Cava, a proposito del traffico veicolare

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foto tratta da Fb

Non vorrei sembrare il classico “Pierino primo della classe”, ma vi sono cose sulle quali non si può non intervenire perché certi atteggiamenti, talvolta pessimi, di alcuni personaggi “politici”, gridano vendetta.

In un articolo pubblicato su questo giornale martedì 14 gennaio è stata fatta la cronaca di un blocco stradale, uno dei tanti, verificatosi nella stessa mattinata tra l’uscita del trincerone-sottovia all’incrocio con via Atenolfi, fino al piazzale della stazione ferroviaria, un tratto di 200 metri che a piedi si percorre in circa 3 minuti, in auto in tempi indefinibili.

Il blocco ha impedito ad una autoambulanza di intervenire con tempestività al capezzale di un ammalato, che aveva urgente bisogno di assistenza medica ospedaliera.

La cosa è stata segnalata dagli stessi operatori dell’ambulanza i quali hanno riferito: “Siamo stati costretti a ritardare gli interventi perché non potevamo deviare il traffico. E’ impensabile restringere una carreggiata (arteria stradale principale) in questo modo. Per evitare l’ingolfamento si dovrebbero eliminare gli stalli di sosta. Si è creato un imbuto totale senza via di fuga. Non oso immaginare quando ci troveremo davanti un camion o un pullman. Voglio ricordare agli organi preposti che il tempo è una variabile decisiva che può determinare la vita o la morte di una persona”.

Il semplice articolo di cronaca ha fatto andare su tutte le furie qualcuno dell’Amministrazione comunale, il quale ha accusato il cronista di aver detto sciocchezze, menzogne, che quel blocco non c’era mai stato, e che comunque un certo rallentamento era stato momentaneo e causato dalla installazione di un cordolo al centro della strada, come ben si vede nella foto a corredo di questo commento.

Non mi voglio dilungare in una sterile polemica con personaggi il cui atteggiamento può essere ben rappresentato dalle tre famose scimmiette, io non vedo, io non parlo, io non sento, alle quali sarebbe bene aggiungerne un’altra, io non capisco, e che sono stati già smentiti dalle testimonianze e dai fatti: anche la sera precedente, infatti, era capitata la stessa cosa coinvolgendo un’altra ambulanza, e c’è documentazione fotografica agli atti, fornita da un solerte cittadino.

E non mi voglio soffermare neanche sulla considerazione che certamente non è intelligente procedere alla installazione di un cordolo in piena mattinata, proprio nel momento di maggior traffico.

Preferisco, invece, soffermarmi proprio su quel cordolo che, come ben si vede nella foto, è dotato di paletti di plastica dura, inamovibili, posti in maniera tale da impedire o rendere assai difficoltoso che il cordolo possa essere superato, tal ché, anche in casi di estrema emergenza, i mezzi di soccorso (ambulanze, forze dell’ordine, vigili del fuoco, ecc.) rimangono imbottigliati.

Qualcuno, deridendo in maniera anche abbastanza pesante i collaboratori del sindaco Servalli, li definisce “bravi ragazzi”, termine che ad essi sembra non dispiacere, pure se, talvolta, può essere interpretato come “stupidotti, di scarsa intelligenza” e via di seguito.

Non vorrei che la definizione “bravi ragazzi” stesse a significare, da parte di chi l’ha coniata, qualcosa di simile, anche se, in presenza di certe scelte e certi comportamenti si addice, purtroppo, ottimamente.

Tornando al cordolo e paletti appena montati chiedo a chi di competenza: ma ci vuole un’attitudine particolare, una laurea specifica, magari un master post-laurea per comprendere che un aggeggio del genere, in un tratto di strada così densamente trafficato e in molte ore congestionato, costituisce un serio pericolo per le persone in quanto blocca anche i mezzi di emergenza?

Il cordolo a metà strada ha una sua logica, che può anche essere condivisibile, cioè obbligare il traffico veicolare a seguire due corsie contrapposte; ma questa buona intenzione non deve prescindere dalla necessità che i mezzi di soccorso debbano avere in ogni circostanza la possibilità di superarlo per compiere al meglio i loro interventi; e quei paletti non lo consentono; e allora, ben venga il cordolo, purché si tolgano i paletti.

Sarebbe preferibile, inoltre, per una migliore circolazione nei due sensi, che venissero soppresso gli stalli delle soste a pagamento posti sul lato sinistro direzione nord, e venissero ridotti anche alcuni tratti del marciapiede; in questo modo si allargherebbe la sede stradale carrozzabile.

