Estate segnata dai femminicidi
Una serie di delitti e tentati femminicidi riporta al centro il tema della protezione delle donne. Le falle nelle misure di prevenzione mostrano l’urgenza di interventi più efficaci
È una carneficina. L’estate 2026 è segnata da una serie ravvicinata di femminicidi che ha riportato con forza la violenza di genere al centro dell’attenzione pubblica. Tra luglio e il 19 agosto sono emersi almeno otto casi mortali, affiancati da numerosi tentati femminicidi che delineano un allarme diffuso. In molti episodi appaiono evidenti e inaccettabili le falle nelle norme di prevenzione e protezione delle donne già esposte al rischio. Il caso di Tania Terrin, 39 anni, uccisa dall’ex compagno dopo anni di violenze denunciate, lo dimostra: le segnalazioni avevano portato solo a un ammonimento del Questore, misura rivelatasi insufficiente. È chiaro che servono strumenti più efficaci, interventi tempestivi e una cultura di prevenzione più solida. Su questo tema non si può abbassare la guardia, nonostante i dati ufficiali parlino di un fenomeno in diminuzione. Il numero dei femminicidi resta troppo alto e insopportabile. La drammaticità del fenomeno, purtroppo, è ancora intatta.





