LIBRI & LIBRI Guasti di Giorgia Tribuiani

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Non risulta facile recensire il romanzo d’esordio di Giorgia Tribuiani, nonostante la stessa autrice mi abbia dichiarato -chiedendole una sorta di identità di genere- “è un introspettivo con molto macabro. Difficile dargli un genere”.  A questo punto farò riferimento alla trama e ai personaggi. Ci troviamo al “cimitero” dei cadaveri plastinati, la mostra del celebre anatomopatologo Dottor Tulp, a cui il defunto -compagno della protagonista, Giada, nonché fotografo di fama internazionale- ha deciso di donare il suo corpo dopo la morte. Davanti a una scrittura semplicemente lineare e garbata si è costretti a carpire, dai passi che si rincorrono sotto la spinta emotiva, alcune righe che assurgono ad una profondità sentimentale e che posseggono un battito visionario e onirico. A codificare, a suggellare il volo immaginifico dei trenta capitoli, appare l’elaborazione del dolore, del sacrificio, della memoria, il tutto concretizzandosi nella corporeità. Componenti emotivi, questi ultimi, che stigmatizzano un pensiero complesso in poche parole: si tratta, perciò, di un lavoro non incasellabile dentro alcun genere letterario e per ciò stesso nuovo, originale, di questa scrittrice trentenne che  possiede una nota affascinante di scrittura in cui si mescolano, in buona resa letteraria e di pensiero, spunti emotivi e di riflessione, al controcanto delle contraddizioni della vita in se stessa.

Un romanzo di forte impatto “artistico”, infatti si svolge in una mostra in bilico tra arte e scienza medica, in cui la protagonista -nella chiusa- riceve la proposta da parte di un collezionista al termine dell’esposizione, un uomo che vuole infatti acquistare ciò che rimane del suo ‘bizzarro’ compagno. La storia, l’ambiente, la stessa plastinazione e poi la storia d’amore, l’ironia, e la delicata attenzione alle emozioni, trascineranno il lettore in un’avventura fra realtà, fantasia e magia attraverso luoghi e immagini segrete, ma descritte con estrema attenzione all’emotività. Protagonista assoluto l’amore: uno struggente romanzo in cui Giada si sentirà appunto ‘guasta’ e dovrà confrontarsi col difficile tema dell’abbandono.

Giorgia Tribuiani

Guasti

Voland Editore

pagg. 113 – €. 14,00

 

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Saggista e musicologo, è laureato in “Sociologia delle Comunicazioni di Massa”. Tra i suoi libri ricordiamo: Il Canto Nero (Milano, 1982), Trecento anni di jazz (Milano, 1986), Jazz moderno (Milano, 1990), Vesuwiev Jazz (Napoli, 1999), Il popolo del samba (Roma, 2005), Ragtime, Jazz & dintorni (Milano, 2007), prefato da Amiri Baraka, Una storia sociale del jazz (Milano 2014), prefato da Zygmunt Bauman, Saudade Bossa Nova (Firenze, 2017). Per i “Saggi Marsilio” ha pubblicato l’unica Storia del ragtime, in due edizioni (Venezia, 1984 e 1989) edita in Italia e in Europa. Ha scritto monografie: due su Frank Sinatra (Venezia, 1991) e The Voice – Vita e italianità di Frank Sinatra (Roma, 2011), e su Vinicio Capossela (Milano, 1993), Francesco Guccini (Milano, 1993), Louis Armstrong (Napoli, 1997), un paio di questi col contributo amichevole di Renzo Arbore e Gianni Minà. Collabora con la RAI, per la cui struttura radiofonica ha condotto diverse trasmissioni musicali, e per La Storia siamo noi ha contribuito allo special su Louis Armstrong. Tiene periodicamente stage su Civiltà Musicale Afroamericana oltre a collaborare con la Fondazione Treccani per le voci afroamericane. Tra i vari riconoscimenti ha vinto un Premio Nazionale Ministeriale di Giornalismo, ed è risultato tra i finalisti del Premio letterario Calvino per l’inedito. Per la narrativa ha pubblicato un romanzo breve per ragazzi dal titolo Easy Street Story, (Npoli, 2007), la raccolta di racconti È troppo tardi per scappare (Napoli, 2013), il romanzo epistolare Caro Giancarlo – Epistolario mensile per un amico ammazzato, (Terracina, 2014), che gli è valso il Premio ‘Giancarlo Siani’ 2014, e un e-book dal titolo Ballata e morte di un gatto da strada (Amazon, 2015), un romanzo storico sulla figura di Malcolm X, prefato da Claudio Gorlier, con postfazione di Walter Mauro, e supervisionato da Roberto Giammanco. È il direttore artistico del Festival Italiano di Ragtime e il suo sito è www.gildodestefano.it.

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