Qualche decennio fa, epoca Amministrazione Fiorillo, una analoga iniziativa portò al montaggio di un cordolo, ma molto meno evidente e invasivo, formato dal solo separatore di gomma colore giallo-nero il quale, in caso di emergenza, poteva facilmente essere superato.

Ricordo che l’allora consigliere di opposizione, il Dott. Alfonso Laudato fece fuoco e fiamme per farlo rimuovere, proprio per non ostacolare la libera circolazione dei mezzi di soccorso nei casi di emergenza; l’amministrazione dell’epoca, pure se a malincuore, ritenne giustificata la motivazione e, nonostante il cordolo fosse facilmente superabile, decise di modificarlo.

Spero che ci sia qualcuno che chiarirà, non allo scrivente, ma alla cittadinanza intera, se, prima di deciderne la installazione di cordolo e paletti, è stata fatta una adeguata comparazione tra i benefici e i danni che può determinare.

Io e tantissimi altri attendiamo una risposta, che chi di competenza certamente non farà mancare… almeno si spera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ulisse – 15 gennaio 2020

A proposito del traffico veicolare

Di Nino Maiorino

 

Non vorrei sembrare il classico “Pierino primo della classe”, ma vi sono cose sulle quali non si può non intervenire perché la stupidità gratuita, talvolta cattiva, di alcuni personaggi “politici”, grida vendetta.

In un articolo pubblicato su questo giornale martedì 14 gennaio è stata fatta la cronaca di un blocco stradale, uno dei tanti, verificatosi nella stessa mattinata tra l’uscita del trincerone-sottovia all’incrocio con via Atenolfi, fino al piazzale della stazione ferroviaria, un tratto di 200 metri che a piedi si percorre in circa 3 minuti, in auto in tempi indefinibili.

Il blocco ha impedito ad una ambulanza di intervenire al capezzale di un ammalato, che aveva urgente bisogno di assistenza medica ospedaliera.

La cosa è stata segnalata dagli stessi operatori dell’autoambulanza i quali hanno riferito: “Siamo stati costretti a ritardare gli interventi perché non potevamo deviare il traffico. E’ impensabile restringere una carreggiata (arteria stradale principale) in questo modo. Per evitare l’ingolfamento si dovrebbero eliminare gli stalli di sosta. Si è creato un imbuto totale senza via di fuga. Non oso immaginare quando ci troveremo davanti un camion o un pullman. Voglio ricordare agli organi preposti che il tempo è una variabile decisiva che può determinare la vita o la morte di una persona”.

Il semplice articolo di cronaca ha fatto andare su tutte le furie qualcuno dell’amministrazione comunale il quale ha accusato la cronista di aver detto sciocchezze, menzogne, che quel blocco non c’era mai stato, e che comunque un certo rallentamento era stato momentaneo e causato dalla installazione di un cordolo al centro della strada, come ben si vede nella foto a corredo di questo commento.

Non mi voglio dilungare in una sterile polemica con personaggi il cui atteggiamento può essere ben rappresentato dalle tre famose scimmiette, io non vedo, io non parlo, io non sento, alle quali sarebbe bene aggiungerne un’altra, io non capisco, e che sono stati già smentiti dalle testimonianze e dai fatti: anche la, sera precedente, infatti, era capitata la stessa cosa coinvolgendo un’altra ambulanza, e c’è documentazione fotografica agli atti, fornita da un solerte cittadino.

E non mi voglio soffermare neanche sulla considerazione che certamente non è intelligente procedere alla installazione di un cordolo in piena mattinata, proprio nel momento di maggior traffico.

Preferisco, invece, soffermarmi proprio su quel cordolo che, come ben si vede nella foto, è dotato di paletti di plastica, inamovibili, posti in maniera tale da impedire che il cordolo possa essere superato, talché, anche in casi di estrema emergenza i mezzi di soccorso (ambulanze, forze dell’ordine, vigili del fuoco, ecc.) rimangono imbottigliati.

Qualcuno, deridendo in maniera anche abbastanza pesante i collaboratori del Sindaco Servalli, li definisce “bravi ragazzi”, termine che ad essi sembra non dispiacere, pure se, talvolta, tale espressione mi riporta ad un’altra di parecchi decenni addietro, esattamente al 28 ottobre 1958, allorquando sul Trono di Pietro salì Papa Giovanni XXIII, il 261° Papa della Chiesa cattolica, da tantissimi definito “il Papa buono”, in quanto era la incarnazione del bravo nonno, affettuoso e premuroso (chi non ricorda i messaggi inviati ai bambini, come “Tornando a casa date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa”); ma nell’ambito del Vaticano tanti lamentarono che il termine “buono” non si confaceva ad un Pontefice in quanto poteva essere interpretato come “stupidotto, di scarsa intelligenza” e via di seguito.

