Cava, la politica di un posto al sole

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foto di Angelo Tortorella

Confesso che mi ha colpito più il mancato rinnovo dell’incarico di collaboratore nello Staff del Sindaco di Tito Mondany piuttosto che la nomina di Massimiliano Di Matteo, già consigliere comunale di opposizione e primo dei non eletti della lista Unione Popolare.

Mi spiego. Non avrei mai immaginato che il sindaco Servalli facesse fuori Mondany, una sorta di “boss” dello staff e, per come appariva a molti, il vero guardia spalle del Sindaco. E poi, per quello che si vociferava, Mondany era una nomina voluta dal Supremo, Vincenzo De Luca. Anzi, le mali voci indicavano nel salernitano Mondany la longa manus di De Luca, in pratica, il guardiano, il controllore dell’operato di Servalli.

Cosa sarà successo? Mondany ha perso l’appoggio di De Luca? O magari tutto quel che si diceva sul suo conto, di essere cioè gli occhi e la voce di De Luca, era solo pure fantasia e cattiveria? O magari Servalli, iniziando il secondo mandato, ha compiuto questo gesto clamoroso per dimostrare urbi et orbi di essersi affrancato dal padrone politico salernitano?

Mah, chissà, tutto può essere. Forse un giorno, ma ne dubito, ne verremo a conoscenza. Per ora prevalgono senza rivali lo stupore e le congetture.

La nomina di Di Matteo sorprende sì, ma non più di tanto, nel senso che è evidente come Servalli dovrà pagare più di qualche cambiale politica.

Diciamoci la verità, il primo cittadino metelliano ha saputo mettere su un’alleanza particolarmente larga ed inclusiva. Dal punto di vista elettorale la sua è stata un’operazione valida e vincente, che ha fatto da contraltare alle incertezze e all’immobilismo del centrodestra. E’ scontato, però, che mettere insieme tanta gente, anche di tradizioni e culture poltiche diverse, comporta di dover pagare pegno. Per farla breve, Servalli, che è molto bravo a dire sì a tutti o quasi, ha in questi ultimi mesi per forza di cose creato aspettative più che legittime cui dovrà dare risposte. E’ iniziato con Di Matteo e con la scontata ma non meno inopportuna riconferma nello staff di Annalaura Ferrara, tra i primi non eletti del Pd, ma questa distribuzione di prebende politiche continuerà nel tempo.

Come è sempre stato, del resto, e come, purtroppo, sempre sarà. Insomma, la politica del posto al sole è vecchia quanto l’uomo e le sue manifestazioni di potere.

Proprio per questo, l’auspicio è che in questa giostra, da destra a sinistra, nessuno si strappi le vesti da verginella. La verginità, soprattutto in politica, è una condizione assolutamente inesistente.

Detto ciò, ma davvero Di Matteo ha tradito gli elettori? Forse sì, perché rinuncia a rappresentarli nell’assise municipale. Forse no, perché probabilmente ha più possibilità di tornare utile alla città in generale, e quindi ai suoi elettori in particolare, assolvendo il ruolo per cui riceve anche uno stipendio.

In ultimo, al di là delle legittime valutazioni negative in termini di opportunità politica e di etica, c’è da dire che nello staff del sindaco Servalli entra a far parte indubbiamente una persona, anzi, un professionista, che ha competenze, ma più ancora esperienza politica ed amministrativa. Da questo punto di vista e soprattutto di questi tempi, in cui spesso si ricevono incarichi pubblici senza avere alcuna capacità, qualificazione ed esperienza, se non il discutibile merito di essere dei fedelissimi e degli yes man, almeno quella di Di Matteo appare una scelta felice.

Non resta, quindi, che fargli gli auguri e valutarlo per la qualità dell’apporto che saprà dare al nostro primo cittadino e alla città.

E… ovviamente, vediamo ora cos’altro il sindaco-prestigiatore Servalli tirerà o sarà costretto a tirar fuori dal cilindro!

Il cilindro del potere, s’intende.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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