Caos vaccini

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Non vogliamo essere saccenti se diciamo che la decisione presa dall’EMA, l’Agenzia Europea dei Medicinali, in merito alla innocuità del vaccino AstraZeneca, nel pomeriggio di oggi giovedì 18 marzo, fosse largamente prevista, in quanto ragionando con razionalità, non può sfuggire che 30 vittime di trombosi su 5.milioni di inoculazioni in Europa di tale vaccino rappresenta solo lo 0,006%; e se si considera che i deceduti sono solo 7, la percentuale si riduce allo 0,00014%.

E se si considerano i vaccini Pfizer e Moderna, con i quali sono stati vaccinati 21.milioni di persone in Europa, hanno avuto solo 36 vasi di casi di malattie ad essi attribuibili, la percentuale è del 0,00017%-

Quindi non è questo che deve preoccupare in quanto quasi certamente il numero dei deceduti a causa dei vaccini antinfluenzali è superiore, ma nessuno se ne preoccupa perché nessuno ne parla in quanto è un rischio considerato normale.

D’altra parte nessuno considera quanto sia alto il rischio per chi non si vaccina.

E’ comunque chiaro che, con l’allarmismo dei giorni scorsi, non sarà certamente questa rassicurazione dell’EMA che convincerà i dubbiosi a correre a vaccinarsi, nonostante da domani riprendano le inoculazioni; oramai il panico ha fatto i suoi disastri, i no-vax sembrano gongolare, e al diavolo chi pensa che solo con le vaccinazioni a tappeto potremo sconfiggere la pandemia e conseguire l’immunità diffusa alla quale tutti aspiriamo.

A questo punto rientra in ballo la nostra capacità organizzativa, e da tale proposito v  in Italia sembra che regni il caos, quello che è accaduto negli ultimi giorni ci porta a concludere che il nostro paese sia diventato una “nave senza nocchiere in gran tempesta” come diceva il Profeta Dante nel VI canto del Purgatorio.

Il 15 marzo è stato segnalato da alcune fonti, basandosi su informazioni date dalla Regione Campania, e non smentite dal Ministero della Salute qualche giorno prima, che dal successivo mercoledì 17 marzo i medici di base hanno avuto l’obbligo di segnalare all’Asl i pazienti affetti da patologie croniche particolari, affinché potessero avere la precedenza rispetto agli altri; tale circostanza è anche stata citata da questo giornale e sulla stessa è intervenuto pure un noto avvocato cavese che certamente non parla a vanvera.

Ma i medici di base hanno smentito tale obbligo, precisando che esso riguarda solo le persone inferiori a 70 anni affetti da quelle specifiche patologie, cosa che evidentemente il Ministero della Salute non ha precisato; anzi, quando ci siano informati direttamente, lo stesso, pure non confermandolo, ha precisato che erano in corso trattative di intese in tal senso.

Allora delle due l’una: o il Ministero è stato quanto meno approssimativo nella divulgazione della notizia, oppure ai Medici di base non è stato ancora comunicato: non  crediamo che gli stessi nicchino, ma su questo argomento ci riserviamo un approfondimento.

Ma questo è niente.

Domenica 14 marzo la Regione Campania ha aperto la piattaforma web per consentire agli ultrasettantenni di poter prenotare la vaccinazione, cosa che fino al giorno precedente non era consentito; da domenica 14 è stato possibile, e abbastanza facile, molti settantenni hanno prenotato ricevendo immediatamente la conferma via e-mail; fra l’altro, diversamente dalle giornate precedenti, venivano anche specificati quali vaccini sarebbero stati disponibili, di ciascuno di essi venivano indicate le caratteristiche, una specie di bugiardini elettronici, non veniva consentita la possibilità di scelta e veniva richiesto anche il numero di telefono al quale inviare la convocazione.

Ma il lunedì successivo, contemporaneamente alla notizia, divulgata sui social e sui media, della sospensione cautelativa del vaccino dell’AstraZeneca, si è scatenata un’altra bufera che ha finito per dare un ulteriore colpo ai cittadini, già frastornati e impauriti.

Sono state diffuse, sembra solo sui social, notizie in merito ai repentini cambi di opinioni da parte dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, la quale nel giro di qualche ora avrebbe cambiato opinione in merito alla sicurezza dello stesso, passando da una valutazione positiva ad una totalmente negativa.

Nella comunicazione venivano anche divulgati i link dei siti che si potevano consultare, che sembravano reali.

Ma subito l’Aifa si è preoccupata di smentire il messaggio, asserendo trattarsi di un falso, e anche la polizia postale si è mobilitata.

