Caro energia, la BCE alza i tassi. Lagarde: «Accelerare la transizione energetica»
La sfida per l’Europa è duplice: contenere nel breve periodo l’inflazione e, nello stesso tempo, accelerare la trasformazione del sistema energetico per ridurre la vulnerabilità alle future crisi
L’aumento dei prezzi dell’energia torna a pesare sull’economia europea. La Banca centrale europea ha deciso di alzare il tasso sui depositi dal 2,25% al 2,50%, in risposta alle nuove pressioni inflazionistiche legate soprattutto alla forte volatilità dei mercati energetici.
Secondo i dati richiamati dalla presidente della BCE Christine Lagarde, l’inflazione nell’area euro è salita al 3,3% ad agosto, mentre quella relativa ai beni energetici ha raggiunto il 14,3%. Petrolio oltre i 100 dollari al barile e rincari del gas rischiano di trasferirsi progressivamente anche sui prezzi degli alimenti e degli altri beni.
Per Lagarde, l’emergenza non può tuttavia essere affrontata soltanto attraverso la politica monetaria. La presidente della BCE ha sottolineato la necessità di accelerare la transizione energetica europea, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili importati e aumentando la capacità dell’Unione di resistere agli shock dei mercati internazionali.
Le prospettive restano incerte: secondo le valutazioni della BCE, l’inflazione potrebbe rimanere sopra l’obiettivo del 2% fino alla prima metà del 2027. A complicare il quadro contribuiscono anche la guerra in Medio Oriente, il conflitto in Ucraina e gli effetti della crisi climatica, che potrebbero incidere ulteriormente sui prezzi dell’energia e degli alimenti.
La sfida per l’Europa è dunque duplice: contenere nel breve periodo l’inflazione e, nello stesso tempo, accelerare la trasformazione del sistema energetico per ridurre la vulnerabilità alle future crisi.
Fonte: Greenreport.it, “Caro energia e inflazione, Lagarde incalza l’Ue: essenziale accelerare la transizione”; Banca centrale europea, comunicazioni di politica monetaria del 10 settembre 2026.







