Covid: alcol anche dai vini Doc, sono il 70% della produzione

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La produzione tricolore è destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 % per i vini da tavola.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’annuncio del Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova di voler estendere le risorse ancora disponibili del Ministero per la distillazione anche ai vini a denominazione “aumentando il tipo di intervento per renderlo di interesse delle aziende” tenendo conto peraltro che dei 100 milioni stanziati per la riduzione volontaria delle rese produttive per i vigneti a docg, doc e igt ne sono stati utilizzati all’incirca 39 milioni.

“Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di un allargamento dell’intervento già previsto per i vini da tavola che aiuta l’Italia a fronteggiare la drastica carenza di alcol da utilizzare come disinfettante di fronte all’emergenza Covid che ha anche determinato uno sconvolgimento del mercato del vino. E’ necessario tuttavia garantire una maggiore semplificazione e convenienza per i produttori di uve ma anche vigilare sul rischio delle speculazioni”.

“Le vendite di vino italiano nel mondo – sottolinea la Coldiretti – sono in calo del 3,4% nel primo semestre del 2020 con una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni a causa delle difficoltà registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per l’emergenza coronavirus”.

“Sul mercato interno a pesare sono le difficoltà del mercato nella ristorazione a cui sono destinate – spiega la Coldiretti – proprio le bottiglie di piu’ elevata qualità. Incoraggiante è l’andamento della vendemmia che si prospetta di qualità buoNa o ottima con una produzione di 47,2 milioni di ettolitri che conferma il ruolo di leader mondiale davanti alla Francia con 44,7 milioni di ettolitri stimati (+3,1%)”.

“Anche i cugini francesi – continua la Coldiretti – hanno destinato alla distillazioni i grandi vini d’Oltralpe a denominazione di origine per affrontare la difficile situazione di mercato”.

“Ma la vendemmia 2020 in Italia è influenzata anche dalle misure di sicurezza anti contagio e dalle difficoltà di spostamento degli stagionali agricoli stranieri che – spiega la Coldiretti – in passato contribuivano in modo significativo alla raccolta delle uve”.

Per questo è necessario estendere a tutte le Regioni i tamponi all’arrivo in Italia anche ai lavoratori nei campi provenienti dall’estero come è già stato fatto in Trentino Alto Adige che ha dato il via libera ai test sui collaboratori agricoli giunti da altre parti del mondo che potranno così partecipare da subito alle attività di raccolta.

“In questo contesto almeno 25mila posti di lavoro occasionali tra le vigne potrebbero essere disponibili per la vendemmia con una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che era stato introdotto per la prima volta in Italia proprio per la vendemmia e poi successivamente ingiustamente abrogato” conclude il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “bisogna ripensare ad uno strumento per il settore che da una parte sia agile e flessibile rispondendo ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito preziosa per in cittadini in questo periodo di crisi”. (fonte Coldiretti)

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