Cava de’ Tirreni, una mattina di solitudine e disagio: straniero soccorso in strada in via Biblioteca Avallone
L'uomo tra le lacrime, avrebbe raccontato di essere triste per la morte della madre. Avrebbe detto di essere di Pontecagnano e di lavorare in un’azienda agricola
L’estate racconta non soltanto di vacanze, ombrelloni e gioia di vivere, ma anche di storie più silenziose di disagio e solitudine. È quanto è accaduto questa mattina a Cava de’ Tirreni, nei pressi della vecchia Biblioteca Avallone, dove uno straniero, probabilmente di origine indiana, è stato trovato a terra, in evidente stato di alterazione.
L’uomo si trovava sul marciapiede, nei pressi della carreggiata, e sembrerebbe che si trovasse lì fin dalle prime ore della mattina, intorno alle 7. A quanto riferito da alcune persone presenti, avrebbe bevuto diverse bottiglie di birra e sarebbe apparso fortemente provato e disorientato.
Tra le lacrime, avrebbe raccontato di essere triste per la morte della madre. Avrebbe detto di provenire da Pontecagnano e di lavorare in un’azienda agricola della zona, manifestando più volte il desiderio di riuscire a tornare lì.
La situazione ha richiamato l’attenzione di alcuni cittadini. Un ragazzo, in particolare, si è fermato per cercare di capire come poterlo aiutare. Si è cercato di contattare anche la Polizia Municipale, senza però riuscire, secondo quanto riferito, a ricevere risposta. Dopo ulteriori sollecitazioni e con l’aiuto di altre persone, è stata quindi contattata la Polizia di Stato, che è intervenuta con una volante.
Sul posto è arrivata anche un’ambulanza per cercare di comprendere come poter intervenire. L’uomo non ha arrecato disturbo ai passanti, ma è apparso in una condizione di evidente fragilità.
La sua presenza a Cava, peraltro, non sarebbe stata legata soltanto alla mattinata di oggi. Secondo quanto è stato ricostruito attraverso i racconti raccolti sul posto, l’uomo si troverebbe in città già da alcuni giorni ed è stato notato anche nei giorni precedenti mentre vagava per le strade.
C’è poi un’altra parte della vicenda, raccontata dallo stesso uomo e che, proprio per questo, andrebbe considerata con tutte le cautele del caso. Avrebbe riferito di essere stato aggredito nei giorni scorsi a Salerno e che, in seguito all’episodio, sarebbe stato soccorso da un’ambulanza e trasportato al pronto soccorso di Cava de’ Tirreni.
Dopo le prime cure, sempre secondo il suo racconto, sarebbe stato dimesso perché non aveva più bisogno di assistenza sanitaria. Da quel momento, però, non avrebbe saputo come fare per tornare a Pontecagnano.
Si tratta di circostanze che non risulterebbero al momento verificate e che vengono quindi riportate esclusivamente come riferite dall’uomo e dalle persone presenti, senza che sia possibile stabilirne con certezza la veridicità.
Alla fine, l’uomo è stato fatto salire sull’ambulanza e, presumibilmente, trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Cava de’ Tirreni per essere sottoposto agli accertamenti del caso.
Sembrerebbe inoltre che, nel frattempo, alcuni suoi conoscenti di Pontecagnano siano stati rintracciati e si siano attivati per riportarlo in città.
A far riflettere, al di là di una vicenda sulla quale molti aspetti debbono ancora essere chiariti, è soprattutto il gesto di quel ragazzo che ha scelto di fermarsi. “Com’è possibile che le persone passino accanto e non abbiano a cuore la sua situazione? È un essere umano”, sono state le sue riflessioni.
Una frase semplice che, forse, racconta meglio di molte altre parole il senso di questa mattina: quello di una persona fragile che aveva bisogno semplicemente che qualcuno si accorgesse di lei.







