scritto da Francesco Angrisani - 17 Settembre 2026 10:27

Il mondo vegano, tra cucina e prodotti pronti

Un’insalata mista con fagioli, del tofu naturale saltato in padella con peperoni, olive e capperi, un affettato vegetale o un burger già pronto: quattro esempi molto diversi che possono trovarsi sulla stessa tavola vegana

Per cucina vegana si intende, in generale, una cucina che esclude gli ingredienti di origine animale e utilizza esclusivamente alimenti di origine vegetale. Ne fanno parte quindi verdure, frutta, legumi, cereali, frutta secca e semi, oltre a prodotti come tofu, tempeh e altre alternative vegetali. La cucina vegana può essere molto semplice e basata su ingredienti poco elaborati, oppure comprendere preparazioni più elaborate e prodotti pronti.

Situazioni come queste mostrano la varietà delle abitudini alimentari di chi segue un’alimentazione vegana. Non esiste infatti un unico modo di organizzare i pasti: c’è chi acquista soprattutto ingredienti e cucina in casa e chi ricorre più spesso a prodotti già pronti. Le due modalità possono quindi convivere nella quotidianità.

Da una parte ci sono preparazioni semplici a base di alimenti vegetali, come legumi, verdure, cereali e tofu, che vengono combinati e cucinati direttamente in casa. Dall’altra troviamo prodotti pensati per un’alimentazione vegana, dagli affettati vegetali agli hamburger pronti, fino a una gamma sempre più ampia di piatti confezionati.

Tra questi due estremi esiste un’ampia varietà di comportamenti. Una persona può preparare un piatto con ingredienti freschi e, nello stesso giorno o in quello successivo, scegliere un prodotto pronto per comodità, per risparmiare tempo o semplicemente per variare.

Un ulteriore elemento è rappresentato dalle ricette della tradizione. Molte cucine regionali italiane hanno una lunga storia di preparazioni a base di legumi, cereali, verdure e altri ingredienti vegetali. Alcuni piatti nati in contesti in cui la carne e altri prodotti di origine animale venivano consumati meno frequentemente possono oggi essere inseriti, previa verifica degli ingredienti, in un’alimentazione vegana.

Il risultato è un panorama molto ampio: dalla preparazione domestica più semplice al prodotto industriale pronto per il consumo, passando per ricette tradizionali e reinterpretazioni contemporanee.

A completare questo quadro ci sono anche i dati sulla diffusione dell’alimentazione vegana in Italia. Secondo il Rapporto Italia 2026 di Eurispes, il 3,2% degli italiani intervistati si dichiara vegano, mentre il 5,3% si dichiara vegetariano. Nel complesso, quindi, l’8,5% dichiara di seguire una di queste due forme di alimentazione. Il dato relativo ai vegani è in aumento rispetto al 2,9% rilevato da Eurispes nel 2025.

Si tratta di una minoranza della popolazione, ma di una presenza ormai sufficientemente rilevante da accompagnarsi a una crescente varietà di alimenti e prodotti pensati per chi segue un’alimentazione vegana. Dalla cucina domestica ai prodotti pronti, passando per le ricette della tradizione e le reinterpretazioni contemporanee, le possibilità sono oggi numerose e molto diverse tra loro.

Un’insalata con fagioli, un tofu con peperoni, olive e capperi, un affettato vegetale e un burger pronto possono sembrare mondi diversi. In realtà rappresentano, ciascuno a modo proprio, alcune delle diverse possibilità che oggi possono comporre un’alimentazione vegana.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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