Addio a Elisabetta II

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Si sono svolti ieri lunedì 19 settembre i solenni funerali della Regina Elisabetta II, la cui salma dopo una solenne processione, aveva raggiunto il palazzo di Westminster Hall, sede del parlamento del Regno Unito, dove, dopo un breve rito di suffragio officiato dall’arcivescovo anglicano di Canterbury, Justin Welby, e dal rettore dell’abbazia di Westminster, e dopo che, per quattro giorni, il popolo ha potuto renderle omaggio.

Se n’è andato un personaggio che veniva considerato inossidabile, sembrava intramontabile, una donna che sembrava poter essere eterna, come ha detto anche Johnson, l’ex Premier; purtroppo nulla è eterno su questa terra e anche la Regina Elisabetta, la “Queen” per eccellenza, è andata a rendere conto della sua vita al Supremo Giudice.

Ormai della vita di questa grande monarca tutti sanno tutto, perché ogni passo della stessa è stato seguito dai media di tutto il mondo, e dal giorno della sua morte, giovedì 8 settembre 2022, tutte le reti televisive stanno trasmettendo in continuazione non solo le notizie dei suoi ultimi giorni, ma anche tutta la sua storia.

Non è mai stato chiarito come sia morta, a quella età il trapasso si dà quasi per scontato, ma qualche giornale inglese ha riferito che circa un mese fa sia stata colpita dal covid.19, che aveva superato, ma il suo fisico non ne ha poi sopportato le conseguenze.

Riesce difficile, comunque, commemorarla senza rischiare di cadere nel banale riportando cose che tutti ormai sanno, ed è per questo che cercheremo, nei limiti del possibile, di farlo con notizie che altri giornali non hanno riportato, cercando di separare

i suoi vari ruoli: di regina, di politica, di donna, di madre, di nonna, evidenziando le sue doti positive e quelle negative.

Era indubbiamente una donna molto abile che sapeva districarsi in situazioni difficili, ma anche severa che non ha perdonato errori commessi dai familiari.

Nonostante il grande prestigio, la sima e l’affetto che godeva da parte dei sudditi, non ha mai ingerito nella vita politica del suo paese, dando prova di essere una Regina forte e presente, ma molto discreta e distaccata dalla gestione politica del regno.

Un esempio illuminante è stato quello che ha portato alla “Brexit”, l’uscita del Regno Unito dalla Unione Europea, circostanza dalla quale si è tenuta fuori, lasciando fare ai governanti, nonostante la sua presumibile contrarietà, peraltro mai evidenziata: in altri paesi, la cosa non sarebbe stata così indolore.

Elisabetta II (Elizabeth Alexandra Mary) era nata a Londra il 21 aprile 1926, ma in famiglia era Lillibet, nomignolo che lei stessa aveva coniato (in privato era allegra e giocherellona), che era piaciuto al padre, Duca di York, divenuto poi Re Giorgio VI.

Ebbe solo una sorella, la principessa Margaret, nata nel 1930.

Nel 1936 diventò erede al trono dopo l’abdicazione dello zio Edoardo VIII.

Aveva sposato il principe Filippo di Grecia e Danimarca, suo cugino di terzo grado, il 20 novembre 1947 presso l’Abbazia di Westminster.

Il 14 novembre 1948 vide la luce il loro primo figlio, Carlo, ora Re Carlo III. Nel 1950 nacque la secondogenita Anna. Gli altri due figli sarebbero arrivati solo dopo l’ascesa al trono: nel 1960 Andrea e nel 1964 Edoardo.

Divenne Regina alla morte di Giorgio VI il 6 febbraio 1952, a soli 25 anni, e venne incoronata il 2 giugno del 1953.

È stata la prima monarca britannica a trovarsi fuori dal Regno Unito al momento della successione al trono; in quella circostanza la coppia reale alloggiava, il “Treetops Hotel”, in Kenya.

Il suo regno, durato 70 anni e 214 giorni, è stato il più lungo della storia britannica, ha superato a settembre 2015 il record precedente detenuto dalla sua trisavola Vittoria.

Elisabetta II, nonostante abbia retto il suo regno con pugno fermo e piglio deciso (pugno di ferro in guanto di velluto), è stata anche una vera ribelle e una riformatrice, e non si è fatta mai lasciare indietro dai tempi, si è saputa adeguare ai cambiamenti continui dello scorso secolo e di quello attuale.

