Cava de’ Tirreni, la trovata di Servalli & C.: la “chatgate” come arma di distrazione di massa

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Era da una settimana che si mormorava di una “chatgate” in salsa locale. Per la precisione, di uno scambio di messaggi su whatsapp tra esponenti dell’opposizione e alcuni dirigenti comunali. Il tema? Mandare a casa Servalli e i suoi. A quante pare, questa chat privata era stata poi diffusa, non si sa bene da chi e per quale ragione (per errore o scientemente) ad altri destinatari.

Questo a grandi linee. Il tutto avvolto in una nebbia indefinita, fra supposizioni, molti si dice e poche certezze.

La maggioranza di Servali ci ha impiegato una settimana per tirar fuori, oggi, un comunicato stampa di cui si parla di questa vicenda clicca qui per leggere in modo particolarmente criptico. Addirittura lo si vuol far passare come un’operazione di verità, ma la lettura del comunicato fa aumentare i dubbi a chi già sapeva qualcosa. Peggio ancora, non fa capire letteralmente nulla a chi è del tutto all’oscuro della vicenda. Tant’è che scrivo queste righe con almeno un paio di ore di ritardo. Ho perso tempo, infatti, per dare qualche lume ad amici e qualche collaboratore che mi hanno compulsato in proposito chiedendo spiegazioni.

Dal comunicato si apprende che c’è un esponente dell’opposizione che, con linguaggio colorito e, diciamo pure, gladiatorio, delinea uno scenario politico di pressione e attacchi all’attuale Amministrazione comunale metelliana con un obiettivo chiaro e legittimo: mandare a casa anticipatamente Servalli e i suoi.

Fin qui, nulla di strano. Dal comunicato non si evince affatto chi siano gli altri interlocutori. E la cosa non è per nulla irrilevante. Ammesso che questa chat sia vera e non ci sia stata alcuna manipolazione, se gli interlocutori sono altre figure politiche di opposizione, non si capisce dove sia questo disegno criminoso.

Allora, c’è da pensare che siano davvero dei dirigenti comunali infedeli? Se sì, nel comunicato, per ragioni di comprensione, almeno si poteva dare un’indicazione del genere, senza per questo fare i nomi.

E se davvero sono dirigenti comunali, allora Servalli il problema ce l’ha nel palazzo e non fuori. E dal palazzo, non dalla magistratura, che deve avere delle risposte. Servalli, in questo caso, se ha gli attributi, sollecitasse un’inchiesta interna con eventuali ricadute disciplinari. In tal senso, il Comune di Cava de’ Tirreni ce l’ha sempre un Segretario Generale e un Dirigente al Personale? Cosa aspettano, se quel che si mormora risponde al vero, ad avviare un procedimento disciplinare?

Se poi questo disegno criminoso di cui si scrive è fuffa, insomma, se non ci sono riscontri seri e certezze, allora meglio non gridare al lupo. Non fosse altro per non venir poi presi a sberleffi.

Ad ogni modo, l’auspicio è che almeno ai magistrati siano stati dati riscontri più attendibili e meno vaghi. E se davvero c’è qualcosa di veramente grave e serio, attendiamo che ci sia la necessaria pulizia a Palazzo di Città.

Per quello che Servalli e i suoi danno oggi in pasto all’opinione pubblica cavese, c’è molta propaganda e vittimismo a buon mercato.

Da vecchio democristiano, che da giovane suo malgrado ha vissuto gli anni di piombo, questo comunicato mi ricorda le vibranti proteste, negli anni successivi e a noi molto più vicini,  per  taluni episodi da classificare comunque come “vile attentato fascista”. Un cliché. Per poi scoprire, in qualche caso, che qualcuno era stato bastonato non perché comunista, ma magari solo per aver insidiato la morosa di un giovanotto geloso e sin troppo esuberante.

In conclusione, sarà tutto vero, ma quel che emerge adesso è che questa operazione più che di verità sembra per così dire un’arma di distrazione di massa.

Un modo, insomma, per distrarre l’attenzione dei cavesi dai veri problemi dai quali sono quotidianamente afflitti.

E che in buona parte hanno un nome: bilancio comunale in profondo rosso.

E un cognome: Servalli e la sua maggioranza.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

1 commento

  1. Che c’è un Tam Tam continuo, non solo da parte di chi usa linguaggi forti, ma anche da molti giornalisti locali, non solo di quelli che scrivono e ci mettono il proprio nome, ma di quelli che usano pseudonimi e su Facebook si sentono giornalisti o grandi scrittori. Vi è un’altra categoria che imitando i giovani, “si dice “ hanno costituito un gruppo chiuso su watt app si scambiano messaggi e nel contempo inglobano altri nel gruppo. Non vi è nulla di illegale, ma usare parole che rasentano l’illegalità non credo che sia onesto. Se come scrivi, ci sono anche dirigenti o dipendenti comunali che informano il gruppo di tutto quello che succede nel comune, ma da come stanno andando le cose, ed è sotto gli occhi di tutti, costoro hanno vita facile. Il dato politico è che nonostante tutto, questi oppositori ci stanno riuscendo. Giorno dopo giorno aumenta la schiera di chi pur non conoscendo i fatti, sollecitato da questi informatori si scagliano contro l’amministrazione. Se attivare un semaforo serve solo a penalizzare i cittadini, non perché passano con il rosso, ma anche se passano con il giallo diventa una pura persecuzione.. Capisco il codice della strada, capisco tutto, ma le migliaia di multe che sono arrivate di cui la totale maggioranza sono il transito per il semaforo giallo, non fanno altro che acuire il dissenso contro l’amministrazione e in special modo contro il sindaco.

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