Sanremo 2022: se tre indizi fanno una prova, allora Amadeus è il vincitore

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Aamadeus (foto tratta dal profilo Fb)

Checco Zalone durante la seconda serata, scherzando, glielo aveva detto: Mi chiedo: ‘Ma mi meriterò tutto questo?’. Poi vedo a te e dico sì, me lo merito: è il minimo che mi poteva dare la vita. Grazie a nome degli italiani, ci fai sentire a tutti geni.”

Ed aggiunge. “L’ho conosciuto in questi tre giorni ed è un Amadeus diverso, pensavo che era incapace e invece ha ritmo, anche le scelte delle canzoni, la puntata di ieri.”

Zalone si è fatto portavoce di un pensiero generalizzato, Amadeus in effetti, prima dell’approdo sul palco di Sanremo, non era considerato un talento della televisione italiana. Sì, forse un po’ di musica ne capiva, qualcuno lo ricordava ancora ai tempi di DeeJay Television e del Festivalbar ma non così tanto da fare il direttore artistico della più importante manifestazione canora, e non solo canora, italiana.

A condurre il Festival di Sanremo avrebbe potuto essere chiamato qualche nome più blasonato di lui, qualche barone della televisione italiana e invece dal 2020 la RAI ha deciso di puntare su di lui, a sorpresa forse, ma confermando quest’anno per il terzo anno consecutivo la decisione.

Già a febbraio 2020, a ridosso della prima serata del suo primo festival, la sensazione era più che positiva. In un articolo del 5 febbraio 2020 la Repubblica osservava “Alla fine Amadeus ha avuto la meglio. Chi pensava che sarebbe rimasto schiacciato da Fiorello si è dovuto ricredere. Chi temeva che non avrebbe retto la mastodontica kermesse e che l’avrebbe anestetizzata per portarla nelle sue corde di conduttore “normale”, dovrebbe cambiare idea. La prima serata del “suo” festival, come ha detto tante volte (“il mio festival” lo ha detto sia in conferenza stampa che durante la serata, tanto per essere sicuri che lo capissero tutti) è andata bene, è stata ricca, varia, colorata, con qualche inevitabile difetto, ma con alcune punte, di serietà e di arte, davvero notevoli”

A due anni di distanza, Amadeus non è più una rivelazione, è una certezza. Non si può più dire che sia stato fortunato, che il suo festival sia andato bene per il terzo anno consecutivo, non può trattarsi di casualità. Il 60% di share, oltre 11 milioni di italiani a guardare la televisione nella quarta puntata (i dati dell’ultima puntata nel momento in cui scrivo non sono ancora noti), non è frutto del caso e neanche della pandemia che costringe un po’ tutti ad uscire poco e niente.

Se stamattina provate a cercare “Amadeus” su Google avrete oltre 118 milioni di risultati, “Sergio Mattarella” ve ne restituisce 17,8 milioni, per dire.

Dietro l’apparenza di uomo “normale”, dietro l’umiltà che evidentemente lo accompagna, c’è talento e anche competenza, c’è visione e quest’ultima appartiene solo ai grandi.

Oltre la scelta delle canzoni, che rimangono a distanza di tempo, denotando reale competenza musicale, oltre la scelta delle co-conduttrici e dei co-conduttori e dei super ospiti, è proprio il ritmo del Festival ad essere nuovo rispetto al passato. Non si tratta più di quel polpettone ingessato dalla durata interminabile che chi riesce a guardarlo fino alla fine è un supereroe.

Si tratta di una festa, di un programma svelto, costruito ma spontaneo, quasi a conduzione familiare con una moglie, Giovanna Civitillo, seduta con il figlio Josè in prima fila a fare il tifo e anche un po’ la Social Media Manager, se ce ne fosse mai bisogno, con quel profilo Instagram di coppia che fa tanto famiglia normale.

Amadeus non si veste da mattatore quale non è, non vuole fare la prima donna, la sua è la parte del padrone di casa, il compito quello di far sentire a proprio agio tutti, cantanti ed ospiti, di dare ad ognuno il proprio spazio e fargli anche da spalla, se ce ne fosse bisogno, garantendo la riuscita delle performances.

Tutti lo abbracciano, tutti lo ringraziano, non è la saga delle falsità e del buonismo. Sono proprio sentiti gli abbracci e i ringraziamenti. Sul palco riesce a portare gli amici, Jovanotti e Fiorello, la star amata dal figlio, Sabrina Ferilli, chiama personalmente a telefono gli ospiti che intende invitare, perché appunto è casa sua, il suo Festival. Ogni serata si chiude con la foto ricordo di famiglia. Sembra che siamo lì pure noi e in effetti sarebbe stata proprio una gran figata essere all’Ariston.

Ora il sipario si è abbassato, le luci sono spente, restano i “Brividi”, quelli di Mahmood e Blanco vincitori e quelli di una bella emozione.

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