scritto da Gennaro Pierri - 22 Aprile 2026 10:24

La verità sulla rosa: non tutto il tempo speso vale amore

Il punto non è glorificare il “tempo perduto”. È capire che tipo di tempo stiamo vivendo. C’è un tempo che costruisce: quello che ci rende più profondi, più capaci di amare, più veri

C’è una frase che ci hanno insegnato a ripetere come fosse una carezza, ma che in realtà andrebbe letta come una responsabilità: «È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante. […] Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non devi dimenticarla. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato».

La troviamo nel famoso libro Il Piccolo Principe, ed è molto più esigente di quanto sembri. Perché qui non si parla solo di affetto. Si parla di legame. Di responsabilità. Di un tempo che non è semplicemente “speso”, ma che ci cambia, ci espone, ci vincola. Siamo fatti così: più investiamo, energie, emozioni, anni, più fatichiamo a staccarci. Ma attenzione: non tutto ciò che ci costa diventa automaticamente prezioso. Esistono relazioni che sopravvivono solo per inerzia, sogni che continuiamo a inseguire perché abbiamo paura di ammettere che non porteranno da nessuna parte.

Il punto, allora, non è glorificare il “tempo perduto”. È capire che tipo di tempo stiamo vivendo. C’è un tempo che costruisce: quello che ci rende più profondi, più capaci di amare, più veri. Ed è questo tempo che rende unica la “rosa”. E poi c’è un tempo che consuma: quello che ci svuota, ci blocca, ci tiene legati più alla paura di perdere che al desiderio di restare. La differenza è sottile, ma decisiva.

Perché la frase più radicale, alla fine, non è sulla rosa. È su di noi: “tu diventi responsabile”.
Responsabile non vuol dire prigioniero. Vuol dire consapevole. E allora la domanda, quella vera, smette di essere romantica e diventa scomoda: sto restando perché amo, o perché ho paura di perdere ciò che ho già dato? Perché sì, il tempo può rendere qualcosa importante. Ma solo se abbiamo il coraggio raro di riconoscere quando è tempo di continuare… e quando, invece, di lasciare andare.

 

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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