Coronavirus, aggiornamenti normativi e comportamentali

0
82

Riepilogo:

A – Mascherine, tra solidarietà e mercato nero

B – Ordinanza sindacale di sanificazione dei condomini

 

 

A – Mascherine, tra solidarietà e mercato nero

Anche in questa emergenza derivante dal Covid-19 sono emerse opposte posizioni tra la solidarietà e l’affarismo tutt’altro che giustificato per le mascherine.

Uno dei primi suggerimenti dati dagli esperti per evitare il contagio è stato quello di utilizzare le mascherine a copertura di naso e bocca; certamente gli addetti ai lavori, medici, ricercatori, personale sanitario, ecc. conoscono bene i tipi di mascherine da adottare, ma ai cittadini non è stato chiarito il tipo da utilizzare.

Ovviamente il cittadino per prima cosa ha consultato il farmacista o il medico curante; i farmacisti hanno immediatamente esaurito le loro scorte, ovviamente limitate, il medico curante nella maggior parte dei casi non ha fornito adeguati suggerimenti; il cittadino, quindi, come al solito ha dovuto arrangiarsi e, non essendo ancora in vigore le rigide limitazioni successive degli spostamenti, ha incominciato a girare per reperirle, tra parafarmacie, supermercati, ferramenta, rivenditori di articoli per agricoltori e vivaisti, e ha avuto non poche difficoltà e trovarle

E’ scattata, a questo punto, la caccia alle inventive, al fai da te, e ciascuno ha fatto ciò che poteva: chi ha qualche nozione di sartoria ha utilizzato lenzuola ed elastico, qualcuno la carta da forno, insomma si è inventato qualcosa.

Quasi immediatamente è scattata la molla della solidarietà, qualche sartina e qualche merciaia hanno cominciato a confezionarle in casa e le hanno distribuite gratuitamente a parenti, vicini, amici e conoscenti; ci tengo a sottolineare “gratuitamente” perché questo dimostra quante persone siano desiderose di adoprarsi per gli altri, senza interessi personali, anzi rimettendoci anche materiale e lavoro, e a queste persone va la riconoscenza incondizionata di tutti.

A tal proposito e doveroso anche il riconoscimento e la gratitudine di tanti cittadini ad organizzazioni come la Croce Rossa Italiana, Mani Amiche, e di tante Associazioni di volontariato e aggregazione, come, ad esempio, Amici della Terza Età – Antico Borgo, e chi sa quante altre, che le hanno procurate e distribuite gratuitamente.

Ma, contemporaneamente è scattata la molla affaristica di qualche confezionatore locale che, vista la totale mancanza di mascherine sul mercato, ha pensato bene di confezionarle, ovviamente senza nessuna cognizione tecnica del tipo di tessuto da utilizzare, degli eventuali rivestimenti interni e di altri accorgimenti finalizzati a renderle effettivamente efficaci, in pratica ha cominciato a produrre su scala pseudo-industriale quelle che le sartine hanno confezionato in casa: con la differenza che le ha vendute privatamente ad un prezzo esagerato, anche 10 euro a pezzo, se non di più; abbiamo  calcolato che c’è stata una “ricarica”  di almeno 5 volte tanto; e vendute in nero.

Di tali prodotti non è stata trovata traccia nelle farmacie né parafarmacie, e non poteva essere altrimenti perché queste mascherine sono assolutamente prive delle caratteristiche sanitarie prescritte; tant’è che sulle bustine di plastica che le contengono non c’è nemmeno il codice a barre, assegnato ai prodotti legittimamente vendibili.

Comportamento scandaloso da rendere pubblico, del quale tanti sono rimasti vittima, benché consapevoli.

E a proposito di solidarietà umana, desidero ricordare un episodio del quale sono stato protagonista nelle giornate successive al terremoto del novembre 1980.

Superato il primo trauma delle micidiali scosse e quello di attraversare città piene di macerie, tutti fecero la corsa ad acquistare beni di prima necessità per evitare che finissero e diventasse difficoltoso trovarli successivamente.

All’epoca della Protezione Civile non c’era traccia, questa meritoria struttura venne creata proprio a seguito di quella catastrofe dal Commissario Straordinario Giuseppe Zamberletti, e, nonostante ci piangiamo sempre addosso (siamo un popolo di eterni scontenti a lamentosi) è una delle tante cose che funzionano bene in Italia; mancando, all’epoca,  la Protezione Civile non si intravedeva nessuna prospettiva di rifornimento degli esercizi commerciali, ed ecco perché in quei giorni si fece la corsa agli acquisti.

Allora acquistavo la carne presso la Macelleria Villani, a Pareti di Nocera Superiore, dove mi recai per approvvigionare me e i miei familiari, spendendo una notevole somma; ma all’atto del pagamento il proprietario non volle essere pagato, e mi disse: “lasciate stare, tenetevi i soldi, in questo momento possono servire per cose più urgenti”.

Indimenticabile, quando ci penso ancora mi commuovo.

 B – Ordinanza sindacale di sanificazione dei condomini

Mercoledì 24 marzo il Sindaco Servalli ha emanato una ordinanza per la sanificazione delle strutture condominiali.

Il giorno successivo, giovedì 25 marzo, ha emanato una ulteriore ordinanza modificativa della precedente, che rinnega buona parte dell’altra, attenuando la sostanza degli interventi e allungandone i tempi.

Vediamo come stanno le cose.

Il testo della prima ordinanza, la n. 129 del 24/3/2020, dispone di effettuare, entro 5 giorni “a valle delle più efficaci operazioni di detersione e disinfezione delle superfici”, interventi di sanificazione radicali, esplicitando che fosse eseguito da “ditta esecutrice”, che tale sanificazione dovesse essere successiva alla ordinaria pulizia fatta dai portieri o dalle imprese di pulizia, e indica anche i prodotti da utilizzare, e facendo intendere la opportunità di affidarsi ed imprese specializzate: in sostanza, il Sindaco ordina la sanificazione dopo la pulizia ordinaria per raggiungere anche zone non accessibili, e chiede che ciascun condominio di confermi con messaggio di posta certificata.

Ma il successivo 25/3/2020 viene emanata una ulteriore “ordinanza modificativa e integrativa”, la n. 29, che annulla gran parte di quello che è stato disposto nella precedente: il tempo di intervento si allunga a 8 giorni, non si fa intendere che venga fatto dopo le operazioni di pulizia, che non è indispensabile affidarsi ad imprese specializzate, ma che è comunque necessario giungere anche a zone difficilmente raggiungibili (ad esempio, la gabbia dell’ascensore, ndr).

Cerchiobottismo o semplice svista?

Sarebbe opportuno che il sindaco Servalli chiarisse.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.