Non vorrei che la definizione “bravi ragazzi” stesse a significare, da parte di chi l’ha coniata, qualcosa di simile, anche se, in presenza di certe scelte e certi comportamenti si addice, purtroppo, ottimamente.

Tornando al maledetto cordolo e paletti appena montati chiedo a chi di competenza: ma ci vuole un’attitudine particolare, una laurea specifica, magari un master post-laurea per comprendere che un aggeggio del genere, in un tratto di strada così densamente trafficato e in molte ore congestionato, costituisce un serio pericolo per le persone in quanto blocca anche i mezzi di emergenza?

Il cordolo a metà strada ha una sua logica, che può anche essere condivisibile, cioè obbligare il traffico veicolare a seguire due corsie contrapposte; ma questa buona intenzione non deve prescindere dalla necessità che i mezzi di soccorso debbano avere in ogni circostanza la possibilità di superarlo per compiere al meglio i loro interventi; e quei paletti non lo consentono; e allora, ben venga il cordolo, purché si tolgano i paletti.

Sarebbe preferibile, inoltre, per una migliore circolazione nei due sensi, che venissero soppresso gli stalli delle soste a pagamento posti sul lato sinistro direzione nord, e venissero ridotti anche alcuni tratti del marciapiede; in questo modo si allargherebbe la sede stradale carrozzabile.

Qualche decennio fa, epoca amministrazione Fiorillo, una analoga iniziativa dell’amministrazione portò al montaggio di un cordolo, ma molto meno evidente e invasivo, formato dal solo separatore di gomma colore giallo-nero il quale, in caso di emergenza, poteva facilmente essere superato.

Ricordo che l’allora Consigliere di opposizione, il Dott. Alfonso Laudato fece fuoco e fiamme per farlo rimuovere, proprio per non ostacolare la libera circolazione dei mezzi di soccorso nei casi di emergenza; l’amministrazione dell’epoca, pure se a malincuore, ritenne giustificata la motivazione e, nonostante il cordolo fosse facilmente superabile, decise di modificarlo.

Spero che ci sia qualcuno che chiarirà, non allo scrivente, ma alla cittadinanza intera, se, prima di deciderne la installazione di cordolo e paletti, è stata fatta una adeguata comparazione tra i benefici e i danni che può determinare.

Io e tantissimi altri attendiamo una risposta, che chi di competenza certamente non farà mancare …almeno si spera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ulisse – 15 gennaio 2020

A proposito del traffico veicolare

Di Nino Maiorino

 

Non vorrei sembrare il classico “Pierino primo della classe”, ma vi sono cose sulle quali non si può non intervenire perché la stupidità gratuita, talvolta cattiva, di alcuni personaggi “politici”, grida vendetta.

In un articolo pubblicato su questo giornale martedì 14 gennaio è stata fatta la cronaca di un blocco stradale, uno dei tanti, verificatosi nella stessa mattinata tra l’uscita del trincerone-sottovia all’incrocio con via Atenolfi, fino al piazzale della stazione ferroviaria, un tratto di 200 metri che a piedi si percorre in circa 3 minuti, in auto in tempi indefinibili.

Il blocco ha impedito ad una ambulanza di intervenire al capezzale di un ammalato, che aveva urgente bisogno di assistenza medica ospedaliera.

La cosa è stata segnalata dagli stessi operatori dell’autoambulanza i quali hanno riferito: “Siamo stati costretti a ritardare gli interventi perché non potevamo deviare il traffico. E’ impensabile restringere una carreggiata (arteria stradale principale) in questo modo. Per evitare l’ingolfamento si dovrebbero eliminare gli stalli di sosta. Si è creato un imbuto totale senza via di fuga. Non oso immaginare quando ci troveremo davanti un camion o un pullman. Voglio ricordare agli organi preposti che il tempo è una variabile decisiva che può determinare la vita o la morte di una persona”.

Il semplice articolo di cronaca ha fatto andare su tutte le furie qualcuno dell’amministrazione comunale il quale ha accusato la cronista di aver detto sciocchezze, menzogne, che quel blocco non c’era mai stato, e che comunque un certo rallentamento era stato momentaneo e causato dalla installazione di un cordolo al centro della strada, come ben si vede nella foto a corredo di questo commento.

