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L’orizzonte che ci abita: imparare a vedere lontano come se fosse qui

Guardare lontano non significa evadere dalla realtà. Al contrario: significa prenderla sul serio. L’orizzonte non è una fuga, è una direzione

orizzonte

C’è un addestramento silenzioso che facciamo ogni giorno senza accorgercene: impariamo a guardare vicino, sempre più vicino. Il presente immediato, l’utile rapido, il risultato misurabile. Tutto ciò che è lontano – nel tempo, nello spazio, nel senso – ci appare vago, astratto, quasi superfluo. Eppure, forse, la vera urgenza spirituale del nostro tempo è esattamente l’opposto: abituarci a guardare lontano percependolo come vicino, smettere di pensare l’orizzonte come qualcosa di irraggiungibile.

Guardare lontano non significa evadere dalla realtà. Al contrario: significa prenderla sul serio. L’orizzonte non è una fuga, è una direzione. È ciò che dà forma al cammino, anche quando non lo tocchiamo. Senza orizzonte, ogni passo diventa casuale; con un orizzonte, anche il passo più piccolo acquista senso. La spiritualità, in fondo, nasce proprio qui: nella capacità di tenere insieme ciò che è immediato e ciò che è ultimo, il quotidiano e l’eterno, il frammento e il tutto.

I giovani lo intuiscono più di quanto crediamo. Nonostante vivano immersi nell’istante, sentono una fame di senso che non si accontenta del “qui e ora”. Cercano qualcosa che valga la pena di durare. Ma spesso nessuno insegna loro che il lontano non è nemico del presente: ne è la profondità. Che l’orizzonte non è una linea che separa, ma una soglia che invita.

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Abituarsi a vedere lontano come vicino è un esercizio di fiducia. Significa credere che la vita non sia solo ciò che appare, che le scelte di oggi abbiano un’eco domani, che ciò che non si vede subito non sia per questo meno reale. È uno sguardo che trasforma: il dolore non sparisce, ma trova una collocazione; la speranza smette di essere ingenua e diventa resistente.

Forse la vera provocazione è questa: e se l’orizzonte non fosse davanti a noi, ma dentro di noi? Se imparassimo a riconoscerlo, cambierebbe il modo in cui viviamo il presente? La domanda resta aperta. Ma una cosa è certa: chi impara a guardare lontano, non cammina mai a vuoto.

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Foto di Gennaro Pierri

Gennaro Pierri

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista…

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