Antonello Barretta: “Il PUC non affronta e risolve le criticità che frenano lo sviluppo”

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foto Gabriele Durante

«Auspichiamo una città che superi il “pensare ordinario”, che con nuove e moderne energie ritrovi stimoli per una politica innovativa, coraggiosa e di ampio respiro»

Il prossimo venerdì nella nostra città si terrà un incontro pubblico sul tema “Progettare la Città. Strumenti urbanistici e sviluppo socio-economico” organizzato dall’Associazione politico-culturale “Incontri” in collaborazione con il nostro giornale.

Ne parliamo con il dottore Antonello Barretta, presidente dell’associazione organizzatrice “Incontri”, dirigente della Giunta regionale della Campania presso l’Unità Operativa Dirigenziale per le Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti di Avellino.

A quasi sei mesi dal primo incontro sui rifiuti, ora questo nuovo appuntamento su un tema delicato e complesso come quello della programmazione urbanistica. Qual è il nesso tra questi due argomenti?

Corrispondono entrambi ad aspetti critici del nostro territorio, da un lato la necessità di ridurre la quantità di rifiuti prodotta, ottimizzare l’impiantistica e la gestione, per ridurne i costi e migliorare la qualità ambientale della città, e dall’altra liberare le tante risorse presenti e favorire un nuovo e sostenibile sviluppo socio-economico, attraverso una pianificazione territoriale coerente.  

Se si parla di urbanistica nella nostra città il pensiero va al PUC, il Piano Urbanistico Comunale, adottato dall’attuale Amministrazione comunale metelliana. E’ scontato chiedere sul PUC un suo giudizio e quell’Associazione presieduta: positivo, negativo o interlocutorio?

Il Piano Urbanistico Comunale il cui iter di approvazione è attualmente in corso, risponde all’esigenza di rispettare il termine del 31/12/2019  (allo stato sono peraltro pendenti richieste di rinvio di detto termine)  al fine di evitare il commissariamento da parte della Regione Campania, ma non affronta e risolve in maniera organica, attraverso una mirata attività di copianificazione, le grandi criticità esistenti che frenano lo sviluppo: viene infatti esclusa dalla parte operativa del PUC la zona ASI, per le resistenze del Consorzio, e soprattutto assorbe al suo interno le disposizioni per l’area sorrentino-amalfitana oggi contenute nel PUT, quando nel mentre è in corso l’approvazione da parte della Regione Campania del Piano Paesaggistico Regionale, il cui preliminare è stato approvato lo scorso mese, e su cui è assolutamente necessario poter incidere per la parte ricompresa nel territorio cittadino. Va sottolineato che già nel lontano 1987, in epoca di approvazione del PUT, i territori di Castellammare di Stabia e Cava de’ Tirreni dovevano esserne esclusi, e la sua successiva attuazione, spesso burocratica, ha finito per costituire un forte limite allo sviluppo del terziario, all’attuazione del Piano Casa, e perfino al recupero e riqualificazione dell’esistente, basti pensare alla questione del recupero abitativo dei sottotetti. 

Programmare la città è cosa ambiziosa soprattutto da un punto di vista politico. All’incontro parlerete solo di PUC, in generale di urbanistica, o anche di altro, quindi su un tema più generale, ovvero progettare la città in tutti i suoi aspetti, anche quello più prettamente politico, considerando anche la stagione di vacche magre che affollano il panorama politico cittadino?

L’incontro previsto, così come quello svolto precedentemente, con un argomento aperto ed intrigante, è in linea con quanto più volte “sollecitato” da questo giornale, in quanto offre l‘opportunità di approfondire e discutere sui grandi temi della città.

I due relatori, però, sono due tecnici in tema urbanistico, non c’è il pericolo che di politica non si parli affatto o in modo molto marginale e approssimativo?

All’intervento dei relatori seguirà un ampio dibattito, con la partecipazione in primis di ex Sindaci della città, che hanno confermato la presenza, e porteranno il loro contributo di esperienza, conoscenza e proposta, nonché di esponenti della società civile e di formazioni politiche.

Un’ultima domanda. Ci può abbozzare il suo, o se preferisce il vostro progetto di città, a grandi linee, senza entrare nei dettagli? Insomma, ci accontentiamo di una semplice cornice, magari ancora aperta

Auspichiamo una città che superi il “pensare ordinario”, che con nuove e moderne energie ritrovi stimoli per una politica innovativa, coraggiosa e di ampio respiro. Lo sviluppo socio-economico della comunità passa attraverso nuove e migliori opportunità, di  qualità ed eccellenza.

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