Donne e privacy… a dover cambiare è la nostra cultura e mentalità

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Riceviamo e pubblichiamo

In questi ultimi giorni Cava, la mia città, mi ha destabilizzato per i fatti accaduti negli ultimi due giorni.

Non voglio soffermarmi minimamente sul fatto accaduto in quanto lo reputo un pettegolezzo da bar e sul quale, ahimè, purtroppo si è già letto tanto e tutto.

Quello di cui voglio parlare è la modalità, ovvero, il modo di come un uomo abbia reagito a tali fatti.
Nessuno e sottolineo nessuno può permettersi per vendetta di mettere in giro filmati o altro per denigrare moralmente qualsiasi individuo.

Infangare una donna con queste armi è segno di grande debolezza e di violenza, ma anche di grande sottocultura.
I commenti, il far girare un video che possa denigrare chiunque è davvero un segnale che questa società di strada deve ancora farne tantissima, purtroppo, per raggiungere quella libertà che ognuno di noi ha il diritto sacrosanto di avere rispetto alla vita che vuol vivere.

La violazione della privacy è un reato per la legge italiana e per tale punito, ma evidentemente ancora non è sufficiente.
Come sempre le leggi ci sono, a dover cambiare è la nostra cultura e mentalità e su quella, secondo me, dobbiamo ancora lavorare per anni e anni.

Perciò sono molto demoralizzata.

Voglio un mondo dove noi possiamo essere libere anche di sbagliare duramente ma non per questo messe alla berlina qualunque sia lo sbaglio.

Forse dico qualcosa che può far storcere il naso a qualcuno ma subito dopo questo esiste la violenza che porta alle botte e molte volte al femminicidio che a Cava sappiamo bene che cosa è.

E un discorso soprattutto politico perché la cultura, il comportamento, la libertà di pensiero ed altro è politica. Come ho sempre detto dal momento che mettiamo un piede a terra e cominciamo con le nostre azioni quotidiane stiamo facendo politica, ci piaccia o meno.

Come donna non ci sto a subire, anche se indirettamente, un atto di tale violenza per cui reagisco e reagisco con rabbia. E soprattutto mi duole vedere che la maggior parte delle donne, sia ben chiaro, non tutte, si prestano a questi giochi soprattutto maschili che non fanno altro che peggiorare la nostra condizione.

Alzate la testa donne e non state a questi giochi che definiscono la donna una poco di buono e gli uomini ganzi e campatori.
Non è così e con me dite un NON CI STO chiaro e forte perché mai più possiamo diventare un mezzo attraverso cui far viaggiare azioni che trovo di una violenza incredibile e inaccettabile soprattutto per noi.

Facciamo in modo che le nostre giovani generazioni siano questa volta davvero libere di VIVERE.

Cettina Capuano

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