CURIOSITA’ DAL MONDO Quando mangiamo i fichi ingeriamo anche una vespa morta?

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Di tanto in tanto su internet rimbalza la notizia che mangiare fichi equivalga a mangiare una vespa morta al suo interno. Sebbene la Comunità Europea abbia dato il via libera alla vendita di grilli e larve per la produzione di pane, pasta, biscotti e zuppe, molti cittadini non sono propriamente entusiasti e lo sarebbero ancor meno di trovarsi una vespa custodita all’interno di un frutto delizioso.

Ma è una fake news oppure no? Ovviamente sì ma non del tutto.

Il primo aspetto da chiarire è che il fico non è un frutto bensì un fiore o, meglio ancora, un’infiorescenza, ossia una serie di fiori ravvicinati tra loro. Quindi, come tutti i fiori, necessita di impollinazione e di un insetto deputato a tale scopo. Il compito è affidato alla Blastophagapsenses, meglio nota come “vespa del fico”.

L’obiettivo dell’insetto è quello di trovare il fiore adatto alla deposizione delle uova e lo trova nel caprifico, ovvero il maschio del fico. Questi è decisamente poco appetibile per i nostri palati ma idoneo allo scopo: attraverso l’ostiolo – un’apertura presente nel fiore – la vespa si intrufola all’interno perdendo ali ed antenne.

Una volta dentro, il fiore di caprifico fungerà da incubatrice naturale ove nascerà la prole. A differenza delle femmine, i maschi sono sprovvisti di ali – il fenomeno assume il nome di dimorfismo sessuale – e hanno come unico scopo quello di accoppiarsi con le sorelle. Queste, gravide e ricoperte di polline, sciamano fuori dal fiore attraverso un tunnel scavato dai maschi, i quali moriranno in breve tempo.

Una volta fuori, le vespe andranno in cerca di un nuovo fico per deporre le uova e far crescere le larve. A questo punto, se la scelta dovesse cadere erroneamente su un fiore di fico femmina, il quale è commestibile rispetto al caprifico, la vespa – una volta dentro – non solo non potrà più uscire ma le sarà impossibile deporre le uova a causa della struttura interna del fico.

La sventurata, nel suo ultimo atto di vita, consegnerà un lascito fondamentale per la prosecuzione genetica del fico poiché il suo corpo è ricoperto dal polline del fiore maschio. La vespa morirà per poi venire disciolta da un particolare enzima del fico, trasformandosi in proteine.

Il fenomeno naturale che lega la vespa al fico – detto mutualismo obbligato – non riguarda i fichi in commercio poiché per velocizzarneAnteprima (si apre in una nuova scheda) il ciclo vitale viene modificato un ormone vegetale rendendo i frutti sterili. Tale processo è detto partenocarpia ed èin grado di stimolare la pianta senza la necessità della fecondazione e quindi escludendo la partecipazione delle impollinatrici.

In conclusione, pur essendo le vespe una componente fondamentale per la crescita della pianta e pur trovando nel fiore la loro ultima dimora, questi insetti vengono disciolti conferendo dolcezza al fico. Ma, in ogni caso, le leggi del commercio torreggiano su quelle della natura, rimuovendo ogni timore di spiacevoli sorprese.

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