scritto da Francesco Angrisani - 26 Agosto 2026 09:41

Le parole di un albero

Una lezione di riuso e riciclo raccontata dalla natura

Sono nato tanti anni fa, quando in questo paese le strade erano più silenziose e le automobili molto meno numerose. Ho visto bambini diventare adulti, generazioni diverse incontrarsi sotto la mia chioma e tante estati trascorrere tra le mie foglie.

Oggi vorrei parlarvi di una cosa che riguarda tutti: il riuso e il riciclo.

Spesso queste due parole vengono usate come se fossero sinonimi, ma non lo sono. Il riuso significa dare a un oggetto una nuova possibilità, utilizzandolo nuovamente invece di trasformarlo subito in rifiuto. Il riciclo, invece, significa recuperare i materiali attraverso un processo che permette di trasformarli e utilizzarli per realizzare nuovi prodotti.

Da albero, questa differenza mi sta particolarmente a cuore.

Quando un foglio viene utilizzato da entrambi i lati, quando una scatola viene conservata e usata ancora, quando un mobile viene riparato invece di essere buttato, si sta scegliendo il riuso. Quando, invece, la carta viene raccolta, lavorata e trasformata per diventare nuova carta, si parla di riciclo.

Sono scelte diverse, ma entrambe importanti.

E c’è una cosa che vorrei chiedervi: prima di riciclare, chiedetevi se potete riutilizzare. Un oggetto che continua a essere utile non è ancora un rifiuto. Allungarne la vita significa consumare meno risorse e produrre meno scarti.

Io, del resto, sono un grande esempio di questa regola. Ogni anno lascio cadere le mie foglie, ma la natura non le considera semplicemente uno scarto: diventano nutrimento, proteggono il terreno e restituiscono materia alla terra. In natura, quasi nulla viene davvero sprecato.

Anche voi potete imparare da questo.

Riparare, condividere, regalare, trasformare, riutilizzare. E, quando un oggetto non può più avere una seconda vita, allora è il momento di conferirlo correttamente, affinché i suoi materiali possano essere riciclati.

Non serve fare grandi gesti. A volte basta una scelta quotidiana.

Io continuerò a stare qui, con le mie radici nella terra e i miei rami verso il cielo. E ogni volta che vedrò qualcuno riutilizzare invece di buttare, penserò che forse, finalmente, abbiamo capito una lezione che la natura ci insegna da sempre: prima di diventare rifiuto, ogni cosa merita una possibilità.

Firmato: un albero del vostro paese

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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