Cava de’ Tirreni, nuova stangata al personale comunale: “Tagli del 30% a cascata, l’ennesimo colpo ai lavoratori già messi in ginocchio dai conti in rosso”
Il consigliere Pasquale Senatore denuncia l’ultima decisione dell’Amministrazione: una riduzione delle indennità che parte dai dirigenti e finisce dritta nelle tasche dei dipendenti. Un altro capitolo amaro per chi manda avanti il Comune mentre la città paga ancora le conseguenze di anni di dissesto strisciante
L’atmosfera nei corridoi del Comune di Cava de’ Tirreni, oggi, era quella delle giornate pesanti. Quelle in cui una comunicazione interna basta a far crollare il morale di un intero apparato amministrativo già provato da anni di sacrifici, tagli, blocchi e responsabilità crescenti. A scuotere il personale è stato il messaggio del consigliere comunale Pasquale Senatore, che ha informato dipendenti e dirigenti dell’ennesima decisione destinata a lasciare il segno: la conferma, da parte del sindaco Vincenzo Servalli, della proposta dell’Organismo Indipendente di Valutazione di ridurre del 30% le indennità di risultato dei dirigenti.
Una scelta che, come sempre accade, non resta confinata ai vertici. Perché, quando si parla di valutazioni e premi di risultato, il meccanismo è semplice e crudele: se il dirigente perde il 30%, anche i dipendenti perdono il 30%. Una cascata che non porta acqua, ma solo amarezza.
Senatore non usa mezzi termini e definisce l’atto “sciagurato”, sottolineando come il sindaco avrebbe potuto non recepire la proposta dell’OIV, oppure chiedere approfondimenti, oppure contestare i criteri. Invece no: i protocolli 26512, 26510, 26496 e 26505, tutti firmati oggi, certificano una scelta politica precisa, che arriva in un momento in cui il personale comunale è già allo stremo, tra carichi di lavoro aumentati e un clima amministrativo appesantito da anni di difficoltà finanziarie.
Il punto più controverso riguarda la motivazione del taglio: secondo l’OIV, i dirigenti non avrebbero raggiunto gli obiettivi legati ai tempi medi di pagamento delle fatture. Una valutazione che, sulla carta, sembra tecnica e oggettiva. Ma Senatore mette il dito nella piaga: quei ritardi non dipendono solo dai dirigenti, anzi spesso sono legati ai tempi del settore ragioneria, che materialmente dispone i pagamenti. In altre parole, si rischia di punire chi non ha colpe dirette, e di farlo in modo automatico, senza distinguere responsabilità, contesti, carenze strutturali o problemi organizzativi.
Il risultato è un personale che si sente ancora una volta penalizzato per inefficienze che non dipendono da lui. E la città, che da anni paga il prezzo di conti comunali in affanno, vede aggiungersi un altro tassello a un quadro già complicato: meno risorse per chi lavora significa meno serenità, meno motivazione, meno capacità di far funzionare una macchina amministrativa che, nonostante tutto, continua a reggere grazie alla professionalità e alla dedizione dei suoi dipendenti.
Il messaggio di Senatore, circolato rapidamente tra uffici e chat interne, ha il tono amaro di chi vede ripetersi uno schema ormai noto: quando c’è da tagliare, si parte sempre dal basso. E mentre la politica discute, litiga, si divide e si ricompone, a pagare sono sempre gli stessi. I lavoratori. Quelli che ogni giorno tengono aperti gli uffici, rispondono ai cittadini, gestiscono emergenze, mandano avanti servizi essenziali.
In una città che ancora porta addosso le cicatrici di anni di difficoltà finanziarie, questa nuova riduzione appare come l’ennesimo colpo inferto a un personale che avrebbe invece bisogno di stabilità, riconoscimento e strumenti adeguati per lavorare. E mentre la campagna elettorale sta per concludersi, il clima si fa sempre più teso: da un lato le promesse di rilancio, dall’altro decisioni che sembrano andare nella direzione opposta.
Oggi, a Cava de’ Tirreni, molti dipendenti si sono sentiti più soli. E più poveri. E la domanda che circola, sottovoce ma insistente, è sempre la stessa: quanto ancora potrà reggere una macchina comunale che continua a essere caricata di responsabilità mentre le risorse vengono sistematicamente ridotte?
Un interrogativo che, al di là delle polemiche politiche, riguarda il futuro stesso della città.







