Cava, a colloquio con Giuseppe Benevento candidato a sindaco del MoVimento Cinque Stelle

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Ingegnere con Laurea in Ingegneria civile per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale, 58 anni, cavese doc, secondo di tre figli, è sposato con Valeria, infermiera professionale, che è la mamma dei suoi due figli, Ciro e Annalaura, in questo momento universitari fuori sede.

E’ questo il ritratto essenziale di uno dei candidati a sindaco della città metelliana forse tra i meno noti al grande pubblico. Stiamo parlando di Giuseppe Benevento, una persona garbata e squisita, espressione del Movimento Cinque Stelle cavese. 

Si definisce un ambientalista pragmatico e si occupa di volontariato e di cooperazione internazionale. In collaborazione con la propria parrocchia ha già effettuato due missioni umanitarie in Africa, in Burkina Faso, dove ha curato la realizzazione di un pozzo per l’acqua potabile e di una grande macina per cereali (Mulino) a servizio di più villaggi.

Attualmente è Responsabile dell’Area Tecnica di un centro di ricerca universitario (C.U.G.RI. – Consorzio inter-Universitario per la previsione e prevenzione dei Grandi RIschi) che opera nel settore ambiente e difesa suolo.

Siamo ormai prossimi all’inizio ufficiale di questa singolare campagna elettorale in piena estate, come procedono le cose? Quante liste appoggeranno la sua candidatura a sindaco?

Stiamo facendo una campagna elettorale provando, covid permettendo, ad incontrare le persone. Eravamo partiti, sembra trascorso un secolo, con tavole rotonde monotematiche affrontando gli argomenti che poi sono diventati parte dal nostro programma; ora stiamo andando in giro per le frazioni, per me un’esperienza esaltante. I cittadini cavesi vogliono essere ascoltati e il confronto arricchisce quotidianamente il nostro programma che è, e vuole essere, partecipato.

La mia candidatura è espressione del M5S, andiamo orgogliosamente da soli. Abbiamo l’appoggio del MoVimento sia a livello regionale che nazionale e questo ci rende forti.

La domanda potrebbe sembrare all’apparenza pleonastica e retorica, ma invece è molto concreta: perché la sua candidatura?

Ancora non lo so.

Il MoVimento 5 Stelle a Cava de’ Tirreni nelle ultime 2 tornate elettorali, politiche 2018 ed europee 2019 è stata la forza politica con maggior numero di preferenze. Come gruppo ci siamo sentiti in dovere di dar voce a tanta gente che crede nei valori che stiamo portando avanti da più di 10 anni.

Perché io: in realtà è stato un lungo percorso di un gruppo che ci ha portato ad una votazione tra gli attivisti ed è uscito fuori il nome di Giuseppe Benevento, nonostante non avessi avanzato alcuna candidatura. Dopo aver valutato la cosa in famiglia ho deciso di accettare la sfida, ed eccomi qui. 

In poche battute i punti salienti del suo programma elettorale?

Una delle prime cose da fare è la riorganizzazione della macchina amministrativa soprattutto nel rapporto tra il palazzo e la città.

Va ricostruito il contatto diretto tra l’istituzione e il cittadino. Basta con il considerare quest’ultimo un suddito. In aggiunta va rivisto il ruolo e il rapporto con le partecipate.

Poi ci sono vari punti che stiamo sviluppando che tendono a rendere Cava più vivibile e a misura d’uomo:

la viabilità – al centro della vallata e la qualità ambientale sta diventando una vera emergenza;

la movida – è importante ma va ripensata nel rispetto di chi in centro ci vive, non bisogna confondere la movida con il turismo;

la sicurezza dei nostri concittadini;

la gestione dei nostri amici a quattro zampe che va pensata nel rispetto del decoro urbano e di chi, pur amandoli, non ha animali. Maggior attenzione per il Canile, spazi dedicati ai cani, un servizio veterinario convenzionato per la cura dei randagi cani e/o gatti;

la gestione dei rifiuti – una città pulita ed ordinata può e deve essere il nostro biglietto da visita, non si capisce perché non abbiamo per la cosa pubblica la stessa attenzione che abbiamo per le nostre case

sanità e ospedale – purtroppo è ancora una ferita aperta sulla salute dei cavesi;

revisione del rapporto tra il comune e le partecipate;

l’uso delle nuove tecnologie per offrire un servizio ottimizzato al cittadino, verso la città Smart.

