Chiusure Covid: domani la marcia su Roma delle Partite Iva

0
284

Il popolo delle  Partite Iva italiane domani scende in piazza con il primo storico sciopero che si terrà a Roma a Piazza del Popolo

Albergatori, artigiani, commercianti, ristoratori, parrucchieri, estetiste ecc., tutte quelle categorie della piccola e media impresa che un’insana gestione della pandemia ha ridotto al collasso, scenderanno in piazza a manifestare il proprio malcontento a un anno dal lockdown che ha messo in ginocchio il Paese. A

lla manifestazione aderiranno diverse di associazioni nazionali e regionali fra cui la Silb Fipe (Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo), l’Apit (Associazione Partite Iva per il Territorio Italia), l’Associazione Nazionale Dj, il M.I.O. (Movimento Imprese Ospitalità), l’Aias (Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza), il Pin (Partite Iva Nazionali), la Rete delle Partite Iva.

Dice un proverbio napoletano che “Ll’arraglio d’ ‘o ciuccio nun arriva ncielo”, ovvero le proteste dei poveri non arrivano alle orecchie dei  potenti. E fino ad ora si è tentato di tenere a bada queste proteste con un sistema di assistenzialismo che si è rivelato assolutamente insufficiente e fallimentare, ma ha controllato le masse per circa un anno.

L’auspicio, come spiegano, è che ora il nuovo governo Draghi li ascolti, a differenza di chi lo ha preceduto che non si è degnato – sottolineano – neppure di rispondere alle loro istanze. Le micro, piccole e medie imprese, gli autonomi ed i cassintegrati, rappresentano la realtà lavorativa che più di ogni altra ha subito danni economici a causa delle restrizioni imposte dai vari Dpcm.

Una Marcia su Roma per non morire di fame, dicono, “perché ormai non abbiamo più niente da perdere”. Hanno una serie di richieste al governo, per porre un freno all’attuale situazione che le sta letteralmente distruggendo.

Tra le richieste al governo Draghi: investimenti strutturali sul turismo; abbattimento del cuneo fiscale che permetterebbe la ripresa delle assunzioni; contributi a fondo perduto per sostenere quelle imprese che hanno contratto debiti per affrontare il periodo pandemico. Inoltre, estituzione dei tributi locali, Imu e Tari in primis, attraverso i crediti d’imposta. E un sostegno importante che garantisca una continuità tra locatore e affitturario.

Già negli ultimi anni hanno chiuso tre milioni di partite Iva a causa della tassazione esorbitante, adesso con questa nuova emergenza rischiano di sparire tutte e del tutto. Ad ora si contano 400mila imprese chiuse definitivamente e altrettante in via di chiusura nel 2021 e due milioni di posti di lavoro a rischio dopo a cassa integrazione. Un anno fa si diceva: andrà tutto bene! No, non è andata tutto bene.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.