Cava de’ Tirreni, lettera aperta sulla situazione della Sanità
La sanità pubblica dovrebbe essere al servizio delle persone, non trasformarsi in una prova di resistenza per chi è già in difficoltà
Riceviamo e pubblichiamo
Siamo arrivati a un punto che definire assurdo è ormai riduttivo. I cittadini continuano a subire disagi, inefficienze e una burocrazia che sembra ignorare completamente le reali esigenze delle persone, soprattutto di quelle più fragili.
Alle interminabili liste d’attesa si aggiunge un altro problema inaccettabile: per effettuare una semplice prestazione o un’indagine diagnostica si viene spesso costretti a percorrere decine di chilometri, spostandosi tra Cava de’ Tirreni, Battipaglia, Agropoli e altre strutture. Una situazione che comporta costi, perdita di tempo e notevoli difficoltà organizzative per le famiglie.
Ancora più grave è ciò che accade ai pazienti affetti da patologie importanti. Per il semplice rinnovo di un piano terapeutico, persone già provate dalla malattia sono costrette a continui spostamenti, code e adempimenti burocratici. In molti casi bisogna recarsi più volte negli ospedali soltanto per ottenere una data di visita o per completare pratiche che potrebbero essere gestite automaticamente e senza inutili sacrifici.
Viene spontaneo chiedersi se chi prende queste decisioni abbia mai provato a vivere, anche solo per un giorno, i disagi che impone ai cittadini. È davvero accettabile che una persona malata debba affrontare un percorso a ostacoli per ottenere un diritto essenziale come la continuità delle cure? È normale che i familiari debbano sottrarre tempo al lavoro e alla propria vita per accompagnare i propri cari da un ufficio all’altro?
La tecnologia esiste, le procedure possono essere semplificate, i rinnovi possono essere programmati e gestiti con sistemi automatici. Eppure si continua a scaricare sui cittadini il peso di un’organizzazione inefficiente e distante dalla realtà.
La sanità pubblica dovrebbe essere al servizio delle persone, non trasformarsi in una prova di resistenza per chi è già in difficoltà. Per questo chiediamo agli amministratori, ai dirigenti sanitari e agli enti competenti di intervenire con urgenza, eliminando procedure inutili e garantendo servizi più accessibili, efficienti e rispettosi della dignità dei pazienti.
I cittadini non chiedono privilegi. Chiedono semplicemente una sanità che funzioni e che metta al centro la persona, non la burocrazia.
Quanto ancora dovremo aspettare perché il buon senso prevalga sulle inefficienze?
Umberto Gaballo







