Cava, Servalli e la riconquista della legalità

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Finiti i festeggiamenti post elettorali e soddisfatta la legittima curiosità per la nomina della nuova Giunta municipale, ora i cavesi attendono quei fatti concreti che diano sostanza alla svolta buona promessa dal sindaco Servalli.

E’ scontato che occorrerà del tempo, tuttavia, il primo cittadino sa bene che le aspettative in città sono tante. Gli toccherà non solo operare bene, ma anche attivarsi in fretta, quantomeno nel dare dei segnali chiari ed incisivi.

Nel suo programma, Servalli parla di Cava come una città in transizione, di una realtà, cioè, che ha bisogno di riorganizzarsi e predisporsi alle sfide del presente e del futuro. Idea più che condivisibile, soprattutto se si parte dalla consapevolezza che Cava deve recuperare innanzi tutto ciò che ha perduto in questi ultimi anni, senza per questo voler, in modo assai sbrigativo e semplicistico, addebitare il tutto esclusivamente e necessariamente alla passata Amministrazione.

Cava deve, in primo luogo, recuperare, riconquistare legalità. E’ evidente, infatti, come la valle metelliana viva una preoccupante e forse sottovalutata situazione di illegalità diffusa, prevaricazioni striscianti e prepotenze di fatto.

Non parliamo solo di eventi o circostanze più consistenti e rilevanti, ma di contesti molto più modesti, ma non per questo meno gravi ed indicativi di un degrado generalizzato. In questo senso, infatti, si va dai rifiuti conferiti alla meglio, anzi, alla peggio, in qualsiasi ora e modalità, alle auto posteggiate in seconda fila o sui marciapiedi, ma finanche sugli scivoli dei disabili, sulle strisce pedonali o agli stop. Così come illegalità sono i troppi passi carrabili non autorizzati che evadano i tributi comunali o l’occupazione abusiva di suolo pubblico da parte di molti esercenti che indisturbati ingombrano nei modi più disparati marciapiedi o pubbliche strade. E potremmo continuare per un po’ questa elencazione e siamo sicuri che i lettori avranno decine di casi di illegalità, cattive abitudini e maleducazione, meritevoli di essere aggiunti e menzionati.

Il sindaco Servalli, in verità, è talmente consapevole di questa domanda di sicurezza  e di legalità -che emerge dalla città, e che in campagna elettorale gli è stata a più riprese manifestata- che non ha avuto alcuna titubanza nel trattenere a sé la delega alla Polizia Locale. In effetti -prima, o comunque insieme alla spending review, all’esigenza di rendere efficiente la macchina comunale e ai tanti non meno rilevanti punti programmatici- la partita si gioca proprio sulla sicurezza e il sindaco Servalli ha capito che in questo settore, in particolare con una ritrovata efficienza operativa del Comando di Polizia Locale, si trova la risposta più importante da dare ai cittadini cavesi.

L’altro ieri, tanto per restare nel tema, è stata emessa l’ordinanza sindacale per contrastare l’abuso nell’utilizzo dell’ acqua potabile, ma altre ancora ne occorrono, come quella sull’inquinamento acustico di una città che pretende di essere turistica, ma che è sguaiata e rumorosa molto più di un suk di terz’ordine.

E’ evidente che occorreranno in prospettiva più risorse e un bel po’ di tempo, ma, nel frattempo, la Polizia Locale dovrà mettere in campo energie e un impegno straordinario, non solo per dare le risposte che la città e il primo cittadino chiedono, ma anche per ritrovare un prestigio purtroppo gradualmente smarrito in questi ultimi anni, ma in un tempo non troppo lontano riconosciuto e indiscusso.

A ciò, però, va aggiunta un’incisiva campagna di comunicazione, di educazione e di sensibilizzazione della cittadinanza, la quale va necessariamente coinvolta in questa riconquista della legalità.

E’ una battaglia, quella della legalità, che si vince di sicuro con più vigili urbani, ma soprattutto con il presidio della partecipazione convinta e vigile dei cittadini.

E’ questa, in conclusione, di sicuro la prima scommessa che deve vincere la nuova Amministrazione. Poi, il resto, verrà di conseguenza. (foto Angelo Tortorella)

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore di due pubblicazioni, Testimone di parte, edita nel 2006, e Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009.

1 commento

  1. Finalmente un socialista governa Cava. I valori di cui e’ portatore saranno la guida per i prossimi 5 anni.

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