo ci sono una professoressa, un’amica e il giovane che sarà poi accusato del delitto. Dopo ore di crack, Lsd, funghi, hashish e altre sostanze, scoppia una lite: l’assassino accusa la vittima di avergli rubato 50 euro. La dinamica è confusa: dice di non ricordare e non sa spiegare come lo abbia ucciso. Il corpo resta a terra in soggiorno. Il panico prende il sopravvento. Decidono di smembrare il cadavere, comprano sacchi e calce e disperdono i resti tra il bagno e la Dora. La polizia trova ancora parti del corpo in casa, in un contesto di degrado e follia collettiva. Non è un film horror. E’ una follia reale, brutale, feroce. Un abisso di perdizione che lascia sgomenti.





