scritto da Gennaro Pierri - 07 Maggio 2026 09:48

Il problema non è che sogni poco. È che sogni al ribasso

Un desiderio ridotto ti protegge ma ti lascia identico. E allora non è fare di più. È rischiare di più, dentro

C’è un dettaglio che non notiamo mai: a un certo punto della vita iniziamo a desiderare cose che non ci mettono davvero in difficoltà. Non è maturità. È adattamento.

“A volte siamo molto più grandi dei nostri desideri” non è una frase poetica. È un fatto scomodo. Perché molti dei nostri obiettivi sono progettati per riuscire, non per rivelarci. Prendiamo un esempio semplice: scegliere un percorso “sicuro”.

Non c’è nulla di sbagliato. Ma chiediamoci: lo voglio davvero o è il massimo che mi sento autorizzato a volere? Il punto non è sognare in grande in modo ingenuo. Il punto è riconoscere quando stiamo riducendo il desiderio per evitare l’esposizione. Per evitare il giudizio. Per evitare di scoprire fin dove potremmo arrivare davvero.

Chi ha vent’anni lo percepisce chiaramente: da una parte una spinta enorme, dall’altra una voce costante che dice “non esagerare”. E quella voce non sempre è saggezza. Spesso è solo paura ben educata. Ma attenzione: non tutti i desideri “piccoli” sono sbagliati. Alcuni sono essenziali, autentici, scelti. Il problema nasce quando sono ridotti per difesa, non per verità. La differenza è sottile ma decisiva: un desiderio vero ti espone. Ti costringe a crescere.

Un desiderio ridotto ti protegge ma ti lascia identico. E allora non è fare di più. È rischiare di più, dentro. Forse non siamo bloccati perché il mondo è troppo grande. Forse siamo fermi perché i nostri desideri sono diventati troppo piccoli per contenerci.

E se il vero fallimento non fosse non riuscire ma non aver mai osato desiderare qualcosa che potesse davvero cambiarci?

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.