Cava de’ Tirreni, l’opposizione commenta l’accordo sulla Manifattura: “Passo avanti, ora costruiamo il futuro di questo sito”
Cava SIA accoglie positivamente la transazione con MST ma chiede un percorso pubblico per decidere la destinazione dell’immobile e dell’area retrostante
Sull’accordo transattivo relativo all’ex Manifattura Tabacchi arrivano le prime reazioni politiche, e tra queste spicca quella di Cava SIA, che definisce la delibera di Giunta n. 193 “un passo importante” verso la soluzione di una vicenda che da oltre vent’anni accompagna la città. La prospettiva di una transazione con Manifatture Sigaro Toscano, che prevede la restituzione dell’immobile storico e l’acquisizione dell’area retrostante verso via Rosario Senatore, viene letta come un’occasione per chiudere finalmente una pagina complessa e aprire una fase nuova.
Il movimento coglie l’occasione per riconoscere pubblicamente il lavoro svolto dal COBECO – Comitato Beni Comuni, che negli ultimi anni ha mantenuto viva l’attenzione sulla Manifattura, promuovendo iniziative, documentazione e momenti di confronto pubblico. Cava SìA rivendica una linea condivisa con il Comitato: tutelare il patrimonio storico della città e restituirgli una funzione pubblica, collettiva, capace di generare valore sociale.
Ma per l’opposizione questo è solo il primo passo. La domanda decisiva, ora, riguarda il futuro dell’ex Manifattura. Acquisire e proteggere il bene è un risultato significativo, ma non sufficiente: serve costruire un progetto credibile di recupero, individuare risorse adeguate e avviare un’interlocuzione con la Regione Campania e gli altri livelli istituzionali. È su questo terreno che Cava SìA auspica l’apertura di un confronto pubblico ampio, che coinvolga amministrazione, consiglio comunale, COBECO, associazioni, competenze professionali e cittadini, per immaginare insieme la destinazione dell’immobile e la riqualificazione dell’area retrostante.
Il movimento chiude con un messaggio chiaro: su una vicenda che dura da oltre vent’anni non servono bandierine, ma un risultato concreto per la città. L’accordo transattivo può essere l’inizio di un percorso, a patto che si scelga di costruirlo con la comunità.