Non mi voglio dilungare in una sterile polemica con personaggi il cui atteggiamento può essere ben rappresentato dalle tre famose scimmiette, io non vedo, io non parlo, io non sento, alle quali sarebbe bene aggiungerne un’altra, io non capisco, e che sono stati già smentiti dalle testimonianze e dai fatti: anche la, sera precedente, infatti, era capitata la stessa cosa coinvolgendo un’altra ambulanza, e c’è documentazione fotografica agli atti, fornita da un solerte cittadino.

E non mi voglio soffermare neanche sulla considerazione che certamente non è intelligente procedere alla installazione di un cordolo in piena mattinata, proprio nel momento di maggior traffico.

Preferisco, invece, soffermarmi proprio su quel cordolo che, come ben si vede nella foto, è dotato di paletti di plastica, inamovibili, posti in maniera tale da impedire che il cordolo possa essere superato, talché, anche in casi di estrema emergenza i mezzi di soccorso (ambulanze, forze dell’ordine, vigili del fuoco, ecc.) rimangono imbottigliati.

Qualcuno, deridendo in maniera anche abbastanza pesante i collaboratori del Sindaco Servalli, li definisce “bravi ragazzi”, termine che ad essi sembra non dispiacere, pure se, talvolta, tale espressione mi riporta ad un’altra di parecchi decenni addietro, esattamente al 28 ottobre 1958, allorquando sul Trono di Pietro salì Papa Giovanni XXIII, il 261° Papa della Chiesa cattolica, da tantissimi definito “il Papa buono”, in quanto era la incarnazione del bravo nonno, affettuoso e premuroso (chi non ricorda i messaggi inviati ai bambini, come “Tornando a casa date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa”); ma nell’ambito del Vaticano tanti lamentarono che il termine “buono” non si confaceva ad un Pontefice in quanto poteva essere interpretato come “stupidotto, di scarsa intelligenza” e via di seguito.

Non vorrei che la definizione “bravi ragazzi” stesse a significare, da parte di chi l’ha coniata, qualcosa di simile, anche se, in presenza di certe scelte e certi comportamenti si addice, purtroppo, ottimamente.

Tornando al maledetto cordolo e paletti appena montati chiedo a chi di competenza: ma ci vuole un’attitudine particolare, una laurea specifica, magari un master post-laurea per comprendere che un aggeggio del genere, in un tratto di strada così densamente trafficato e in molte ore congestionato, costituisce un serio pericolo per le persone in quanto blocca anche i mezzi di emergenza?

Il cordolo a metà strada ha una sua logica, che può anche essere condivisibile, cioè obbligare il traffico veicolare a seguire due corsie contrapposte; ma questa buona intenzione non deve prescindere dalla necessità che i mezzi di soccorso debbano avere in ogni circostanza la possibilità di superarlo per compiere al meglio i loro interventi; e quei paletti non lo consentono; e allora, ben venga il cordolo, purché si tolgano i paletti.

Sarebbe preferibile, inoltre, per una migliore circolazione nei due sensi, che venissero soppresso gli stalli delle soste a pagamento posti sul lato sinistro direzione nord, e venissero ridotti anche alcuni tratti del marciapiede; in questo modo si allargherebbe la sede stradale carrozzabile.

Qualche decennio fa, epoca amministrazione Fiorillo, una analoga iniziativa dell’amministrazione portò al montaggio di un cordolo, ma molto meno evidente e invasivo, formato dal solo separatore di gomma colore giallo-nero il quale, in caso di emergenza, poteva facilmente essere superato.

Ricordo che l’allora Consigliere di opposizione, il Dott. Alfonso Laudato fece fuoco e fiamme per farlo rimuovere, proprio per non ostacolare la libera circolazione dei mezzi di soccorso nei casi di emergenza; l’amministrazione dell’epoca, pure se a malincuore, ritenne giustificata la motivazione e, nonostante il cordolo fosse facilmente superabile, decise di modificarlo.

Spero che ci sia qualcuno che chiarirà, non allo scrivente, ma alla cittadinanza intera, se, prima di deciderne la installazione di cordolo e paletti, è stata fatta una adeguata comparazione tra i benefici e i danni che può determinare.

Io e tantissimi altri attendiamo una risposta, che chi di competenza certamente non farà mancare …almeno si spera.

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