“Noi eravamo”, il film di Leonardo Tiberi per ricordare la Grande Guerra

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In concomitanza con il prossimo anniversario del 4 novembre, data che ricorda la vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto che sancì la fine del Primo Conflitto Mondiale, si è tenuta lunedì 30 ottobre, presso lo Spazio Roma Lazio Film Commission Auditorium Arte – Auditorium Parco della Musica, la presentazione dell’uscita in DVD di “Noi eravamo” un film di Leonardo Tiberi, distribuito da Istituto Luce Cinecittà che racconta storie, luoghi e volti della Prima Guerra mondiale.

Si tratta di un’innovativa sperimentazione cinematografica basata sull’ intreccio tra immagini dell’archivio dell’Istituto Luce e fiction con giovani attori e veterani della pellicola cinematografica. Tra di essi anche l’attore salernitano Yari Gugliucci, che nel film veste i panni di un membro del Congresso italoamericano che si reca presso il centro piloti italiano per combattere a fianco degli aviatori a bordo dei nuovi caccia Caproni. Il suo nome resterà nella storia: si tratta di Fiorello La Guardia, futuro sindaco di New York. La Guardia è il personaggio chiave e narratore del film: colto figlio di emigrati italiani, arriva nel nostro Paese assieme a un centinaio di compatrioti per imparare a pilotare e a combattere, volando sui celebri aerei Caproni. Un volontario, come tanti altri figli di emigrati in America, che tornarono per aiutare il Paese dei padri a liberarsi dal pericolo dello straniero e per rendere omaggio alle proprie radici.

Il film è un fulgido esempio di come l’arte cinematografica possa utilizzare materiale di repertorio storico non come puro documento, ma come parte sostanziale della narrazione cinematografica, facendolo interagire con l’azione del girato. L’opera, riconosciuta di ‘Interesse Culturale Nazionale’ dalla DG Cinema – MIBACT, ha il pregio di raccontare la storia attraverso gli occhi dell’emozione, per ricordarci da dove veniamo, e che quella storia è ancora straordinariamente attuale, colorata e viva, come le immagini dell’Archivio dell’Istituto Luce ripulite, nel film, della loro patina d’antico.

Non poteva esserci momento migliore per la divulgazione del film, nell’anno del centenario della battaglia di Caporetto, a pochi giorni da quel fatidico 4 novembre 1918 in cui, alle ore 15, tutte le operazioni di guerra cessarono e fu proclamata la fine della Grande Guerra. Il Comando Supremo dell’esercito italiano lo annunciò con queste parole: “La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta”.

Nel 1921, su iniziativa del generale Giulio Douhet, fu scelta una salma (651mila furono i caduti italiani) tre le undici salme provenienti da diversi fronti e portate ad Aquileia in provincia di Udine. Lì Maria Bergamas, madre di Antonio Bergamas, un volontario morto in combattimento, scelse la bara contenente il corpo del soldato che sarebbe stato portato a Roma e diventato il Milite Ignoto.

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