Cava, arrestato Gennaro Ferrara per estorsione aggravata dal metodo mafioso

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Le indagini incentrate sull’acquisizione del bar annesso al distributore di carburanti “IP” (ex “Total Erg”) su via XX Luglio. Tra gli indagati anche la consigliera comunale Clelia Ferrara

Gli uomini del Comando Provinciale di Salerno dell’Arma dei Carabinieri hanno arrestato Ferrara Gennaro, accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, usura, intestazione fittizia di beni, attività di erogazione di finanziamenti in assenza di autorizzazione e trasferimento fraudolento di valori.

“Il provvedimento -si legge nel lungo comunicato stampa emesso dall’Arma- si fonda sui gravi indizi di colpevolezza acquisiti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno nell’ambito delle indagini, avviate nel novembre 2019, finalizzate a valorizzare precedenti accertamenti di natura patrimoniale e documentale condotti dalla Sezione D.I.A. di Salerno sul conto della famiglia Ferrara”.

“Nel senso -si legge ancora- si rendeva necessario acquisire elementi in grado di chiarire le esatte circostanze relative all’acquisizione da parte loro del bar annesso al distributore di carburanti “IP” (ex “Total Erg”), sito a Cava de’ Tirreni (Sa) in via XX luglio n.60, il cui precedente proprietario si era suicidato, in data 28.07.2015, a causa dell’eccessiva esposizione debitoria. Gli esiti delle investigazioni hanno permesso di riscontrare come la vittima avesse instaurato con Ferrara Gennaro un rapporto di natura usuraria, la cui mutazione in forma estorsiva aveva nel tempo imposto il passaggio dell’attività alla famiglia di quest’ultimo, i cui componenti risultano tutti co-indagati per l’intestazione fittizia delle connesse attività imprenditoriali”.

“Sono infatti emerse due pattuizioni -spiega il comunicato- in favore del Ferrara Gennaro che hanno determinato l’estromissione del precedente imprenditore dall’attività commerciale. La prima in forma di contratto dai connotati talmente vessatori da rendere palese l’assoluta irragionevolezza sotto il profilo economico, infatti per effetto di tale accordo la vittima si assumeva tutti i rischi d’impresa e i relativi debiti, mentre l’80% degli utili veniva attribuito al Ferrara. A seguire vi era stata poi la stipula di una scrittura privata, con la quale il proprietario si impegnava a cedere definitivamente l’attività commerciale al Ferrara, in cambio del versamento di €. 250,00 mensili, fissando quale termine la morte di una delle due parti, evento che si verificava a distanza di pochi mesi con il suicidio della vittima”.

“Nell’ambito dell’operazione odierna -fanno sapere i Carabineri- si è dato inoltre avvio all’esecuzione dei seguenti sequestri finalizzati alla confisca:
– la complessiva somma di euro 90.500,00, anche per equivalente;
– l’attività bar/pasticceria/tabacchi annessa al distributore di carburanti “Ip” sito in via XXV luglio n.60 a Cava de’ Tirreni;
– le quote societarie delle società “Tm distributori s.a.s.” e “Peccati di gola s.a.s.”.
Nel medesimo contesto investigativo sono emersi a carico di Ferrara Gennaro ulteriori episodi di illecita erogazione di somme di denaro a terzi, per le quali lo stesso percepiva interessi senza alcun titolo autorizzativo all’esercizio di attività finanziarie”.

“Va infine sottolineato -conclude il comunicato dell’Arma-che il Ferrara Gennaro, già condannato per il reato di associazione mafiosa, risulta essere stato sin dalla fine degli anni ’90 componente del clan “Bisogno” operante in Cava de’ Tirreni, continuando ad intrattenere abituali frequentazioni con pericolosi pregiudicati dell’agro nocerino-sarnese”.

I quotidiani di stamani, infine, riportano che tra gli indagati ci è anche la sorella dell’arrestato, ovvero Clelia Ferrara, consigliere comunale di Fratelli di Italia nel Comune di Cava de’ Tirreni.

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