Cava, Enrico Bastolla chiede il commissariamento del PD cittadino

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l'ex assessore Enrico Bastolla

Continua, senza esclusione di colpi, la guerra tra l’ex assessore della giunta Servalli, Enrico Bastolla, e l’Amministrazione comunale cavese.

Dopo il botta e risposta dei giorni passati tra i vari protagonisti (Sindaco, consiglieri comunali PD e UDC e lo stesso Bastolla), adesso si passa all’artiglieria pesante.

E’ di poco fa la notizia della richiesta di commissariamento ad horas della sezione del PD metelliano, da parte dell’ex assessore Bastolla, per “comportamento poco ortodosso dell’intero Consiglio direttivo, di cui fanno parte gli stessi Consiglieri comunali di maggioranza, insieme al Sindaco”.

Bastolla parla di violazione all’art. 17 dello Statuto del Partito Democratico e di anomalie evidenti, nonché gravi e ripetute omissioni del Codice etico, nella considerazione, tra l’altro, che da parte dei consiglieri UDC di Cava, facenti parte della maggioranza di governo, si è messa in atto una manifesta campagna elettorale finalizzata a caldeggiare le candidature a Camera e Senato di persone che sono espressione del centrodestra.

Nel documento Bastolla premette che è tesserato nel PD dal 2008 ed è stato componente del Consiglio Direttivo della sezione di Cava del partito. Fa, poi, riferimento al fatto che nella maggioranza consiliare vi siano due consiglieri appartenenti all’are UDC, facenti riferimento a Lorenzo Cesa che è parte integrante del centrodestra nazionale, e che in occasione dell’ultimo Consiglio comunale risalente al 2 febbraio scorso, è stata nominata assessore alla Partecipate la dott.ssa Ida Damiani, sempre espressione dell’UDC, che ha presenze importanti anche nel sottogoverno cittadino.

Infine, Enrico Bastolla sottolinea il fatto che i consiglieri UDC sono, ad oggi, impegnati a fare campagna elettorale per il centrodestra. Comportamento, denuncia Bastolla nella nota, poco etico, che può inficiare non di poco ed in maniera negativa, il risultato elettorale del 4 marzo in città per il Partito Democratico.

Queste sono, in sintesi, le ragioni che lo hanno portato a fare la suddetta richiesta di commissariamento del PD cavese. Istanza sicuramente forte che, ne siamo certi, creerà non poche repliche dure. Non sta a noi giudicare se la sua decisione sia giusta o meno, certo è che ha colpito nel nerbo scoperto della questione, nell’anomalia del sistema: un partito che fa parte della compagine di governo cittadina e che, contemporaneamente fa campagna elettorale per l’area opposta a livello nazionale, in quella che è, sicuramente, l’ora più buia del PD.

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