Durante il suo regno ha assistito a importanti cambiamenti tra i quali la devoluzione del potere nel Regno Unito, la vicenda del rimpatrio della costituzione canadese e la decolonizzazione in Africa con il rafforzamento del Commonwealth delle nazioni di cui è stata Capo.

Nel complesso, circa 150 milioni di persone nel mondo sono state suoi sudditi, ma era anche regina di Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Belize, Canada, Grenada, Giamaica, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Isole Salomone e Tuvalu, oltre che Governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra, Comandante in capo delle forze armate, Signora dell’Isola di Man e Sovrana di Jersey e Guernsey.

In quanto sovrana del Regno Unito, ha nominato 15 primi ministri, e ancora più numerosi sono stati i primi ministri e i governatori degli altri stati membri del Commonwealth.

L’abitudine di compiere viaggi contrassegnerà tutto il suo regno e la farà diventare il capo di Stato che ha viaggiato di più nella storia.

Nel 1953 la Regina e il marito partirono per un lungo viaggio intorno al mondo della durata di sette mesi, con lo scopo di visitare tredici Stati per un totale di più di 65 000 km di percorso: fu il primo regnante dell’Australia e della Nuova Zelanda a visitare tali nazioni.

Il prestigio del Commonwealth era tale che nel 1956 il Primo ministro inglese, Anthony Eden e l’omologo francese Guy Mollet , discussero della possibile adesione della Francia, una cosa che non si concretizzò. Successivamente la Francia avrebbe sottoscritto il  Trattato di Roma, istitutivo della Comunità Economica Europea.

Durante il suo lungo regno ne ha viste di tutti i colori, ma è stata sempre all’altezza delle situazioni, anche le più difficili, una per tutte l’attacco della Germania di Hitler alla Gran Bretagna, con tutte le conseguenze luttuose per il popolo inglese che non si lasciò intimorire, anzi reagì con grande determinazione, anche a costo di enormi sacrifici.

La Regina moderna e ribelle ha dimostrato di essere una donna moderna: guidava personalmente la sua Land-Rover, anche se non aveva la patente; aveva una passione per i cavalli e per i cani, specialmente i corgi; venne contrastata nel rapporto con Filippo, ma si intestardì e lo sposò ugualmente, ed è stata una unione felice; è stata impegnata in guerra, e non come crocerossina; è stata la prima Sovrana a visitare una Moschea, e non disdegnava il metrò per spostarsi in città; partecipò a un film in occasione delle Olimpiadi di Londra, al fianco di Daniel Craig, uno deli 007 più apprezzati; fu una delle prime regnanti a sbarcare su Instagram, e sin dal 1976 si collegò a Internet inviando messaggi e-mail; non rinunciava ai piaceri dell’alcool, beveva volentieri il gin con una fetta di limone e molto ghiaccio, ma preferiva champagne e Martini Dray; fu una delle prime a sposare la svolta ambientalista, anticipando tanti altri capi di stato; le piaceva la musica Rock.

Una delle situazioni più difficili che Elisabetta II a livello personale ha dovuto affrontare, è stata quella del figlio Carlo, ora Re Carlo III, che in giovane età si invaghì per Camilla Rosemary Shand, nata nel luglio 1947 (ha 1 anno meno di Carlo), la quale avrebbe sposato Parker Bowles .

Tra Camilla e Carlo, che l’avrebbe incontrata per caso, fu un colpo di fulmine, i due allacciarono una relazione che sostanzialmente non si è mai interrotta.

La Regina Elisabetta non la gradiva e da mamma tentò di ostacolarla, fino a far sposare nel 1981 il figlio con Diana Spencer, proveniente dalla nobiltà inglese: la sua era una delle più importanti famiglie britanniche, connessa alla famiglia reale da generazioni.

Elisabetta si era illusa di aver risolto il problema, ma nonostante dal matrimonio fossero nati due figli, William Arthur Philip Louis nel 1982, e Henry Charles Albert David nel 1984, il rapporto fra Carla e Camilla non si è mai interrotto, anzi dopo il divorzio con Diana nel 1996, riprese quasi alla luce del sole, e, nell’aprile 2005, la sposò e oggi Camilla, divenuta recentemente Duchessa di Cornovaglia,  Duchessa di Rothesay, Principessa di Galles, Duchessa di Edimburgo, è la Regina consorte di Carlo III.

Alla fine la delusione di Elisabetta II è stata aggravata dalla venerazione che il mondo intero, compreso il popolo inglese, hanno per Diana, per molti è lei la vera Regina consorte.

