Cava, a colloquio con il candidato a sindaco Enrico Bastolla

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Da giovanissimo in politica, è stato dal 2015 e per oltre due anni e mezzo assessore comunale alle Attività produttive, quindi ai Lavori pubblici ed infine alle Politiche sociali. Stiamo parlando di Enrico Bastolla, candidato in questa competizione elettorale a sindaco di Cava de’ Tirreni con due liste civiche molto agguerrite.

Da segnalare che è stato nel 2015 candidato alle primarie per la scelta del candidato Sindaco del centro sinistra, arrivando a sorpresa secondo dietro Servalli con circa 900 preferenze, per poi essere candidato a supporto della coalizione del candidato sindaco sindaco Servalli con una propria lista “Cava Civile” che ottenne circa 1200 voti, risultando primo eletto con circa 400 voti.

Questo a grandi linee il politico.

Coniugato con Giovanna da 23 anni, Enrico Bastolla è padre di due splendide ragazze, Martina e Ludovica. La famiglia, da sempre, è il nucleo portante della sua vita. Questo forte valore gli è stato trasmesso dai genitori, da papà Giuseppe (ex Dirigente dell’Agenzia delle Entrate) e da mamma Anna, insegnante ora in pensione. Forte il legame anche con sua sorella Laura, insegnante e commercialista.

Dalla famiglia Enrico ha appreso i valori e le norme di convivenza essenziali per lo sviluppo e il benessere della società: rispetto, sacrificio, generosità, solidarietà e libertà.

La stessa libertà che ora vuole donare alla Città di Cava de’ Tirreni per governarla con competenza, programmazione e sinergia. 

La domanda potrebbe sembrare all’apparenza pleonastica e retorica, ma invece è molto concreta: perché la sua candidatura?

Ci candidiamo per realizzare il nostro disegno di città. A questo appuntamento arriviamo preparati, anzi preparatissimi. Abbiamo messo in campo un grande gruppo di lavoro. Un programma scrupolosamente e attentamente studiato per rilanciare la nostra città. Abbiamo formato la lista “liberi D”i e “Cava per Cava”, ovvero liberi da qualsiasi condizionamento dettato dal partito di turno, liberi da qualsiasi compromesso, senza accordi all’insegna dell’ambiguità.

Un impegno serio e programmatico, in sintonia con i miei principi di lealtà e correttezza e trasparenza, avendo come unico obiettivo un progetto di salute pubblica di città. Come ben notate attorno al logo compare: – competenze, liberi di scegliere il meglio, le competenze al posto giusto; – programmazione: avere cioè gli obiettivi precisi e perseguibili il disegno di citta´; – sinergie: ovvero dobbiamo coinvolgere tutte le componenti delle strutture amministrativa, quei cittadini che sono uniti in forme associative. Vogliamo realizzare un rapporto organico tra questo straordinario patrimonio costituito dalle associazioni e il governo della città. 

In poche battute i punti salienti del suo programma elettorale?

Ci proponiamo alla guida della città con un progetto serio e programmatico con al centro il cittadino e la sua città. Un disegno di cità totalmente  diverso rispetto a quello visto fino ad oggi. Sviluppato su due livelli: 1- quello ordinario, come tutela e conservazione di una risorsa esistente; 2- gestione dello straordinario, intesa come l´insieme delle proposte e delle ipotesi progettuali necessarie per uno sviluppo ottimale del territorio. Ebbene questa idea di città´si sviluppera´ attraverso sei capitoli:

1- Urbanistica; 2- Cultura; 3- Ambiente; 4- Politiche sociali; 5- Attività produttive; 6- Sicurezza e mobilita´.

E quali sono i tre aspetti più significativamente negativi dell’azione di governo del sindaco uscente Servalli, su cui richiamerà l’attenzione degli elettori?

