MUSICA Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero

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Il 29 gennaio, alle ore 21, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, è fissato il 2° appuntamento della rassegna “Di canti e di storie”, d’intesa con il Premio Tenco: uno spettacolo dal titolo “Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero”, in omaggio a uno dei più originali cantautori italiani, che in soli tre album, dal 1972 al 1976, ha dato vita a un’inconfondibile produzione poetica e musicale dove si intrecciano mirabilmente impegno civile, introspezione sentimentale e la fatica del vivere quotidiano in una realtà urbana come Milano.

Il suo album d’esordio, con gli arrangiamenti di Nicola Piovani, vince il Premio della Critica Discografica ed è molto apprezzato da Amilcare Rambaldi, presidente del Club Tenco, che lo volle alle prime tre edizioni della Rassegna della canzone d’autore. Nel 1974 scrive le canzoni per l’album “Son sempre io la donna” di Dania che, con arrangiamenti di Virgilio Savona, vince nuovamente il Premio della Critica Discografica. Negli altri due LP, “Del carcere” e “Il castello di maggio”, rispettivamente del 1975 e 1976, si accentuano i motivi di protesta e di denuncia sociale parallelamente all’intensificarsi di un impegno politico in prima persona, attestato anche dalla collaborazione con Dario Fo e Franca Rame.

Agli inizi degli anni Ottanta, per il mutato clima politico e culturale, si ritira dalla scena, ponendo termine a una carriera per molti versi emblematica di una stagione culturale contrassegnata da un’insopprimibile urgenza di vita.

Al concerto prenderanno parte alcuni degli interpreti che hanno contribuito alla realizzazione del citato doppio cd, pubblicato da Squilibri Editore con il Club Tenco e ‘Cose’ di Amilcare, per un omaggio di più generazioni a questo artista anticonformista. A salire sul palco dell’Auditorium di Roma, infatti, alcuni vecchi compagni di strada di Siviero, come Ernesto Bassignano e Edoardo de Angelis, e di artisti che, in quegli stessi anni, calcavano altri tipi di palcoscenico, come Gigliola Cinquetti, ma anche artisti più giovani, rappresentativi di stili e sensibilità diverse, come Claudia Crabuzza, Alessandro D’Alessandro, Canio Loguercio, Piji, Têtes de Bois e Peppe Voltarelli.

Il concerto sarà anche un’occasione per riflettere su una stagione irripetibile della cultura italiana, contrassegnata da un’insopprimibile urgenza di vita. Alle canzoni si alterneranno così brevi interventi in voce di Luigi Manconi e Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco. Modera e presenta John Vignola.

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Saggista e musicologo, è laureato in “Sociologia delle Comunicazioni di Massa”. Tra i suoi libri ricordiamo: Il Canto Nero (Milano, 1982), Trecento anni di jazz (Milano, 1986), Jazz moderno (Milano, 1990), Vesuwiev Jazz (Napoli, 1999), Il popolo del samba (Roma, 2005), Ragtime, Jazz & dintorni (Milano, 2007), prefato da Amiri Baraka, Una storia sociale del jazz (Milano 2014), prefato da Zygmunt Bauman, Saudade Bossa Nova (Firenze, 2017). Per i “Saggi Marsilio” ha pubblicato l’unica Storia del ragtime, in due edizioni (Venezia, 1984 e 1989) edita in Italia e in Europa. Ha scritto monografie: due su Frank Sinatra (Venezia, 1991) e The Voice – Vita e italianità di Frank Sinatra (Roma, 2011), e su Vinicio Capossela (Milano, 1993), Francesco Guccini (Milano, 1993), Louis Armstrong (Napoli, 1997), un paio di questi col contributo amichevole di Renzo Arbore e Gianni Minà. Collabora con la RAI, per la cui struttura radiofonica ha condotto diverse trasmissioni musicali, e per La Storia siamo noi ha contribuito allo special su Louis Armstrong. Tiene periodicamente stage su Civiltà Musicale Afroamericana oltre a collaborare con la Fondazione Treccani per le voci afroamericane. Tra i vari riconoscimenti ha vinto un Premio Nazionale Ministeriale di Giornalismo, ed è risultato tra i finalisti del Premio letterario Calvino per l’inedito. Per la narrativa ha pubblicato un romanzo breve per ragazzi dal titolo Easy Street Story, (Npoli, 2007), la raccolta di racconti È troppo tardi per scappare (Napoli, 2013), il romanzo epistolare Caro Giancarlo – Epistolario mensile per un amico ammazzato, (Terracina, 2014), che gli è valso il Premio ‘Giancarlo Siani’ 2014, e un e-book dal titolo Ballata e morte di un gatto da strada (Amazon, 2015), un romanzo storico sulla figura di Malcolm X, prefato da Claudio Gorlier, con postfazione di Walter Mauro, e supervisionato da Roberto Giammanco. È il direttore artistico del Festival Italiano di Ragtime e il suo sito è www.gildodestefano.it.

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