Luigi Buommino, l’artista della Napoletanità

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La pandemia non ferma l’arte, soprattutto se essa viene esternata tra le mura domestiche o in appositi studi artistici. È il caso di Luigi Buommino, nato nel rione Sanità nel 1942, maestro dell’intaglio, scultore, modellatore, restauratore.

Da anni la sua produzione di opere lignee ha fatto scuola; ispirate ai modelli tradizionali, esprimono tutta la sensibilità moderna del loro autore. Che siano volti di Pulcinella, scene di animali, busti di San Gennaro, la mano di Buommino – decantata anche dal maestro Roberto De Simone, che nella sua casa-museo possiede una sua preziosa creazione – sorprende ogni ammiratore, specialmente in un’epoca in cui si sta perdendo la manualità nell’arte figurativa.

Per diversi anni i suoi studi-atelier d’antiquariato in via Carlo Poerio, vicoletto Sant’Arpino a Chiaia e via Nardones sono stati punti di riferimento nonché luoghi d’incontro di svariati artisti, personaggi dello spettacolo, importanti esponenti politici e calciatori come Diego Armando Maradona. Da non dimenticare la sua opera con le bandiere dei Paesi partecipanti al G7 di Napoli nel 1994, elogiata anche dalla famiglia Clinton.

Recentemente ospite di Paola Perego su RaiUno nella trasmissione “Il filo rosso”, Buommino è artista sensibile e poetico, radicato incisivamente alla tradizione partenopea e fortemente intriso della verace napoletanità e fortemente aderente ad una profonda cristianità, infatti attualmente sta ultimando una scultura di Padre Pio, come si nota nella foto, opera anch’essa che andrà con tutta probabilità e come usa fare solitamente l’autore, in dono a qualche ente o opera di misericordia, come nel caso del San Gennaro che Buommino ha recentemente donato, in tempi di Covid, al prof. Ascierto dell’Istituto ‘Pascale’, a dimostrazione di come Buommino sia impegnato anche nella beneficenza e a conferma di di una vocazione per un’arte sinonimo di poesia e di amore.

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Saggista e musicologo, è laureato in “Sociologia delle Comunicazioni di Massa”. Tra i suoi libri ricordiamo: Il Canto Nero (Milano, 1982), Trecento anni di jazz (Milano, 1986), Jazz moderno (Milano, 1990), Vesuwiev Jazz (Napoli, 1999), Il popolo del samba (Roma, 2005), Ragtime, Jazz & dintorni (Milano, 2007), prefato da Amiri Baraka, Una storia sociale del jazz (Milano 2014), prefato da Zygmunt Bauman, Saudade Bossa Nova (Firenze, 2017). Per i “Saggi Marsilio” ha pubblicato l’unica Storia del ragtime, in due edizioni (Venezia, 1984 e 1989) edita in Italia e in Europa. Ha scritto monografie: due su Frank Sinatra (Venezia, 1991) e The Voice – Vita e italianità di Frank Sinatra (Roma, 2011), e su Vinicio Capossela (Milano, 1993), Francesco Guccini (Milano, 1993), Louis Armstrong (Napoli, 1997), un paio di questi col contributo amichevole di Renzo Arbore e Gianni Minà. Collabora con la RAI, per la cui struttura radiofonica ha condotto diverse trasmissioni musicali, e per La Storia siamo noi ha contribuito allo special su Louis Armstrong. Tiene periodicamente stage su Civiltà Musicale Afroamericana oltre a collaborare con la Fondazione Treccani per le voci afroamericane. Tra i vari riconoscimenti ha vinto un Premio Nazionale Ministeriale di Giornalismo, ed è risultato tra i finalisti del Premio letterario Calvino per l’inedito. Per la narrativa ha pubblicato un romanzo breve per ragazzi dal titolo Easy Street Story, (Npoli, 2007), la raccolta di racconti È troppo tardi per scappare (Napoli, 2013), il romanzo epistolare Caro Giancarlo – Epistolario mensile per un amico ammazzato, (Terracina, 2014), che gli è valso il Premio ‘Giancarlo Siani’ 2014. È il direttore artistico del Festival Italiano di Ragtime e il suo sito è www.gildodestefano.it.

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