Cava, successo di pubblico per la presentazione del libro di Dino Falconio su Caravaggio

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foto di Costantino Pilò

Grande successo per  “La mattonella di Caravaggio” a Cava de’ Tirreni. Il libro, scritto da Dino Falconio e giunto alla sua terza ristampa con oltre 10.000 copie vendute, è stato presentato sabato scorso presso la Libreria Mondatori. Oltre all’autore vi erano: il sindaco, Vincenzo Servalli, il notaio Nicola Di Mauro, che ha tenuto un brillante proemio dell’incontro, la giornalista della nostra testata, Carolina Milite, nelle vesti di moderatrice del meeting, e l’attore Mario Odato, del Teatro “Luca Barba”, che ha letto alcuni brani del romanzo.

Dinanzi alla sala gremita ed interessata, la figura del pittore lombardo Michelangelo Merisi da Caravaggio, ha preso vita in tutta la sua intensità di artista tormentato, vera icona del genio congiunto alla sregolatezza. Falconio ha tratteggiato la figura del pittore, e della sua produzione, durante il suo primo soggiorno napoletano a cavallo tra il 1606 e il 1607.

Ha catapultato il pubblico in una città ricca di contraddizioni, di luci ed ombre, come la vita stessa dell’artista e, grazie alla sua ars oratoria, lo ha saputo rendere partecipe della storia ricca di personaggi dalle vite tormentate e piene di ombre. Sullo sfondo l’enigma di una mattonella nel chiostro maiolicato del Convento dei Girolamini, diversa da tutte le altre, intorno alla quale ruota il mistero che si risolverà nelle ultime pagine del racconto.

L’autore è riuscito felicemente nel raccontare ai presenti inediti della vita di Caravaggio, in maniera vivace ed attrattiva, mai noiosa o ridondante: la sua forte sensualità che faceva di lui un omnisessuale che amava indistintamente uomini e donne, la sua passione per le risse e le prostitute che gli hanno causato la condanna alla pena capitale (di qui la fuga da Roma a Napoli) e il distacco della retina nell’ultimo periodo della sua vita. Grazie alla capacità di tenere un ritmo serrato e coinvolgente, con gran dovizia e minuzia nei particolari, Falconio ha descritto alcune delle sue opere maggiori, come “Le sette opere di misericordia” custodite al Pio Monte di Misericordia a Napoli, o “Il martirio di Sant’Orsola” conservato presso Palazzo Zevallos Stigliano. Ripercorrendo il periodo artistico e umano partenopeo del Maestro, Falconio ha poi focalizzato l’attenzione su un altro aspetto importante tipico della pittura caravaggesca: i piedi. Nel romanzo, infatti, Caravaggio stesso dice che alla corte papale di Roma lo definivano “il pittore dei piedi” per evidenziare, in maniera dispregiativa, il suo modo pedestre di dipingere. Tutte menzogne perché, in verità, Caravaggio, sebbene accusato di non avere “decoro” nelle immagini che dipingeva (prostitute, marinai, popolane che assumevano le fattezze di santi e madonne), era grandemente conteso per il suo talento. Tutti lo adoravano, era considerato il migliore tra le centinaia di pittori che affollavano Roma all’epoca ed ognuno cercava di imitarlo.

Al termine dell’evento, su sollecitazione dei presenti, Falconio ha dichiarato che la casa editrice gli ha fatto richiesta di continuare nel racconto del mito di Caravaggio con altri due tomi sulle sue successive avventure di vita. Insomma, una trilogia storico-romanzata, visto il successo che il libro sta riscuotendo da mesi in tutta Italia.

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