Cava de’ Tirreni, la lapide violata… ripristinare il senso della memoria

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Una lapide violata! Non sappiamo le motivazioni, ma aver manomesso la targa commemorativa di Nunzia Maiorano è un gesto che dovrebbe far riflettere.

Non tanto perché qualcuno si è preso la briga di fare ciò che verosimilmente non farebbe mai a casa sua, ma soprattutto perché ha arrecato offesa alla vicenda storica così drammatica di una donna.

Oltraggiare la memoria: è come se si volesse cancellare quel bagaglio fatto di sogni infranti, sorrisi spezzati, lavoro compiuto, affetti donati e cercati che costituiscono la spina dorsale della vita di chiunque di noi.

E’ come se si volesse negare la storia con quello che essa significa, nelle sue luci e nelle sue ombre.

Le lapidi sono degli oggetti che probabilmente fra cent’anni saranno rimosse o andranno in fondo a qualche deposito, ma guai a lasciar cadere il loro messaggio… quante lapidi vediamo ancora in giro per Cava che ormai non dicono più niente a nessuno: quanta storia buttata nel cestino senza un minimo di riconoscenza.

La lapide sarà ripristinata (e ne siamo grati) ma occorre ripristinare il senso della memoria, il gusto del rispetto, la fatica dell’ascolto, la profezia del sognare, l’impegno della quotidianità.

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