Però in Elisabetta II è scattata evidentemente un risentimento nei confronti del secondo nipote, figlio di Diana, che è stato diseredato: ha lasciato tutto al primo nipote William il quale, salvo imprevisti, diventerà automaticamente erede al trono alla morte di Carlo III.

A quanto ammonta il patrimonio della defunta Regina?

Nel corso dei suoi 70 anni di regno, sembra che Elisabetta II abbia accumulato importanti ricchezze, il suo patrimonio si aggira intorno ai 365 milioni di sterline, ovvero circa 435 milioni di euro, che comprende due tenute (Sandringham e il Castello di Balmoral), il ducato di Lancaster, titoli di Borsa, 300 gioielli, un centinaio di cavalli purosangue, opere d’arte e una collezione di francobolli.

A ciò si deve aggiungere l’eredità del principe Filippo scomparso lo scorso anno, che ammonta a una cifra inclusa tra i 23 e i 35 milioni di sterline, e quella della Regina Madre, che si aggira sugli 84 milioni di sterline, oltre a altri 200 milioni di sterline che deriverebbero da altri testamenti di membri della royal family.

A chi va ora questa eredità?

Secondo quanto riferiscono alcuni media britannici, la Regina ad agosto, quando le sue condizioni di salute hanno iniziato a destare preoccupazioni, avrebbe modificato il suo testamento, escludendo dalla eredità reale la famiglia del principe Harry, il secondogenito del figlio Carlo e di lady Diana.

La volontà della Regina sarebbe chiaramente dettata dalla decisione di Harry e di sua moglie Meghan di lasciare il regno d’Inghilterra e proclamare la loro indipendenza economica.

Dal testamento dunque resterebbero fuori anche i due figli Archie e Lillibet (le avevano dato il nomignolo della nonna).

Secondo questa indiscrezione tutti i gioielli reali andrebbero in eredità a Kate Middleton, moglie del principe William, con cui la regina ha sempre avuto un ottimo rapporto, e alla principessa Charlotte, la secondogenita della coppia, nata nel 2015. A loro sarebbe quindi destinato un tesoro comprensivo di diademi, anelli, bracciali, orecchini, spille e collane.

Ma siamo sicuri che il Principe William sarà veramente l’erede di Carlo?

Questa è una incognita, perché qualcuno asserisce che Carlo e Camilla abbiano avuto un figlio, tenuto segreto; se questo dovesse risultare vero, questo figlio, finora sconosciuto, potrebbe accampare il diritto di erede legittimo al trono, il che creerebbe una competizione con il fratellastro William, il quale avrebbe solo beneficiato della eredità della nonna, morta la quale che nessuno gliela può più togliere.

Chi vivrà, vedrà.

Frattanto il nostro pensiero va, prima di ogni altra cosa, al serpentone umano che nelle scorse giornate ha percorso i circa 3 chilometri che lo separava dalla salma della Regina, e che richiama alla mente un altro analogo serpentone, quello in occasione del decesso di Papa Giovanni Paolo II, il 2 aprile 2005, che richiamò a Roma migliaia di fedeli, provenienti da tutta Italia, tra i quali l’estensore di questo articolo, anche lui in fila, nel lungo serpentone umano, dalle ore 3 della notte, alle ore 16 del giorno successivo, 25 ore di seguito, per giungere alla bara del venerato defunto, sulla quale il vento sfogliava le pagine di un messale lasciato aperto.

Per 25 ore le persone in fila dormirono in piedi nelle ore notturne, soffrirono il caldo del sole nelle altre ore, solo per rimanere meno di un minuto, e senza potersi fermare, dinanzi alla bara.

L’analogo serpentone umano davanti a Westminster ha evidenziato il grande legame del popolo alla Regina deceduta, come quello di Roma evidenziò il grande affetto dei fedeli per quel Pontefice.

Abbiamo iniziato scrivendo che sembrava una donna che dovesse vivere eternamente; probabilmente Elisabetta II è veramente eterna, perché è rimasta viva nei nostri cuori, ed è così che vogliamo renderle omaggio.

E concludiamo con un pensiero che collega i vivi e i morti, espresso da una bambina inglese la quale le ha mandato una lettera.

“Cara regina Elisabetta -ha scritto la bambina- se vedi una signora con i capelli corti ricci è la mia bisnonna, si chiama Dede, salutamela”.

Poi le augura di riunirsi con il principe Filippo.

Glielo auguriamo anche noi, riposi finalmente in pace.

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