Poi c’è stata una precisazione, l’Aifa ha ammesso che la sospensione della vaccinazione con AstraZeneca riguardava solo un determinato lotto, cosa che è risultato quanto meno inesatto perché la sospensione non ha riguardato quel solo lotto, ma tutti quelli in circolazione; e non poteva essere diversamente in quanto anche altri Paesi dell’UE hanno sospeso la somministrazione, in attesa che l’Ema faccia le sue valutazioni e comunichi se il vaccino incriminato effettivamente ha una correlazione con i decessi avvenuti oppure no: valutazione definitiva comunicata giovedì 18 marzo, che ha negato il nesso e autorizzata la ripresa della vaccinazione con AstraZeneca.

Ma prima della stessa si sono scatenate, com’era prevedibile, tutte le reti televisive, sia nei notiziari, sia nei “talk” e, ovviamente, tutti i social, accrescendo la confusione e le paure degli cittadini molti dei quali, già perplessi per la rapidità di preparazione dei vaccini e timorosi che possano effettivamente essere nocivi, sembrano aver trovato la conferma proprio in quei decessi.

E’ pure se la percentuale dei deceduti rispetto al numero dei vaccinati è quasi irrilevante, questo non annulla i timori di ciascuno, perché anche un solo decesso spaventa e induce a diffidare, nessuno può essere certo che il prossimo non sarà lui.

In conclusione questi avvenimenti sono stati un’ulteriore spinta a non vaccinarsi, e a poco serviranno le rassicurazioni delle Agenzie Comunitarie o Nazionali, né quelle dei politici.

La unica cosa certa è che il cittadino è oramai in balia di se stesso, e pure quelli che accettavano di buon grado di vaccinarsi, ora non hanno più certezze.

Fra l’altro fa riflettere che, fino a qualche giorno fa, il CTS, Comitato Tecnico Scientifico, al quale si riferiva il Ministero della Salute e il Premier, fosse formato da un gruppo di 26 presunti “super- esperti” molti dei quali sembra non avessero alcuna competenza specifica: pochi erano medici, la maggior parte erano esperti in altre materie, legali, tecniche, e via dicendo.

Solo da qualche giorno il numero dei componenti dell’organo è stato ridotto notevolmente, passando da 26 a 12, e la maggioranze degli stessi sono esperti in campo medico.

Gli attuali componenti sono: Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità;, Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità; Sergio Fiorentino – Avvocato dello Stato e Capo del Dipartimento di Coordinamento della Presidenza del Consiglio; Giuseppe Ippolito – Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie infettive Spallanzani; Giovanni Rezza – Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute; Giorgio Palù – Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco; Cinzia Caporale – Coordinatrice della Commissione per l’Etica e l’Integrità della ricerca del CNR e responsabile della sezione romana dell‘Istituto di Tecnologie biomediche; Fabio Ciciliano – Dirigente Medico della Polizia di Stato ed esperto in Medicina delle catastrofi;  Sergio Abrignani, Docente di Immunologia dell’Università Statale di Milano e Direttore dell’Istituto Nazionale di Genetica Melocolare Invernizzi del Policlinico di Milano; Alessia Melegaro – Professoressa in Demografia e Statistica sociale presso l’Università Bocconi; Alberto Giovanni Gerli – Ingegnere gestionale, Consulente Covid-19 per lo studio matematico della pandemia, il quale si è già dimesso dall’incarico; Donato Greco – origine cavese, specializzato in malattie infettive e tropicali, igiene e medicina preventiva, per trent’anni Capo del laboratorio di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, già Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, consulente dell’ OMS.

Come si vede, anche in questa occasione l’apporto di Mario Draghi è stato determinante, sfoltimento degli organismi, coinvolgimenti di esperti, razionalizzazione dei ruoli, com’è avvenuto per la nomina dei Ministri, e poche chiacchiere, cioè parlare solo quando si ha qualcosa da dire, lezione difficile per i politici e politicanti ciarlieri.

Ma se è da attribuirgli questo merito, c’è però da evidenziare che il muovo Premier, sembra una Sfinge, è sempre freddo e distaccato, il suo viso non tradisce alcuna emozione, contrariamente a come appariva quando era Presidente della BCE; e mentre i cittadini attendono anche un suo incoraggiamento, pure nel discorso di circostanza fatto il 18 marzo a Bergamo ha confermato freddezza e distacco, come già evidenziato da attenti osservatori nei suoi discorsi in Parlamento per la fiducia.

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