Senza entrare negli aspetti negativi dell’azione di governo, saranno i cittadini a giudicare. Mi permetto solo di dire dell’Amministrazione del sindaco uscente è sembrata un’amministrazione poco propensa al dialogo, all’ascoltare e alla partecipazione. Tanti addetti ai lavori nei vari settori hanno lamentato questa totale assenza di condivisione dell’azione amministrativa. 

A parte il sindaco uscente, qual è il candidato sindaco che ritiene più temibile? In altri termini, chidegli sfidanti di Servalli, a parte lei, potrebbe arrivare al ballottaggio?

Oggi con tanti candidati a sindaco non riesco a fare previsioni su chi possa andare al ballottaggio. Certamente Servalli per quello che si dice, la certezza ancora non c’è, voglio vedere le liste, con i suoi portatori di voti, trasformisti e saltimbanchi, cambi di casacca, ha molte possibilità di arrivare al ballottaggio, ma nello stesso tempo credo nei cavesi, nel loro voto e sapranno ben scegliere, anche perché c’è un fatto che tutti hanno sottovalutato. Servalli se dovesse vincere, mi auguro di no, non avrà una maggioranza granitica come quella di cinque anni fa; anzi sarà una maggioranza ibrida con dentro anime di destra, di centro e di sinistra, segno di ingovernabilità ed instabilità. Mi sembra di rivivere il plurimandato di Luigi Gravagnuolo, mio grande maestro… poi sapete com’è andata.

Facciamo l’ipotesi abbastanza realistica di un ballottaggio in cui Servalli sia uno dei protagonisti. Quale sarebbe la sua posizione? Insomma, se al ballottaggio ci va lei, cosa farebbe e quale messaggio lancerebbe agli altri candidati sconfitti e agli elettori? E se, al suo posto, ci fosse un altro a sfidare Servalli, lei come si comporterebbe al ballottaggio, quale indicazione di voto eventualmente darebbe?

Troppo presto per rispondere questa domanda. L’unico obiettivo adesso è fare con grande entusiasmo questa campagna elettorale e far conoscere il nostro disegno di città. In mezzo alla gente ad ascoltare le loro problematiche, i loro sogni. Il tutto per rendere il mio programma sempre più rispondente alle esigenze dei cittadini. 

La buona amministrazione la fanno gli uomini, lei in caso di vittoria come sceglierà gli assessori?

Nel nostro logo della prima lista, c’è la parola competenza, tutti in base alle competenze e specificità. Questo è il bello di non appartenere ai partiti quindi non rispondere alle logiche delle segreterie. Sceglieremo il meglio per la città. La città ha sete di sapere e competenze utilizzate con metodo. 

Facciamo un gioco in proposito: ci fa qualche nome, a mo’ di esempio?

Posso già anticipare che il ruolo di vice-sindaco, con delega alle partecipate e contenzioso, sarà in caso di vittoria, l’avv. Antonio Russo, capolista di Liberi Di. Grande tecnico, grande uomo della società civile, da sempre vicino alla gente. Avrà anche il preciso compito di gestire questo enorme contenzioso dell’Ente, grosso fardello è cercare di recuperare proprio da questo settore le risorse necessarie da destinare ai servizi della collettività, e soprattutto per le politiche sociali (anziani, famiglie meno ambienti, disabili).

E poi l’Assessore alle politiche sociali sarà scelto di concerto tra una rosa di nomi con le associazioni che faranno parte dell’osservatorio. Chi più di loro può indicare una persona che porti avanti con serietà e competenze i lavori con le politiche sociali. 

Al di là dello slogan elettorale, qual è il messaggio politico, l’invito che rivolge agli elettori cavesi in vista del prossimo voto?

Di non votare il solito politico, il solito portatore di voti, colui che all’occorrenza salta di qua e di là.

Non più un voto di coscienza o voto di interesse ma un voto ragionato, valutando attentamente il programma e le proposte concrete e fattibili. Non un libro dei sogni.

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