E quali sono i tre aspetti più significativamente negativi dell’azione di governo del sindaco uscente Servalli, su cui richiamerà l’attenzione degli elettori?

Non è nel mio stile parlare delle cose che altri non hanno fatto pur avendole promesse o hanno fatto male, mi piace più parlare delle cose che vorrei fare se io, fossi il futuro Sindaco.

Essere sindaco di una città come Cava deve essere considerato un privilegio e va fatto con umiltà e spirito di servizio, confrontandosi spesso con chi questa città ha a cuore, e posso garantire che sto incontrando tante persone che vogliono dare un contributo per il bene comune.

Se proprio non debbo sottrarmi alla domanda dire che: fare il sindaco non è certo un lavoro facile, il dott. Servalli è stato bravo a portare a termine cantieri che erano sospesi da anni e con fatica ha portato avanti l’ordinario dovendo gestire continui problemi in seno alla sua maggioranza.

Forse si è circondato e fidato delle persone sbagliate. A Cava c’è ancora troppa gente che vive di rendite di posizione e questa amministrazione non è stata in grado di mettere il cittadino al primo posto rispetto a politiche di palazzo. 

A parte il sindaco uscente, qual è il candidato sindaco che ritiene più temibile? In altri termini, chi degli sfidanti di Servalli, a parte lei, potrebbe arrivare al ballottaggio?

Qui mi avvalgo della facoltà di non rispondere, la mia limitata esperienza politica non mi consente di fare questo tipo di valutazioni che lascio volentieri ai politologi di professione e agli esperti che affollano il porticato cittadino.

Facciamo l’ipotesi abbastanza realistica di un ballottaggio in cui Servalli sia uno dei protagonisti. Quale sarebbe la sua posizione? Insomma, se al ballottaggio ci va lei, cosa farebbe e quale messaggio lancerebbe agli altri candidati sconfitti e agli elettori? E se, al suo posto, ci fosse un altro a sfidare Servalli, lei come si comporterebbe al ballottaggio, quale indicazione di voto eventualmente darebbe?

Partiamo dall’ipotesi che fa Lei: “il sindaco uscente sicuro al ballottaggio”.

L’armata brancaleone che si sta prefigurando potrebbe sicuramente arrivare prima e pare, sempre a detta degli esperti, si prefiguri un ballottaggio. Dovessimo essere noi gli antagonisti non chiederei a nessuno l’appoggio se questo dovesse significare sottoscrive delle cambiali. Io voglio avere le mani libere di scegliere per il bene della città, chiaramente assumendomi oneri ed onori.

Nell’ipotesi, improbabile (mi consenta un po’ di autoironia), che non dovessimo andare noi al ballottaggio non darei nessuna indicazione di voto, non è nelle mie corde.

La buona amministrazione la fanno gli uomini, lei in caso di vittoria come sceglierà gli assessori?

Ho intenzione di fare appello alla maggioranza silenziosa di cavesi, persone perbene (per il bene) con capacità elevatissime nei vari campi e che si sono sempre ben guardate da impegnarsi con il tipo di politica (la parola più usata è: “sporca”) che fino ad ora si è vista in città. Ma la politica a mio avviso può essere altro, come l’amministrazione della cosa pubblica deve essere altro. 

Facciamo un gioco in proposito: ci fa qualche nome, a mo’ di esempio?

Ho in mente dei nomi a cui far riferimento, ma certamente non posso farglielo saper da un articolo di giornale.

Al di là dello slogan elettorale, qual è il messaggio politico, l’invito che rivolge agli elettori cavesi in vista del prossimo voto?

Non ci votate se avete in mente una delega in bianco. Qui ci dobbiamo mettere in gioco tutti e remare tutti dalla stessa parte. 

Qual è la frase o il suo slogan preferito?

Non più professionisti DELLA Politica ma professionisti IN Politica.

 

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