A colloquio con Antonello Barretta: “Il dibattito sui temi importanti della città è pressoché assente”

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foto Gabriele Durante

Appena pochi giorni fa ha presentato la nuova associazione politico culturale-cittadina da lui fondata e presieduta, Incontri. Antonello Barretta, cavese di adozione da un bel po’ di anni,  è però soprattutto un dirigente della Giunta regionale della Campania dal 2005, attualmente nell’ambito della Direzione Generale del Ciclo integrato delle acque, rifiuti e valutazioni e autorizzazioni ambientali, con una lunga esperienza nella Pubblica Amministrazione.  In precedenza, infatti, ha ricoperto il ruolo di Segretario Comunale fino alla qualifica di Segretario Generale. Per tre anni, inoltre, è stato Commissario straordinario dell’Ente provinciale di Promozione Turistica di Benevento. Docente del Formez in materia di enti locali ed autorizzazioni ambientali, dal maggio 2017 dirige l’Unità Operativa Dirigenziale per le Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti di Avellino. Ora la presidenza di un’associazione civica, quasi una discesa in campo.

E partiamo proprio da quest’ultima iniziativa, chiedendo al dottore Barretta, visto che in città ce ne sono già tante, perché l’esigenza di una nuova associazione politico-culturale? Forse anche perché ognuna si coltiva il proprio orticello e quindi…

I partiti politici, sia a livello nazionale che locale, hanno in gran parte smarrito la loro spinta propulsiva; il dibattito sui temi importanti della città è pressoché assente, di qui la necessità di uno “strumento” di analisi, approfondimento ed elaborazione di proposte,  nonché di selezione e formazione di una nuova classe dirigente.

Perché il nome Incontri? E chi sono i suoi fondatori e a chi si rivolge? E i fini, non solo quelli scritti nello statuto, quali sono?

Siamo un gruppo di donne e di uomini, di diversa estrazione culturale e professionale, che amano la propria città, e ritengono necessario dare nuovo impulso, attraverso il confronto democratico e la logica della condivisione, all’approfondimento dei vari temi di interesse collettivo, anche con il coinvolgimento di quella parte viva e forte della città, che in questi ultimi anni ha scelto di non partecipare.

Ci dica la verità, non è che vi state preparando alle prossime elezioni comunali del 2020?

E’ prematura ogni valutazione in merito, di certo cercheremo di incidere “sull’agenda delle cose da fare”, anche in considerazione che molte scelte fatte sono fortemente condizionate dal confronto elettorale e dalla necessità del consenso di breve, trascurando la prospettiva di sviluppo per la città.

In ogni caso, sgombriamo il campo da possibili equivoci: alle prossime elezioni di sicuro parteciperete, magari solo a sostegno o addirittura con un impegno politico più coinvolgente. In una simile possibile prospettiva come vi collocherete? A sostegno dell’attuale opposizione, in particolare ad una parte di essa, o per riconferma del sindaco uscente Servalli?

La complessità delle questioni in essere per la nostra città, coniugata alla ristrettezza di risorse finanziarie pubbliche disponibili, rende assolutamente necessaria la partecipazione di tutti al perseguimento del bene comune. In questo senso, come cittadini, saremo certamente protagonisti.

Perché partite con un convegno sui rifiuti?

Il tema dei rifiuti è sempre attuale, e la chiusura per manutenzione del termovalorizzatore di Acerra previsto in settembre per 35 giorni, rende quanto mai necessaria l’adozione di misure ed iniziative in merito.

Com’è attualmente la situazione  della gestione dei rifiuti a livello regionale? L’impressione è che dopo più di vent’anni siamo sempre in uno stato di emergenza o di pre-emergenza…

La legislazione regionale ha affidato all’organizzazione dei comuni la gestione del ciclo urbano dei rifiuti. E’ in corso la costruzione del relativo modello territoriale tra ritardi ed in assenza di un dibattito pubblico.

E a Cava com’è la situazione, a parte la bolletta che è sempre più salata?

La questione dei rifiuti in città è simile a quella di altre problematiche.  Emerge in occasione del rincaro della tariffa o quando si accumulano i rifiuti alle fermate dell’autobus, specialmente nelle frazioni. Occorrerebbe invece agire sulla programmazione, partendo dalla questione dell’impiantistica necessaria e dalle politiche di incentivazione alla riduzione della produzione dei rifiuti. 

E la faccenda dell’Ato e del cambio di pelle di Metellia che è diventata una holding anche per attrezzarsi ad un ruolo in un sub Ato ce lo spiega e ci dice, visto che lei è del settore, quale sia la sua opinione in merito?

Come accennavo, la gestione del ciclo integrato dei rifiuti è in capo ad un’associazione di comuni, definita Ato Rifiuti, che per quel che ci riguarda coincide con il territorio della provincia di Salerno, cui sono aggiunti tre comuni dell’avellinese.  Stante l’ampiezza territoriale, vanno costituiti sub – ato, tra un numero limitato di comuni, che dovranno caratterizzarsi per l’autosufficienza impiantistica. Ed è questa la sfida per Cava de’ Tirreni, che per caratteristiche e popolosità, è destinata ad esserne capofila ed a “scegliere” con quale territorio associarsi – Costa d’Amalfi, Agro-Nocerino o Valle dell’Irno – e di conseguenza la Metellia dovrà e potrà essere protagonista della gestione del servizio, soprattutto se saprà dimostrare che la razionalizzazione aziendale realizzata, è funzionale alla riduzione dei costi ed alla qualità dei servizi offerti. Pur tuttavia, a più di due anni dall’elezione dei rappresentanti dell’Ente d’Ambito salernitano, questo  processo non si è concluso e soprattutto manca un dibattito pubblico in merito.

Insomma, una città più pulita e una bolletta meno cara non è una contraddizione in termini ma una prospettiva realistica cui tendere? E come secondo lei?

E’ certamente l’obiettivo cui tendere, da perseguire attraverso la corretta programmazione delle attività (creazione del sub-ato, individuazione, adeguamento e realizzazione dell’impiantistica necessaria) ed una  gestione efficace, efficiente e con costi sostenibili, definiti in un piano industriale di qualità.  Va da se, che occorre la collaborazione di tutti noi cittadini, come è stato con l’avvio qualche anno fa della raccolta differenziata, ma occorre prioritariamente e come esempio, che l’amministrazione pubblica faccia efficacemente e celermente la propria parte.

Un’ultima domanda. Sulla gestione dei rifiuti a Cava lei, come cittadino cavese, quale voto darebbe all’attuale Amministrazione comunale e a Metellia, perché non sono la stessa cosa?

Le due istituzioni non vanno sovrapposte e confuse, in quanto deputate per definizione a funzioni diverse: –  in particolare al comune spettano le attività strategiche di programmazione e controllo, alla Società Metellia la gestione operativa -. Nella condizione data, e con la crisi sistemica internazionale del ciclo dei rifiuti, dovuto a carenze impiantistiche, alle scelte operate nei paesi anglosassoni sulle discariche ed al blocco delle esportazioni delle plastiche sporche verso la Cina, da cittadino, fermo restando che tutto è perfettibile e migliorabile, ritengo che la Metellia abbia fatto la sua parte.

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