Cava de’ Tirreni, la Costiera Amalfitana Patrimonio dell’Umanità Unesco
Nella Sala delle Farfalle della millenaria Abbazia Benedettina, il Padre Abate don Michele Petruzzelli ha accolto i presenti con una riflessione sulla necessità di alimentare la spiritualità
Si è svolto sabato mattina, nella seconda giornata della ospitalità Lions Club Cava Vietri ai Lions Club della Fondazione Lions Club Città Patrimonio dell’Umanità, il convegno “La Costiera Amalfitana Patrimonio dell’Umanità Unesco”.
Nella Sala delle Farfalle della millenaria Abbazia Benedettina, il Padre Abate don Michele Petruzzelli ha accolto i presenti con una riflessione sulla necessità di alimentare la spiritualità. “Quando i nostri smartphone sono quasi scarichi, andiamo in ansia, cerchiamo la più vicina presa di corrente per ricaricarli. Non pensiamo mai invece a ricaricare noi stessi ma anche noi, quando siamo scarichi, andiamo avanti per inerzia”.
A seguire, i saluti del neo sindaco di Cava de’ Tirreni, nonché socio Lions, Raffaele Giordano, in una delle sue primissime uscite pubbliche. Il sindaco ha sottolineato il suo impegno nel valorizzare le bellezze storico culturali del nostro territorio.
Dopo i saluti della Presidente uscente del Lions Club Antonella D’Ascoli, neo assessore con deleghe a “Attività Produttive e Politiche del Lavoro, Artigianato, Eventi Istituzionali, Patrimonio e Cerimoniale” e della Presidente della Fondazione Lions Città Patrimonio dell’Unesco Anna Ricci, la giornata ha visto gli interventi quali relatori dell’arch. Anna Onesti, Sopraintendente ASAP di Salerno e Avellino e del dr. Alfonso Andria, Presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali (CUEBC) di Ravello.
La sopraintendente Onesti, con un discorso appassionato, ha sottolineato quanto il lavoro della Sopraintendenza non si esaurisca nella tutela, nel rilascio di pareri e autorizzazioni, ma riguardi anche la valorizzazione del territorio, ben 276 Comuni tra le due province di Salerno e Avellino. In quest’ottica, “la tutela” dice “è con e per il territorio e accompagna anche l’attivismo in modo da poter incidere sullo sviluppo culturale della società. A tal fine è necessario un ascolto attivo per comprendere le questioni ma anche le energie in campo.” A proposito della Costiera Amalfitana, l’arch. Onesti pone l’accento, ad esempio, sul tema fondamentale del recupero dei terrazzamenti a secco, recupero che richiede necessità di dialogo tra Sopraintendenza, Genio civile, maestranze, nell’ottica di recupero e valorizzazione di un patrimonio che è non solo culturale ma anche produttivo e rigenerativo nonché buen retiro da sempre per artisti e creativi.
Il dott. Alfonso Andria, già due volte Presidente della Provincia di Salerno, europarlamentare e Senatore della Repubblica, oggi Presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali (CUEBC) di Ravello ha concluso l’incontro con un intervento puntuale sull’excursus normativo che ha visto la Costiera Amalfitana diventare Patrimonio dell’Umanità.
Sono proprio gli anni in cui il dott. Andria era Presidente della Provincia quelli in cui si fa promotore dell’inserimento della Costiera Amalfitana nella lista dei beni patrimonio dell’Unesco. Nel 1997, la Costiera entra nella lista con la seguente motivazione “Paesaggio mediterraneo eccezionale con uno scenario di grandissimo valore culturale e naturale dovuto alle sue caratteristiche spettacolari e alla sua evoluzione storica”. L’ anno successivo è il turno dei Paesaggi culturali del Parco del Cilento, Vallo di Diano con le emergenze archeologiche di Paestum, Velia e con la Certosa di Padula, anche in questo caso la Provincia di Salerno fu il soggetto capofila.
Il dr Andria richiama poi l’art. 9 della Costituzione (recentemente modificato) e le parole del Presidente Carlo Azeglio Ciampi che soleva dire: “È l’espressione più originale della nostra Carta e il fondamento dell’identità nazionale” e ne promosse un’interpretazione dinamica che definì “di tutela in senso attivo”. Cita inoltre la Convenzione Quadro del Consiglio d’Europa. Sottoscritta a Faro nel 2005, ratificata dall’Italia solo nel 2019, “Sul valore dell’eredità culturale per la società”. “L’eredità culturale è bene comune” tiene a sottolineare.
Il Centro di cui oggi è Presidente- con sede nella Villa Rufolo in Ravello – ha curato per incarico della Soprintendenza competente e della Comunità Montana Penisola Amalfitana il Piano di Gestione del Sito UNESCO al termine di una lunga e articolata consultazione con il territorio (Comuni, imprenditoria turistica, comparti produttivi ‘in primis’ quello agricolo, poi commerciale, mondo associativo), poi validato dalla Soprintendenza. Titolo del PdG era “Verso la Costiera Antica”; redattore il Professore Ferruccio Ferrigni, Emerito dell’Università di Napoli “Federico II”, facoltà di Ingegneria.
Conclude infine citando l’ammonizione di Fernand Braudel in “La Mediterranèe”:“È giunto il tempo di non confondere più la schiuma con le maree profonde. Il profondo vale più dello spettacolare”.
Al termine della giornata, c’è stata la premiazione del concorso “Uomo e natura in Costiera Amalfitana”, vinto dalla classe II D dell’Istituto Comprensivo Balzico – Giovanni XXIII guidati dalla prof.ssa Carla Scarabino che ha realizzato un reel che ha raccontato il profondo e millenario rapporto tra uomo e natura che rende unico questo lembo di terra.
Ha moderato l’evento, l’arch, Maria Gabriella Alfano.







