Governo, in bilico sul decreto fisco poi Salvini frena: “Basta liti”

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(foto tratta dal sito della Presidenza della Repubblica)

In archivio la giornata finora più convulsa del governo M5s-Lega, ai bordi della rottura. Domani riunione del Cdm per un chiarimento: ci sarà anche Salvini che, irritato per le minacce di crisi evocate da Luigi Di Maio, aveva detto in un primo tempo che non si sarebbe presentato.

“Risolviamo”. E’ quasi mezzanotte quando Giuseppe Conte rientra dalla cena dei capi di Stato e di governo del vertice Asem e, prima di sedersi a bere un brindisi con Angela Merkel, Emmanuel Macron e altri leader europei, chiude con uno spiraglio positivo la giornata finora più convulsa del governo M5s-Lega, in bilico per la lite tra i due partiti di maggioranza sul decreto fiscale approvato dal cdm lunedì. Il presidente del Consiglio spiega che il nuovo Consiglio dei Ministri,  per esaminare il decreto, è convocato per sabato alle 12.

Ci sarà anche Matteo Salvini, che irritato per le minacce di crisi evocate da Luigi Di Maio, aveva detto in un primo tempo che non si sarebbe presentato.

“Se serve che Salvini ci sia, Salvini ci sarà. Ma gli amici di M5s devono darmi una mano, dobbiamo andare avanti e non indietro, servono strade, porti, autostrade, ferrovie. Abbiamo bisogno di correre”, ha fatto sapere Salvini, in serata. Poco prima il vice premier leghista aveva mandato ‘segnali di pace’ con una nota in cui chiedeva “basta liti” agli alleati di governo.

Nel corso della giornata, Luigi Di Maio era arrivato a minacciare in chiaro la crisi di governo, all’indomani della denuncia sulla presunta ‘manina’ che avrebbe manipolato il decreto fiscale. E, da Bruxelles, dove si trova per il consiglio europeo e il vertice Asem il presidente Conte era dovuto intervenire per “fissare un nuovo cdm e trovare una soluzione ai problemi emersi”.

In albergo, ai cronisti che gli chiedevano se avesse pensato di mollare, Conte ha risposto: “Nei momenti di difficoltà bisogna restare lucidi”. Rimane il fatto che il Movimento 5 stelle chiede un ‘chiarimento politico” su un decreto che ritiene di non poter approvare, tra le altre cose, per la non punibilità dei reati collegati al riciclaggio, alla dichiarazione integrativa. Mentre i leghisti non intendono fare retromarcia.

Salvini ha cambiato idea rispetto a quanto dichiarato nel pomeriggio e parteciperà al Consiglio dei Ministri convocato da Conte per sabato (addirittura a un certo punto della serata tutta la delegazione leghista aveva annunciato che non avrebbe partecipato alla riunione di governo).

Si vedrà se gli esponenti della maggioranza riusciranno a trovare un compromesso politico su un tema così delicato da aver fatto rischiare la crisi di governo, proprio nel giorno in cui è arrivata nelle mani di Pierre Moscovici l’attesa lettera della commissione, monito dell’ Ue sulla manovra. (fonte Confcommercio)

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