COMUNALI 2020 Antonello Barretta: “Programma chiaro e attuabile e capacità di coinvolgere”

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foto Gabriele Durante

Gli amministratori comunali  devono saper aprirsi al contributo di tutti, in primis i consiglieri comunali, ma anche le associazioni, i comitati, secondo il principio di sussidiarietà verticale.

Il viaggio di Ulisse sulla politica cittadina in vista delle prossime comunali prosegue con Antonello Barretta, cavese di adozione,  dirigente della Giunta regionale della Campania attualmente nell’ambito della Direzione Generale del Ciclo integrato delle acque, rifiuti e valutazioni e autorizzazioni ambientali, dal maggio 2017 dirige l’Unità Operativa Dirigenziale per le Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti di Avellino. E’ stato tra i fondatori alcuni mesi fa e presiede l’associazione civica politico-culturale metelliana “Incontri”.

 

Tenendo presente alcune linee guida, come il pragmatismo, la necessità del buon governo e della buona politica, da dove si deve partire per costruire una proposta politica alternativa all’attuale governo municipale?

Senza tradire le regole della democrazia rappresentativa, prima fra tutte quella che la vede come l’esatto contrario di ogni velleità plebiscitaria, occorre tuttavia avvicinare nuovamente alla gestione della cosa pubblica ed alle proposte e prospettive di sviluppo della città quella gran parte della società cavese che in questi anni si è voltata dall’altra parte e non ha partecipato, in uno alle nuove generazioni, entrambi depositari, di una grande esperienza e conoscenza i primi, e di propulsione e innovazione i secondi, assolutamente indispensabili per il rilancio della città.

Rinnovamento, cambiamento, discontinuità  e poi, da ultimo, anche la svolta buona dopo essere passati per rottura e rottamazione, sono parole ormai abusate ed logore, forse perfino fuorvianti se non prive di senso. Allora, una nuova proposta politica come la possiamo connotare?

Le problematiche esistenti, complesse ed articolate, richiedono una conoscenza approfondita, ed in tal senso occorre recuperare esperienze politiche ed amministrative, che costituiscano un terreno fertile per avviare un  programma di governo concreto ed attuabile, da parte dei tanti giovani interessati e ricchi di grandi potenzialità.

Partiamo dalla scelta degli uomini. Quali sono i requisiti ideali per essere candidato a sindaco? E come si arriva alla scelta di un candidato sindaco?

Un primo cittadino che svolga il suo lavoro con spirito di servizio, capace, quindi, di ascoltare e di incarnare i valori del territorio, ma anche capace di fare, di costruire intorno a sé un team efficiente, di predisporre percorsi di sviluppo della città e di farlo insieme ai cittadini. Ai partiti politici, associazioni e comitati di cittadini l’onere ed onore di indicare la figura che rappresenti al meglio i vari aspetti della società cavese.

E per i candidati a consigliere comunale? C’è qualche controindicazione, in altre parole qualche ragione ostativa all’ingresso in lista di un candidato?

Le recenti cronache giudiziarie che hanno interessato la città, pur nel rispetto del principio di innocenza fino a sentenza definitiva, impongono alle forze politiche ed ai comitati ed associazioni che si propongono per il governo della stessa, di verificare prioritariamente l’assenza di infiltrazioni criminali o di interessi particolari significativamente contrari ed opposti agli interessi pubblici. Per il resto, la partecipazione civile costituisce elemento di vitalità della democrazia e del tessuto sociale della città.

Partiti, movimenti civici, associazioni politiche: come si mettono insieme in un progetto politico? Formando una lista unitaria o più liste, distinte tra partiti e civici?

Le modalità di partecipazione possono essere le più varie, purché identificate in un progetto unitario e coerente di sviluppo della città.

Molte liste in competizione portano più partecipazione e voti o solo confusione, polverizzazione e soprattutto abbassamento del livello qualitativo del personale politico?

Sarebbe utile una prima selezione da parte dei soggetti politici, tuttavia ritengo che l’ampia partecipazione possa costituire elemento di qualificazione civile di una società. Peraltro gli elettori sono sufficientemente intelligenti per esprimere al meglio le loro preferenze.

E la Giunta, quali dovrebbero essere i criteri di selezione degli assessori e quali i requisiti che devono possedere?

E’ necessario il giusto equilibrio tra consenso elettorale e competenza tecnica.

I componenti della Giunta vanno indicati prima delle elezioni?

Per quanto detto in precedenza, non necessariamente. Potrebbero indicarsi tuttavia, alcune personalità con specifiche competenze tecniche per il raggiungimento di obiettivi programmatici indicati nel progetto di città.

Il buon governo spesso viene messo in discussione dalla mancanza di chiarezza nella definizione dei ruoli, dei poteri e dei rapporti che devono intercorrere tra sindaco, assessori e consiglieri. Insomma, gli equilibri sono molto difficili da raggiungere e tenere tra le varie componenti della maggioranza. Qual è il modo migliore per ovviare a questa oggettiva difficoltà?

Occorre innanzitutto un programma di governo chiaro ed attuabile, e conseguentemente il pieno coinvolgimento di tutti. Ho avuto varie esperienze dirette di amministrazione comunale, per aver svolto per oltre dieci anni il ruolo di segretario comunale, e posso dire che il primo impatto, con le difficoltà quotidiane, porta molto spesso il sindaco e gli assessori a “chiudersi”, immaginando di essere più rapidi nella risoluzione delle problematiche. La risposta deve essere esattamente l’opposta, aprirsi al contributo di tutti, in primis i consiglieri comunali, ma anche le associazioni, i comitati, secondo il principio di sussidiarietà verticale.

Veniamo al programma. Innanzi tutto, come si procede alla sua stesura? E quali i punti, diciamo almeno cinque, più qualificanti a suo avviso?

Come detto in precedenza, occorre approfondire le problematiche in quanto complesse ed articolate. Come Associazione “ Incontri “,  abbiamo scelto la modalità del confronto diretto con i cittadini, attraverso una serie di appuntamenti tematici, a partire dalla gestione dei rifiuti, tenutosi lo scorso giugno. A fine settembre organizzeremo un incontro sul PUC  e sviluppo del territorio, a seguire l’ospedale, il lavoro, la sicurezza urbana e sociale, incluso il dopo di noi, il decoro urbano, l’impiantistica sportiva e gli spazi culturali per i giovani. Le conclusioni, proposte ed analisi, saranno la base di un concreto programma di governo della città.

Su alcune questioni, come ad esempio l’abusivismo edilizio, l’organizzazione comunale, la gestione dei rifiuti, la lotta agli sprechi e la revisione della spesa, la sicurezza e la mobilità urbana, è necessario un linguaggio di verità. Quali le parole giuste?

La conoscenza dei fenomeni, come detto in precedenza, e poi “coraggio” e “capacità di andare oltre l’ostacolo”, anche attraverso soluzioni innovative.

Uno slogan per la campagna elettorale nel quale i cavesi potrebbero riconoscersi?

“Cava piccola Svizzera”. Tornare ad essere la città che era conosciuta in tutto il mondo per i suoi saperi, l’eccellenza dei servizi e la dinamicità ed originalità delle sue attività produttive.

 

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