LIBRI & LIBRI Quando vince il perdono sul tradimento

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In questo 21° secolo, in piena era glocale che ha partorito l’assioma baumaniano dell’”amore liquido”, c’è ancora chi vuole frantumare in mille reticoli l’abusato e inflazionato concetto di Amore. E lo fa con cognizione di causa e perizia Massimo Recalcati, nel suo libro. Dalla lettura di questo interessante testo viene da chiedersi se ha ancora senso impegnarsi, in quest’epoca di piaceri preconfezionati e di amanti usa-e-getta nel più antico sentimento del pianeta. Altri eminenti studiosi, hanno affermato che risolvere i problemi esistenziali dell’amore è la grande gioia della vita, c’è chi addirittura afferma che quando si è innamorati, si prova un sentimento di serenità tale che sembra di essere in paradiso.

Pensiamo alla distinzione descritta dall’autore in questo “Elogio del perdono”, un elogio che privilegia, tuttavia, solo i grandi amori che hanno costruito qualcosa di concreto e durevole nel tempo, quegli amori associati all’essenza dell’altro e si concentrano sul momento in cui in quest’ultimo fa irruzione l’Altro con tutta l’anima nella nostra esistenza, che viene quindi sconvolta e trasformata. Ebbene quando in questo grande sentimento si insinua il tradimento viene tremendamente inficiato, e proprio in questo momento deve intervenire a sostegno un’insolita intelligenza nel superare quell’accumulo di dolore e trauma che spesso, purtroppo, distrugge ciò che si è faticosamente costruito assieme.

A sostegno delle proprie tesi l’autore sconfessa lo stesso Freud, dicendo che quest’ultimo non aveva previsto che la degradazione comune della vita amorosa non e più oggi a carico esclusivo del sesso maschile bensi si estende anche al mondo femminile. Se è vero che l’incontro assume l’aspetto del destino, potremmo affermare che la dichiarazione d’amore segna la transizione tra caso e fato, ed è per questa che è così rischioso e causa una terribile ansia da prestazione. Il lavoro dell’amore consiste nello sconfiggere questa paura. A tal proposito ci viene in mente Mallarmé, per cui la poesia significava “sconfiggere il caso, parola dopo parola”. Diremmo che una relazione amorosa è simile: “E la casualità di un incontro che viene sconfitta giorno dopo giorno dall’invenzione di qualcosa che durerà”.

Certamente Recalcati, con il suo elogio del perdono, sembra anacronistico; ed è stesso lui a portare esemplificazioni negative riportando la triste statistica delle separazioni, dei divorzi, dei tradimenti. Un libro intrigante, interessante per molti aspetti, una sorta di manuale per percorrere la difficile gimkana del matrimonio, forse perché molte coppie non sanno esattamente cosa sia la gioia dell’amore, fermandosi al desiderio effimero e tralasciando l’eternità dell’amore: un’eternità che ha bisogno di componenti tutte da imparare e re-inventare in una società attuale, avversa al rischio e ‘impegnofobica’.

 

Massimo Recalcati

Non è più come prima

Elogio del perdono

nella vita amorosa

Raffaello Cortina Editore

euro 13,00

 

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Saggista e musicologo, è laureato in “Sociologia delle Comunicazioni di Massa”. Tra i suoi libri ricordiamo: Il Canto Nero (Milano, 1982), Trecento anni di jazz (Milano, 1986), Jazz moderno (Milano, 1990), Vesuwiev Jazz (Napoli, 1999), Il popolo del samba (Roma, 2005), Ragtime, Jazz & dintorni (Milano, 2007), prefato da Amiri Baraka, Una storia sociale del jazz (Milano 2014), prefato da Zygmunt Bauman, Saudade Bossa Nova (Firenze, 2017). Per i “Saggi Marsilio” ha pubblicato l’unica Storia del ragtime, in due edizioni (Venezia, 1984 e 1989) edita in Italia e in Europa. Ha scritto monografie: due su Frank Sinatra (Venezia, 1991) e The Voice – Vita e italianità di Frank Sinatra (Roma, 2011), e su Vinicio Capossela (Milano, 1993), Francesco Guccini (Milano, 1993), Louis Armstrong (Napoli, 1997), un paio di questi col contributo amichevole di Renzo Arbore e Gianni Minà. Collabora con la RAI, per la cui struttura radiofonica ha condotto diverse trasmissioni musicali, e per La Storia siamo noi ha contribuito allo special su Louis Armstrong. Tiene periodicamente stage su Civiltà Musicale Afroamericana oltre a collaborare con la Fondazione Treccani per le voci afroamericane. Tra i vari riconoscimenti ha vinto un Premio Nazionale Ministeriale di Giornalismo, ed è risultato tra i finalisti del Premio letterario Calvino per l’inedito. Per la narrativa ha pubblicato un romanzo breve per ragazzi dal titolo Easy Street Story, (Npoli, 2007), la raccolta di racconti È troppo tardi per scappare (Napoli, 2013), il romanzo epistolare Caro Giancarlo – Epistolario mensile per un amico ammazzato, (Terracina, 2014), che gli è valso il Premio ‘Giancarlo Siani’ 2014, e un e-book dal titolo Ballata e morte di un gatto da strada (Amazon, 2015), un romanzo storico sulla figura di Malcolm X, prefato da Claudio Gorlier, con postfazione di Walter Mauro, e supervisionato da Roberto Giammanco. È il direttore artistico del Festival Italiano di Ragtime e il suo sito è www.gildodestefano.it.

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