Ceuta, qualcosa non torna
L’assalto di migliaia di migranti a Ceuta appare tutt’altro che spontaneo. Dietro la tragedia degli annegati sembra muoversi una regia cinica e interessata
C’è qualcosa che non torna nell’assalto di migliaia di migranti a Ceuta, dove decine di persone sono morte annegate. È difficile credere che, all’improvviso, oltre 50-60 mila persone abbiano deciso di raggiungere a nuoto l’enclave spagnola dalle coste marocchine. Non basta definirlo un semplice fenomeno migratorio: è immigrazione irregolare, certo, ma con ogni probabilità orchestrata. L’impressione è quella di una regia abile e cinica. Di chi? Forse delle autorità marocchine, forse di organizzazioni internazionali, magari con il coinvolgimento di servizi segreti. C’è chi collega tutto alle tensioni tra Marocco, Spagna e Algeria. Migranti, quindi, usati come arma di pressione, oltre che poveri disgraziati trattati come carne da macello. Il tempo chiarirà la dinamica, ma non restituirà giustizia a chi è morto annegando al largo di Ceuta.





