Servalli, Metellia, Tolomeo e dintorni

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foto Gabriele Durante

Mettiamola così: negli ultimi tempi sembra che non ci sia una ciambella che al Sindaco Servalli esca col buco.

Lui fa quello che può, ma non gliene va bene una che sia una, specialmente per ciò che riguarda traffico, parcheggi, inquinamento, eccetera.

Sugli ultimi avvenimenti siamo stati fin troppo presenti, forse assillanti, specialmente sul contestato cordolo nei pressi della stazione ferroviaria, senza però cavare un ragnetto dal “pertugio”; sinceramente non è che noi cronisti siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti, anzi non ottenuti, il Comune, grazie ai “bravi ragazzi” si è chiuso a riccio, ha accusato il colpo ma ha fatto finta di niente, ed è stato sordo anche ai lamenti dei cittadini che, pure avendo firmato tanto di petizione, nemmeno hanno ottenuto nulla. E cordolo e paletti sono ancora lì.

Servalli tenta di recuperare grazie alla delibera adottata qualche giorno fa, che dà l’avvio al completamento del trincerone-sottovia con la realizzazione delle ulteriori opere che devono intercettare il traffico all’uscita del “fagiolo” e convogliarlo verso Via Randino; lavoro importante, ma dall’avvenire nebuloso e certamente non immediato, ma in campagna elettorale, ormai iniziata, tutto va bene.

In effetti ora la palla è trasferita alla Regione che dovrà intervenire non solo per il successivo finanziamento (si parla di circa 57.milioni di euro), ma anche per la redazione del progetto definitivo.

Non siamo delle Cassandre, ma conoscendo come vanno le cose in Italia, non so tra quanti anni sarà possibile vedere il progetto definitivo e quanti anni ancora dovranno passare per la gara di appalto, con probabili (certi) ricorsi al TAR, decisioni della Sovrintendenza, altri contenziosi, assegnazione dei lavori e avvio degli stessi.

Campa cavallo, chi ha una certa età e si illude di vedere i lavori almeno avviati, potrà avere soddisfazione, ma solo se esiste un’altra vita oltre questa: per il primo tratto sono trascorsi quarant’anni, mi accontenterei se gli altri venissero completati nella metà del tempo.

E fino ad allora ci terremo traffico congestionato, inquinamento, cordolo e via dicendo.

Frattanto, per tornare alla quotidianità, e al prologo di questo pezzo, sembra che anche la determinazione delle tariffe per l’utilizzo del riaperto parcheggio Tolomeo sia un problema, in quanto la Metellia Servizi, alla quale è affidata la gestione dell’area, ha fissato delle tariffe che contrastano con quelle deliberate dal Comune.

Infatti, sulla tabella affissa all’inizio dell’area, si leggono tariffe differenziate per quattro fasce orarie, e sono sorte le prime perplessità, le quali però sono cresciute allorquando il Sindaco Servalli, rispondendo su FB all’articolo pubblicato ieri dal nostro giornale, ha precisato che le tariffe deliberate sono diverse, e così la confusione è aumentata.

Il Sindaco precisa: 1,50 cent. tutta la giornata lavorativa. Per le persone che fanno la notte vicino ad un ammalato, 1 euro dalle 22.00 alle 8.00 del giorno dopo, il che smentisce quanto pubblicato da Metellia sia in termini di tariffe che di orari; il Sindaco aggiunge che le tariffe sono state fissate dalla Giunta con delibera n.282 del 28.11.2019, ma di questa delibera non ci sono tracce sul sito istituzionale.

E allora mi chiedo dove sia la verità: se qualcuno va in ospedale nella fascia oraria 7-13, dovrà pagare 0,50 secondo il tabellone, o 1,50 secondo il Sindaco?

E se qualcuno fa la notte per assistere un ammalato (anomalia tutta meridionale!) come fa ad avere la tariffa agevolata, chi controlla?

Sarebbe bene capire qual è la priorità di utilizzo di questo parcheggio, lasciato in eredità al Comune dal vulcanico Padre Gigino il quale sembra l’abbia realizzato senza le dovute autorizzazioni, tant’è che, allorquando i cavesi si sono liberati dell’incomodo frate, il Comune l’ha sequestrato, poi se n’è appropriato e lo ha riaperto.

Conoscerne la priorità della sua destinazione è di grande importanza: se prevale quella di metterlo prevalentemente al servizio dell’Ospedale, allora dovrebbe essere fatto un discorso di tariffazione unica, come per quello dell’Ospedale San Leonardo di Salerno (1,80 senza limite di orario), ma potrebbe pure essere applicata una tariffa simile durante il giorno, e un’altra nelle ore notturne.

Se, al contrario, non è destinato a servire l’ospedale, allora il discorso potrebbe cambiare: ma se così fosse sarebbe molto strano.

Un fatto è certo: la questione va chiarita, e al più presto. San Francesco e Sant’Antonio pensateci voi!

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