La Costiera ci sbatte la porta in faccia: Altobello inadeguata e Servalli dovrà rimettere insieme i cocci del Piano di Zona

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foto Angelo Tortorella

Uno scontro politico così forte, una rottura istituzionale tanto grave e per certi versi insanabile tra i Comuni della Costiera Amalfitana e quello di Cava de’ Tirreni, non si erano mai viste. Una circostanza simile, almeno fino a poco tempo fa, era assolutamente inimmaginabile.

Eppure ci siamo arrivati. L’Amministrazione Servalli è riuscita a far danni anche in questo. Ad incrinare profondamente i rapporti politici, istituzionali e forse anche personali con gli altri Comuni del Piano di Zona.

Uno sfascio completo, insomma.

Un tempo, ci riempivamo la bocca vantandoci di essere la porta d’ingresso alla Costiera Amalfitana. Ora quella porta a muso duro ce la sbattono in faccia. Di questo dobbiamo ringraziare il sindaco Servalli, l’assessore Altobello, il Pd cavese.

Un vero capolavoro. Non c’è che dire!

Nel comunicato stampa dei comuni rivieraschi vanno evidenziati alcuni passaggi.

Il primo. Viene chiarito in modo esplicito e netto che lo scontro è tra gli organismi politici. I comuni della Costiera, infatti, salvano, anzi, ringraziano i dirigenti comunali ed i dipendenti del Piano di Zona.

Più chiaro di così.

In altre parole, i comuni rivieraschi sembrano voler avvertire Servalli e Altobello che il giochetto di scaricare eventuali colpe e responsabilità su altri, non è per nulla praticabile e consentito.

Il secondo. E’ la durezza delle accuse rivolte al Comune metelliano: approssimazione, mancanza di serietà, immobilismo e strumentalizzazione politica.

Parole che pesano come macigni.

C’è da chiedersi: ma se si arriva a mettere per iscritto tutto ciò rispetto ad un altro Comune, peraltro quello più grande e capofila, allora vuol dire proprio che la misura è colma? Volendo essere più chiari, è palese che la sopportazione (forse anche le mortificazioni subite dai comuni rivieraschi) ha superato di molto il livello di guardia.

Il terzo. E’ quello più rilevante per i cittadini. Viene manifestata, infatti, una grave preoccupazione. Vale a dire che rimanendo questa situazione nel governo del Piano di Zona, potrebbero essere perdute le risorse del PNRR per il sociale.

Se davvero così sarà, il danno che ne deriverebbe per i cittadini di Cava, così come di quelli della Costiera, sarebbe enorme ed intollerabile. Questo soprattutto perché coinvolgerà in primo luogo le fasce sociali più deboli e disagiate.

In conclusione, l’auspicio è che tra i comuni del Piano di Zona torni se non l’idillio quantomeno un po’ di sereno. In pratica, almeno il ripristino di un minimo di collaborazione istituzionale e di relazioni politiche e personali possibilmente accettabili.

E’ inutile girarci intorno. Chi dovrà attivarsi per ricostituire un clima di amicizia e collaborazione fra i rappresentanti dei comuni dovrà essere per forza di cose il sindaco Servalli. E’ lui, e non altri, che dovrà cercare di rimettere insieme per quanto possibile i cocci.

I motivi sono evidenti.

Cava è il comune capofila. E’ anche quello messo sul banco degli imputati. L’assessore Altobello, poi, per i rilievi che le vengono mossi dalle sue colleghe della Costiera, non si è assolutamente rivelata all’altezza del ruolo ricoperto. Appare, anzi, del tutto inadeguata nel tessere appropriati rapporti istituzionali.

Per farla breve, il sindaco Servalli la smetta di baloccarsi in modo inopportuno e sconveniente con proposte provocatorie. Come quella del tutto improbabile, tanto per intenderci, di ridurre l’Ambito del Piano di Zona ai soli Comuni di Cava, Cetara e Vietri. Si attivi, invece, per ristabilire un po’ di armonia e di praticabilità politico-amministrativa tra la città metelliana e la Costiera.

Almeno per questa vicenda non aggiunga altri danni a quelli che finora ha già procurato alla nostra città.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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