Il corpo ha un indirizzo. L’anima no
L'uomo è l'unico essere vivente che continua ad abitare luoghi che non esistono più. Ed è una fortuna. Perché oggi ci stanno convincendo del contrario. Ci educano a essere dappertutto e, lentamente, finiamo per non essere più da nessuna parte
Diverse volte al giorno passo davanti ad una casa di riposo qui a Cava e tempo fa ho visto una scena che non riesco più a dimenticare. Un uomo usciva da una casa di riposo. Camminava piano. Arrivato al cancello si fermò, tirò fuori il telefono e lo rimise subito in tasca. Poi si voltò verso una finestra del secondo piano e fece un piccolo cenno con la mano. Nessuno rispose. Eppure lui sorrise lo stesso. Continuò a salutare per qualche secondo. Come se qualcuno, dietro quella tenda, lo stesse guardando davvero. Me ne sono andato con una domanda addosso.
Ma noi… dove abitiamo veramente? La risposta più facile sarebbe dire: nella città in cui viviamo, nella casa che abbiamo comprato, nell’ufficio dove passiamo le giornate. Non ci credo più. Il corpo, sì, ha un indirizzo. L’anima è un’altra faccenda. Abita una frase che ci è stata detta quando avevamo dodici anni. Una cucina che non esiste più. L’odore del sugo della domenica. Il rumore di una chiave girata lentamente nella porta di casa. Una voce che il tempo ha spento ma che continua a parlarci quando dobbiamo prendere una decisione importante.
L’uomo è l’unico essere vivente che continua ad abitare luoghi che non esistono più. Ed è una fortuna. Perché oggi ci stanno convincendo del contrario. Ci educano a essere dappertutto e, lentamente, finiamo per non essere più da nessuna parte. Siamo raggiungibili in ogni istante. Localizzabili. Tracciabili. Sempre online. Il mondo sembra aver dichiarato guerra a ogni forma di distanza. Tutto deve arrivare subito: una risposta, un acquisto, un amore, perfino la consolazione. L’attesa è diventata un difetto da correggere. È qui che, secondo me, stiamo commettendo un errore enorme.
Abbiamo sempre pensato che il contrario della vita fosse la morte. Forse no. Il contrario della vita è la frizione. Per questo facciamo di tutto per eliminarla. Una strada senza traffico. Una connessione senza interruzioni. Una relazione senza incomprensioni. Una fede senza dubbi. Una giornata senza silenzi. Eppure c’è una cosa che mi ostino a osservare. Tutto ciò che conta nasce da un attrito. Il pane diventa pane perché qualcuno ha accettato di aspettare che l’impasto lievitasse. Un violino canta perché le corde oppongono resistenza. Perfino una stella esiste perché dentro di lei c’è una pressione immensa. Solo noi pretendiamo di diventare profondi vivendo in superficie. Forse il mercato non vende oggetti. Vende una promessa molto più pericolosa. Quella di risparmiarci la fatica di diventare umani. Così compriamo tempo e perdiamo durata. Compriamo velocità e perdiamo incontri. Compriamo connessioni e perdiamo confidenza. Non ce ne accorgiamo subito. Succede lentamente. Come succede alle case lasciate chiuse per troppo tempo. All’inizio sembrano uguali. Poi arriva l’umidità. Poi l’odore cambia. Poi il silenzio prende possesso delle stanze. Anche l’anima funziona così. Se smettiamo di abitarla, qualcun altro finirà per arredarla al posto nostro. La pubblicità. Gli algoritmi. Le paure degli altri. Le mode del momento. E allora continueremo a correre convinti di essere liberi, mentre staremo semplicemente seguendo il percorso che qualcun altro ha disegnato.
Per questo continuo a diffidare di chi promette una vita senza ostacoli. Gli ostacoli sono gli ultimi luoghi dove l’uomo incontra se stesso. Il corpo continuerà a fare quello che il mondo gli chiede. Andrà al lavoro. Pagherà le bollette. Risponderà ai messaggi. Farà il suo dovere. L’anima, invece, ogni tanto si fermerà davanti a una finestra qualunque. Farà un piccolo cenno con la mano. E ci ricorderà che esistono persone, ricordi e promesse che nessuna distanza ha mai saputo portare via. La domanda, allora, non è dove stiamo andando. La domanda è molto più scomoda. Chi sta scegliendo, ogni giorno, il luogo in cui la nostra anima decide di abitare?








Parole vere che fanno riflettere ed emozionare. Grazie
bellissimo❤️