Atrani, il sindaco Siravo: “Sulle politiche sociali basta propaganda. Le persone vengono prima di tutto”
In una nota ufficiale il sindaco di Atrani, Michele Siravo, interviene sui ritardi degli assegni di cura e denuncia la strumentalizzazione politica delle fragilità. Chiede chiarezza, responsabilità e un confronto serio tra istituzioni per tutelare famiglie, disabili e anziani non autosufficienti
In un momento in cui il dibattito pubblico sulle politiche sociali si è acceso in tutta la Campania, il sindaco di Atrani, Michele Siravo, interviene con una nota dai toni fermi e istituzionali per riportare l’attenzione “sulle persone, non sulla propaganda”.
Il riferimento è alle polemiche sorte negli ultimi giorni riguardo ai ritardi nell’erogazione degli assegni di cura destinati a disabili gravi, anziani non autosufficienti e famiglie in difficoltà.
Siravo denuncia innanzitutto la deriva politica che, a suo avviso, sta trasformando un tema delicatissimo in un terreno di scontro elettorale. “È profondamente sbagliato – scrive – arrivare perfino a strumentalizzare fragilità, disabilità e difficoltà familiari per strappare qualche voto in più”. Una presa di posizione netta, che richiama al rispetto e alla dignità delle persone più vulnerabili.
La ricostruzione dei fatti: “Le rendicontazioni dell’Ambito Cava–Costa d’Amalfi sono in regola”
Il Sindaco entra poi nel merito della questione, riportando quanto chiarito dall’Assessore regionale alle Politiche Sociali: i ritardi non dipenderebbero da singoli Comuni o Ambiti, ma dal fatto che non tutte le realtà territoriali della Campania hanno completato le rendicontazioni richieste. Una norma burocratica prevede infatti che, se anche un solo Ambito è in ritardo, i fondi regionali si bloccano per tutti.
Siravo precisa che l’Ambito Cava–Costa d’Amalfi, di cui Atrani fa parte, risulta invece in linea con gli adempimenti: “I nostri uffici hanno fatto i compiti a casa, le rendicontazioni esistono”. Una puntualizzazione che mira a smentire accuse e ricostruzioni circolate sui social e in alcuni ambienti politici.
La critica alla Regione: “Se un territorio è inadempiente, si intervenga con i poteri sostitutivi”
Pur condividendo la volontà della Regione di chiedere al Governo una revisione delle regole, Siravo solleva una questione di responsabilità istituzionale: la Regione Campania ha esercitato fino in fondo i poteri di vigilanza e controllo?
Il sindaco ricorda che l’ordinamento prevede strumenti come i commissari ad acta e i poteri sostitutivi, da attivare quando un Ambito non riesce a rispettare gli obblighi amministrativi. “Se un ingranaggio si blocca e mette a rischio la vita dei disabili – afferma – l’autorità superiore ha il dovere di intervenire, non di aspettare che il problema si risolva da solo”.
“Chiedere chiarezza non è fare polemica”
Siravo respinge l’idea che la richiesta di trasparenza sulla governance degli Ambiti equivalga a creare tensioni politiche. “Pretendere che i conti siano in ordine e che la gestione amministrativa sia chiara – scrive – significa fare il proprio dovere di amministratori responsabili”. Chi confonde vigilanza tecnica e dissenso politico, aggiunge, “probabilmente sta solo cercando un alibi per coprire difficoltà gestionali”.
L’appello finale: “Sediamoci attorno a un tavolo. Le famiglie non possono aspettare”
La nota si chiude con un invito a deporre la propaganda e a lavorare insieme: “Mettiamo da parte i post-elettorali e le bandiere di partito. Se la burocrazia si ferma, non perde un sindaco o un assessore: perdono le famiglie”.
Un messaggio che richiama tutte le istituzioni – Comuni, Ambiti, Regione e Governo – a un’assunzione condivisa di responsabilità, affinché i servizi essenziali per le persone fragili non restino ostaggio di ritardi amministrativi o conflitti politici.







