Cava de’ Tirreni, finisce l’era dell’Amministrazione Servalli: il nulla mischiato al niente
Undici anni di una stagione giudicata disastrosa si chiudono con l’insediamento di Raffaele Giordano. Tra macerie amministrative, attese, prudenza e voglia di riscatto, la città prova a ripartire davvero
Questa mattina, con l’insediamento del nuovo sindaco Raffaele Giordano, si chiude finalmente una stagione politica estremamente negativa durata undici lunghi anni.
Da oggi il sindaco Servalli appartiene definitivamente al passato.
Un funzionario comunale mi ha scritto in privato con una proposta: celebrare la giornata di oggi, negli anni a venire, come la Festa della Liberazione metelliana. Esagerato? No, affatto.
Il sindaco Servalli è stata la peggiore sciagura che potesse capitare alla nostra città. Sciatteria, indolenza, inettitudine: sono stati i tratti distintivi del suo mandato, soprattutto negli ultimi cinque anni.
E i risultati parlano da soli: conti in rosso, ammanchi milionari, una macchina comunale squassata e indebolita, servizi sociali ridotti al minimo, la Metellia trasformata nel più odioso degli esattori, servizi spesso carenti e sempre più costosi. È ciò che ha prodotto un governo cittadino scadente e raffazzonato, privo di un progetto di sviluppo, capace solo di galleggiare per conservare poltrone e benefici.
Inevitabilmente, la città è stata abbandonata a sé stessa: insicura, sporca, chiassosa, senza futuro e senza speranza.
D’altronde, i dipendenti comunali hanno pagato più di chiunque altro: come personale costretto a lavorare in una struttura sempre più allo sbando e come cittadini. Hanno più di una ragione, dunque, per festeggiare questa liberazione dal governo Servalli, dai suoi fallimenti, dal suo fariseismo, dal suo buonismo peloso, dalle sue narrazioni insincere e strumentalmente edulcorate.
In sintesi, questa è stata l’Amministrazione Servalli.
Una nostra redattrice, tra le più colte e acute, mi ha suggerito un detto siciliano che, a suo avviso, fotografa alla perfezione l’era del sindaco Servalli: “Nuddu ammiscatu cu nenti”. Il nulla mischiato con il niente.
Ed è esattamente ciò che, sul piano politico e amministrativo, è stato Vincenzo Servalli. E questo “nulla mischiato con il niente” ha prodotto guasti che non spariranno con lui. Purtroppo. Ci vorrà tempo per rimettere ordine, e non sarà affatto semplice.
Il primo danno, strettamente politico prima ancora che elettorale, è la disintegrazione del centrosinistra metelliano, avvelenato dal poltronismo diventato metodo sistematico nel governo Servalli. L’ingarbugliata vicenda dell’ASCCCA, ancora attuale, sembra per certi versi rispondere proprio a questa logica.
Tra gli sconfitti della corte dei miracoli del fu sindaco Servalli c’è già chi schiuma rabbia e prova ad aizzare i cittadini metelliani contro i nuovi amministratori. È evidente – e comprensibile – la frustrazione di chi, per oltre dieci anni, non ha governato ma spadroneggiato a Palazzo di Città. Tuttavia i cavesi, con tutti i loro limiti e responsabilità, non hanno certo gli anelli al naso. Sanno benissimo che, dall’oggi al domani, la sosta selvaggia, la movida fracassona, le strade-groviera e tutto il resto non spariranno come per miracolo.
Nessuno ha la bacchetta magica.
Ci accontentiamo di un cambio di registro. Di un sindaco che va a Palazzo di Città non per cambiare aria, ma per farla cambiare. Più trasparenza, più legalità, più condivisione.
Ci accontentiamo di un primo cittadino che non siederà sulla poltrona per cercare una sistemazione più comoda e redditizia, ma per imprimere una marcia diversa all’azione amministrativa.
Certo, il neo‑sindaco Giordano sarà giudicato sui fatti, a partire dalla squadra e dalle persone che sceglierà ai vari livelli del governo cittadino. Diamogli tempo, pur sapendo che alcuni segnali devono arrivare subito.
L’impresa che lo attende è ardua, inutile negarlo.
In ogni caso, da oggi si apre una nuova era. Ed è già un fatto positivo. Per il resto, vedremo: valuteremo il lavoro dei nuovi amministratori strada facendo, con i piedi ben piantati per terra. Senza pregiudizi, ma anche senza illusioni. Con realismo e onestà intellettuale.
A prescindere.







